venerdì 28 agosto 2015

Inventato il primo microchip di legno


Un titolo di questi tipo potrebbe fare pensare ad uno scherzo. Dopo tutto, chi avrebbe interesse ad inventare un microchip di legno? Eppure, alcuni ricercatori del MIT (Massacchussets Intitute of Technology) hanno ideato proprio un microchip biodegradabile basato nelle fibre naturali del legno.

In realtà, nonostante la maggior parte di noi non riesca (o non voglia) farsi un quadro globale di come vanno le cose al mondo, dal punto vista del consumo delle risorse e della contaminazione a cui tutti contribuiamo ogni giorno, va detto che il problema dello smaltimento dei rifiuti elettronici ha raggiunto livelli particolarmente allarmanti.

Se pensiamo che praticamente la quasi totalità degli oggetti elettronici che utilizziamo quotidianamente contengono microchip al silicio e che data la rapidità con cui i nuovi dispositivi sostituiscono i vecchi, la quantità di spazzatura elettronica si incrementa a dismisura ogni giorno, allora si capisce che il problema dello smaltimento delle componenti altamente tossiche contenute in questi apparati non è da poco.

Ed ecco che diventa urgente trovare delle soluzioni per, almeno, tentare di sostituire quelle componenti tossiche con elementi che possano avere un impatto molto minore in fase di smaltimento.

A questo proposito, si capisce molto bene quale sarebbe l’impatto altamente positivo dato dalla possibilità di sostituire i vecchi chip al silicio con altri a base di fibre naturali, che addirittura si rivelano biodegradabili.
Ora i ricercatori del MIT hanno dimostrato ampiamente come i chip da loro prodotti utilizzando un componente a base di nano cellulosa in sostituzione del silicio, avessero le stesse prestazioni degli stessi chip tradizionali che si trovano in molti dispositivi come gli smartphone, ma che nello stesso tempo potevano venire scomposti naturalmente da un fungo comune.

Certo, qualcuno potrebbe obiettare che per risolvere il problema dell’inquinamento da silicio dovremo abbattere molti alberi, e quindi, continuerà in qualche modo il danno all’ambiente. Tuttavia, va ricordato che per fare un microchip si necessita di una quantità di nano cellulosa infinitamente inferiore a quella che serve per fare una pagina di giornale. Ricordateglielo quando vi avanzeranno questa critica...

Una buona notizia quindi per l’ambiente e per il futuro dei nostri figli, visto che negli anni a venire il numero di microchip in circolazione si incrementerà e di parecchio.



28 agosto 2015

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Oleh

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