lunedì 24 agosto 2015

Trasferirsi a vivere alle Hawaii, ha senso?


Durante il mio lungo soggiorno californiano nella città di San Diego, dove ho trascorso alcuni anni della mia vita tra il 1993 e il 1995, mi è capitato di fare un salto anche alle Hawaii per passarvi alcune settimane di vacanza. L’arcipelago delle Hawaii esercita sui nordamericani lo stesso fascino che le isole Canarie hanno sugli europei:

Tutti, o quasi, gli americani del nord vorrebbero trasferirsi a vivere alle Hawaii così come molti europei, e italiani, sognano di trasferirsi a vivere alle Canarie.

Ma appena atterrato alle Hawaii ho percepito subito una sensazione spiacevole: di delusione. Era molto meglio la costa del sud della California che mi ero appena lasciato alle  spalle. Spiagge infinite, clima stupendo secco e ventilato, panorami immensi, orizzonti infiniti e grandi città a misura d’uomo.

Le Hawaii mi accolsero con una umidità del 98%, afa, rumore e traffico convulso, per non parlare dell’inquinamento, almeno ad Honolulu. Un forte uragano, che credo sia stato il primo ed ultimo vissuto da me in prima persona, e piogge torrenziali tutti i giorni. Per non parlare del costo della vita e della famosa irritabilità dei locali (ho visto con i miei occhi due maori rompere il cristallo anteriore di un’auto solo perché il proprietario l’aveva parcheggiata troppo vicina al loro pick up, mentre un altro ha aggredito a pugni e calci un ragazzo per una banale lite d’amore mentre eravamo in fila al McDondald’s...

Ma sono passati molti anni da allora, e forse due settimane passate in vacanza alle Hawaii non sono sufficienti per farsi un’idea della realtà locale. Tuttavia, la sensazione che si trattasse di un posto nel quale non avrei mai potuto vivere e rimasta fino ad oggi.

E siccome proprio in questi giorni mi sono imbattuto in rete in un post scritto da una persona nata e cresciuta alle Hawaii che, guarda caso, intitola il suo articolo “5 verità scomode rispetto al vivere alle Hawaii”, ecco che si ravviva quella sensazione  e mi viene voglia di tradurvi il racconto per farvi capire che spesso quelli che nel nostro immaginario consideriamo dei “paradisi” sono molto più simili a un inferno, o meglio, una prigione.

Ecco di seguito le cinque ragioni che rendono scomode le Hawaii come luogo di residenza:

1. Il paradiso è uno dei luoghi più costosi in cui vivere negli Stati Uniti

Se desiderate vivere a Honolulu, il centro più cosmopolita delle isole, dovrete essere disposti a pagare per una casa tanto quanto a San Francisco o New York. La quantità limitata di terreno edificabile e l'alto tenore di vita degli abitanti dell'isola (in gran parte ricchi pensionati nordamericani) fanno sì che la maggior parte delle case siano finanziariamente fuori dalla portata delle persone con un reddito medio. Anche le stesse famiglie della classe media delle Hawaii faticano ad acquistare la loro casa.

Inoltre, le Hawaii attualmente importano la maggior parte del cibo che consumano, così che i generi alimentari costano circa il 50% in più rispetto alla media nazionale del resto degli USA. E dato che le Hawaii sono lo stato che maggiormente dipende dal petrolio negli Stati Uniti, il costo dell’energia è del 70% maggiore rispetto a quello del resto del paese. Usare l’automobile, mangiare fuori in un ristorante, comprare un litro di latte al negozio sotto casa costa enormemente di più in paradiso.

2. Le Hawaii soffrono per la fuga di cervelli

I turisti vengono alle Hawaii per godersi le spiagge di sabbia bianca, lo stile di vita rilassato e l’accoglienza con tanto di corona di fiori e per loro può essere difficile capire perché chi ci è nato desideri abbandonare questo paradiso. Ma per i giovani appena usciti da scuola è quasi impossibile trovare un lavoro sicuro e ben remunerato. L’economia delle Hawaii dipende da molti anni dal turismo, dall’esercito e dal Governo. Se desiderano fare una carriera nel settore scientifico, tecnologico o vogliono entrare nel mondo degli affari, i giovani hawaiani sanno che hanno una sola opportunità: emigrare. Così le famiglie che possono permetterselo mandano i loro figli a studiare sul continente, con la segreta speranza che facendo così questi riusciranno a inserirsi in una economia più dinamica e non saranno costretti a rientrare alle Hawaii.

