venerdì 7 agosto 2015

Legalizzare la droga: Grazie Saviano per il tuo lavoro


Ho appena terminato di leggere il libro Zero Zero Zero di Roberto Saviano. Lo considero a tutti gli effetti un capolavoro di giornalismo investigativo come se ne vedono pochi di questi giorni. E mi trovo d’accordo con la conclusione a cui giunge l’autore, e cioè che: l’unico modo per combattere le mafie ed eliminare il traffico di stupefacenti è legalizzare la droga, tutte le droghe, anche quelle cosiddette pesanti come la cocaina.

A dire il vero, la convinzione che la legalizzazione delle droghe sia l’unica soluzione per toglierle dalle mani dei trafficanti assestando un duro colpo alle mafie di mezzo mondo, l’avevo già da prima. Leggendo però il capolavoro di Saviano ho avuto la conferma di ciò che credevo da tempo, e cioè, che le dimensioni di questa realtà sono tali che riguardano ormai ogni livello della società cosiddetta civile, e che i sostenitori del proibizionismo possono essere solo due cose: o semplici ignoranti, o addetti ai lavori e beneficiari a vario titolo di questo mercato.

Saviano è bravo, acuto e decisamente professionale nel tessere la ragnatela del narcotraffico iniziando dai primi anni del secolo scorso quando i messicani rifornivano di alcool di contrabbando gli USA all’epoca del proibizionismo. Passando in rassegna diversi paesi, tra cui Italia, Spagna, Russia, Messico e Stati Uniti, l’autore ci dimostra con dovizia di particolari che non solo il Messico, paese ormai chiaramente fallito e  totalmente nelle mani dei narcos, ma anche Stati Uniti ed Europa sono ormai sotto il controllo delle varie mafie.

E non potrebbe essere altrimenti, data la quantità di cocaina che arriva in questi paesi nonostante gli ingenti sequestri  e il contrasto da parte delle forze di polizia. Quando parla di cifre, l’autore ci dimostra che se non fosse stato per le centinaia di miliardi di dollari/euro di liquidità iniettati nel circuito bancario dal narcotraffico, il sistema bancario sarebbe già collassato dopo la crisi economica del 2008.

Tutt’ora oggi, come dimostra abilmente l’autore, molte banche non avrebbero la liquidità sufficiente a sopravvivere se non si dedicassero a riciclare il denaro sporco (ma reale) dei narcotrafficanti.

E che dire della ormai famosa ultima trovata del consorzio dei simpatici amministratori europei e della BCE che hanno imposto ai paesi dell’area euro di inserire nel bilancio i proventi delle attività illecite e quindi anche del traffico di droga? Non credo ci sia bisogno di fare ulteriori commenti a tal proposito...

Anzi, il paradosso è talmente evidente, che a quanto pare, anche si vi fosse già da domani l’intenzione di legalizzare tutto il mercato delle droghe, non sarebbe possibile farlo semplicemente perché facendolo si sottrarrebbe all’economia mondiale l’unico mercato sano che esiste (sano nel senso che si basa su denaro contante e non su bolle creditizie). Insomma, meno male che ci sono i trafficanti di droghe che non fanno credito ai loro clienti, non accettano carte di credito e versano regolarmente fiumi di denaro contante nel sistema finanziario “legale”, altrimenti chissà come saremmo ridotti...

Bel quadretto, vero?

Ma tornando al punto di partenza, la domanda se abbia senso o meno legalizzare tutto il mercato delle droghe, ebbene, rispondo: sì. Sì se con la legalizzazione si intende togliere questo mercato dalle mani delle mafie e così facendo si trasforma il mondo in un posto più sicuro in cui vivere, eliminando le guerre di mafia connesse allo stesso. Sì se, come ha dimostrato il Colorado, primo stato degli USA ad avere legalizzato la cannabis, si desidera aumentare le entrate fiscali dello stato e diminuire la criminalità.

Però, anche un no secco a chi crede che con la legalizzazione delle droghe si possa cancellare la criminalità organizzata e le mafie. Infatti, la realtà dimostra che negli ultimi anni le varie mafie hanno compreso bene che oggi la droga c’è e domani potrebbe non esserci più. Oggi i settori nei quali le mafie e la criminalità organizzata investono le loro energie sono: il crimine digitale, il traffico d’armi, quello delle persone (profughi, immigrati) e le operazione finanziarie speculative di vario genere.

Conclusione, legalizzando il mercato delle droghe si ridurrebbe di parecchio la violenza nelle strade (soprattutto in paesi come il Messico), e si aumenterebbero le entrate degli stati. Ma non si eliminerebbe la criminalità organizzata che è già impegnata anima e corpo nei nuovi mercati del futuro.

Un consiglio per tutti: leggete il libro Zero Zero Zero di Roberto Saviano.


6 agosto 2015

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Oleh

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