mercoledì 22 luglio 2015

Alimenti che danno allucinazioni



Per quanto possa sembrare strano esistono diversi alimenti, soprattutto vegetali, che se consumati in determinate condizioni o in grandi quantità, possono causare allucinazioni, euforia e stati mentali alterati. Tra questi, molti sono cibi o sostanze che consumiamo regolarmente ogni giorno, e che possiamo continuare a consumare prestando la dovuta attenzione:

More verdi

Quando i frutti di bosco come le more non sono ancora mature e presentano quel colore tra il verde e il bianco, contengono una saponina tossica che può causare allucinazioni di livello medio, forte nausea, dolori di stomaco e diarrea. Meglio lasciarle maturare e consumarle insieme ad altri frutti o magari, come adorno di alcuni tipi di dolci.

Caffè

Anche se non ci si pensa spesso, il caffè, le bevande alcoliche e il tabacco (caffeina, alcool e nicotina) sono considerate droghe a tutti gli effetti dalla OMS (Organizzazione Mondiale della Salute). Secondo un rapporto dello European Food Information Council, una quantità compresa tra 100 e 600 mg di caffeina, aiuta a concentrarsi, pensare più velocemente e coordinare meglio i movimenti. Tuttavia, una quantità superiore ai 2000 mg può causare insonnia, agitazione e respirazione affannosa. 

La caffeina può anche essere mortale, ma per ottenere questo effetto si dovrebbe mantenere nel corpo una quantità pari a 5000 mg (circa 40 tazze di caffè espresso), contemporaneamente. Cosa abbastanza difficile, dato che la caffeina viene metabolizzata molto rapidamente. Sarebbe molto più facile morire per disidratazione, dato che la caffeina è anche diuretica.

Noce moscata

Bastano pochi cucchiaini di noce moscata in polvere per farvi andare fuori di testa. Queste effetto è dato dalla miristicina (un insetticida e acaricida naturale con effetti neurotossici). Nella sua autobiografia, Malcom X racconta dei suoi “trip” a base di noce moscata, che rubava dalla cucina della prigione nella quale si trovava recluso. 

Anche gli effetti secondari sono piuttosto sgradevoli: nausea, vomito, cefalea, paranoia e difficoltà a urinare. Molto meglio continuare a consumarla in piccolissime quantità mescolata con la besciamella.

Semi di papavero

Che dal papavero si estraggono oppiacei, come la morfina, la codeina, la noscapina e  l’eroina, è risaputo. Tutte queste sostanze si ottengono dalla lavorazione dei semi di papavero. Così che, consumando quantità eccessive di questi semi, è possibile avere degli effetti tossici simili a quelli delle sostanze sopracitate.
I semi di papavero vengono anche applicati nell’esterno del pane che si utilizza per gli hamburger, ma in questo caso la quantità è talmente ridotta che non da alcun effetto. Tuttavia, in alcuni casi, dopo aver consumato questo tipo di pane, è possibile risultare positivi ad un esame diretto a individuare l’assunzione di oppiacei.

Pane di segale

La segale può venire infettata da un fungo, il cui nome scientifico è “claviceps purpurea” e in questo caso le punte della segale vengono denominate “segale cornuta”. Prima dell’impiego massivo di insetticidi, questa infezione era abbastanza comune. E chi consumava questo pane cadeva vittima dell’ergotismo, una malattia molto temuta nel medioevo.

L’ergotismo, oltre a produrre allucinazioni, provocava anche attacchi epilettici, cancrena e morte. Si ritiene che alcuni casi di caccia alle streghe del passato, siano dovuti all’infezione di questo fungo, che provocando allucinazioni molto potenti, avrebbe contribuito alla situazione creatasi in alcune circostanze, come fu quella delle cosiddette “streghe di Salem”, nella quale morirono 31 persone nel 1793.

Formaggio stilton (Blue Stilton)

Secondo il British Cheese Borad, questo formaggio può anche causare allucinazioni. Soprattutto se consumato prima di dormire.

Patate verdi

La solanina, un alcaloide che contengono anche i pomodori e le melanzane non maturi (attenti quindi al consumo di patate, pomodori e melanzane verdi), è una sostanza che provoca forti allucinazioni, oltre a nausea, vomito e diarrea. 

La solanina, è un insetticida che produce naturalmente la pianta per difendersi dagli insetti, e che svanisce progressivamente con la maturazione del vegetale. Nel caso delle patate, oltre a consumarle mature, è bene conservarle lontano dalla luce dato che anche questa stimola la produzione di solanina. Inoltre, è interessante notare che la solanina contenuta nelle patate perde drasticamente il suo effetto dannoso se queste vengono fritte alla temperatura di oltre 170 gradi.

Fonte: El País

22 luglio 2015

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