Tuttavia, negli ultimi anni il Governo ha riconosciuto il problema della fuga di cervelli dalle Hawaii, e ora sta cercando di correre ai ripari tentando di diversificare l’economia. Il progetto “Startup Paradise”, è una iniziativa messa in atto dal Governo locale per tentare di creare l’ambiente adatto allo sviluppo di imprese tecnologiche nelle Hawaii allo scopo di trattenere qui i giovani locali.

3. Il settore alimentare è un paradosso

Chi visita le Hawaii da per scontato che dato l’esuberante ambiente tropicale nelle isole vi sia abbondanza di cibo prodotto localmente. E anche se è vero che si possono incontrare ovunque alberi di papaia, banani, avocado, la realtà è che il settore alimentare delle Hawaii è in condizioni assurde. Attualmente, il 90% del cibo consumato nello stato viene importato. Andate in uno qualsiasi dei supermercati delle isole e vi troverete le banane e gli avocado, ma nella maggior parte dei casi questi sono importati dal Messico o dall’America Centrale. Il pesce ei gamberetti non vengono pescati freschi in mare aperto, ma piuttosto si tratta di prodotti congelati importati da paesi lontani come la Thailandia e le Filippine.

Le Hawaii producono noci di macadamia, ananas e caffè, che però vengono in gran parte esportati. Certo, Big Island ospita il Parker Ranch, uno dei più grandi allevamenti di bestiame di tutti gli Stati Uniti. Ma una volta che i capi di bestiame sono svezzati, vengono spediti nel continente dove saranno allevati, macellati e reimportati sotto forma di bistecche.

Gli abitanti delle Hawaii sono sempre più consapevoli della necessità di ottenere la sovranità alimentare. Questa consapevolezza ha portato ad una rinascita dell’interesse per i cibi coltivati ​​localmente, e alla diffusione sempre più capillare di piccole fattorie che forniscono direttamente il cliente finale.

4. Alcune isole hanno accesso limitato alla sanità

Se chiedete a chiunque dove vorrebbe trascorrere gli ultimi anni della vita in pensione, i luoghi tropicali con palme e spiagge di sabbia bianca sono in cima alla lista. Tuttavia, anche se le Hawaii sono uno dei luoghi più ambiti dove i pensionati vorrebbero trasferirsi, eccetto l’isola di Ohau dove si può trovare una buona offerta di servizi, nel resto delle isole è difficile ottenere anche la semplice assistenza sanitaria primaria.

Sono molti i residenti che segnalano le difficoltà ad accedere a cure sanitarie nelle Hawaii. E anche se secondo le statistiche le Hawaii sono considerate uno degli stati nei quali vi è il maggior numero di residenti sani, grazie al fatto che qui tutti praticano attività fisica regolarmente, è altrettanto vero che tra i locali si registra il tasso più alto di persone con il diabete oltre ad un tasso tra i più alti per il consumo di metanfetamine.

5. La lotta per l’indipendenza è ancora viva e vegeta

Gli americani danno per scontato che le Hawaii siano uno stato dell’Unione; possono venirci senza passaporto, vi trovano gli stessi negozi che hanno nel continente, e nonostante l’atmosfera tropicale nelle isole si sentono come negli USA continentali.

Ma che le Hawaii siano diventate uno Stato dell’Unione non toglie nulla al fatto concreto che esistano ancora dei movimenti politici che chiedono con forza l’indipendenza dagli USA, e negli ultimi anni questi movimenti hanno conquistato sempre più seguaci. Il cuore della disputa è sempre il fatto che nel 1893 gli Stati Uniti hanno rovesciato l’allora sovrano delle isole, compiendo un vero e proprio colpo di stato, e a seguito di una occupazione militare ininterrotta, nel 1953 hanno annesso l’arcipelago facendolo diventare il 50 esimo Stato dell’Unione senza però mai chiedere l’opinione degli abitanti. Anche se questi movimenti per l’indipendenza non sono d’accordo su tutti i punti, tutti insieme però concordano nel considerare gli Stati Uniti come una forza di occupazione estranea alle isole, come dei colonizzatori, e sono determinati a chiedere l’autodeterminazione e l’indipendenza.

Tutti coloro che visitano le Hawaii dovrebbero informarsi per conoscere la storia di questo popolo e condividerne le aspirazioni.

Se dopo avete letto questi commenti siete ancora interessati a trasferirvi a vivere alle Hawaii allora significa che amate davvero queste isole e questi dettagli non vi fermeranno. Procedete pure allora...



24 agosto 2015

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Oleh

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