venerdì 14 agosto 2015

Biohacking e cura delle malattie


Se è vero che il DNA non è altro che un codice di programmazione, allora è possibile anche intervenire sullo stesso per modificarlo a nostro favore. Questo almeno è quanto afferma Raymond McCulley, capo del dipartimento di biotecnologia presso la Singularity University.

Senza mezzi termini, McCulley afferma che dal DNA si possono estrarre delle informazioni per comprendere meglio come siamo fatti, ma non solo, anche per modificare lo stesso DNA a nostro piacimento. E questa realtà apre una porta su di un orizzonte del tutto sconosciuto, fino ad ora.

McCulley è uno dei maggiori esponenti di quello che viene definito “biohacking”, che consiste appunto nell’intervenire nel codice del DNA per correggere eventuali errori che potrebbero generare una malattia. Ma anche per modificarlo allo scopo di ottimizzare o cambiare il funzionamento di un organismo vivente. Proprio come un hacker informatico che accede al codice di un programma o ad un computer remoto per modificarli, il biohacker fa lo stesso ma con il DNA degli organismi viventi.

Secondo quanto afferma McCulley, molto presto saremo tutti dotati di biosensori all’interno del nostro organismo, che saranno perennemente connessi in rete potendo in questo modo inviare i dati relativi ai parametri vitali dell’organismo come: frequenza cardiaca, pressione sanguigna, livello dello zucchero, colesterolo, trigliceridi e quant’altro.

Per ora, lo stesso McCulley ha impiantato nel suo corpo un microchip che monitorizza tutte le sue costanti vitali. La sua visione del futuro è che presto passeremo dall’utilizzare dispositivi elettronici esterni ad averne di installati nel nostro proprio organismo.

Che dire, si prospetta un futuro abbastanza interessante ma anche piuttosto preoccupante sotto molti aspetti. Come sempre non ci resta che attendere per vedere se le previsioni di questo scienziato si avvereranno o se invece, la nostra società farà un balzo indietro di millenni tornando ai tempi delle caverne.

In realtà, i presupposti ci sono tutti per continuare a muoverci in entrambi le direzioni, solo il tempo dimostrerà se il biohacking ci regalerà una vita più lunga e sana o, se a causa della nostra stupidità, la nostra cosiddetta civiltà collasserà e i pochi sopravvissuti torneranno a cacciare e pescare vestiti di pelli di coniglio.

Fonte: El País


14 agosto 2015

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Oleh

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