lunedì 6 luglio 2015

Telelavoro, nomadi digitali, lavorare online viaggiando



Ieri quando iniziava l’era di Internet si chiamava telelavoro, oggi quelli che lavorano online e si spostano continuamente per il mondo vengono denominati “nomadi digitali”. Eh sì, cosa ci volete fare, d’altro canto anche chi emigra dall’Europa o dagli USA e si trasferisce a vivere all’estero ama definirsi “espatriato” piuttosto che “emigrante”.

Espatriato è più elegante, e se ci fate caso i primi ad utilizzare ampiamente il termine sono stati proprio gli statunitensi, che naturalmente non desiderano confondersi con i poveracci che emigrano per necessità. Così, quando un nordamericano stabilisce la sua residenza altrove si autodefinisce un expat, espatriato appunto. E noi appresso a copiare ovviamente, una cosa che ci riesce molto bene da circa settant’anni a questa parte.
E così, oggi, siamo arrivati ad avere i nomadi digitali, e naturalmente, la rete strabocca già di consulenti ed esperti vari che offrono consigli ad hoc per chi desidera entrare a far parte di questa nuova elite. 

Certo, a chi non farebbe gola la possibilità di lavorare online da casa o, addirittura viaggiando costantemente, visitando di volta in volta luoghi esotici nuovi e diversi paesi lontani. Ma lo possono fare tutti? Chiaro che no!
Come per tutti i mestieri, anche il lavoro online contempla limiti e condizioni che nella maggior parte dei casi lo rendono un lavoro come molti altri. Soprattutto se fatto per conto terzi, nel qual caso si dipende completamente dal carico, ritmo e abitudini di lavoro dei propri clienti, oltre che dal loro umore. Credeteci, noi lavoriamo online da ormai 7 anni.

Ma veniamo ai consigli generici che vengono dati a chi è interessato alla possibilità di lavorare online. Naturalmente, la categoria di lavoro è quella del freelance, romantica parola anglosassone che in italiano suonerebbe più o meno come: lavoratore autonomo eternamente precario, oppure, impiegato (schiavo) a distanza con Partita IVA. 

Una delle possibilità che vengono segnalate a chi desidera avvicinarsi a questo tipo di attività è quella di iscriversi nei siti appositi per i freelance, come ad esempio www.elance.com, www.freelancer.com, etc. Si tratta basicamente di piattaforme nelle quali esistono due profili: quello dei soggetti o imprese che offrono lavoro e quello dei freelance che si offrono di svolgerlo. Le tipologie di lavoro offerte vanno dalle traduzioni e la redazione in copywriting dei testi per i siti web, alla programmazione, gestione dati, progettazione e quant’altro.

Noi abbiamo utilizzato tutte queste piattaforme, e dobbiamo ammettere che uno dei clienti più importanti con i quali collaboriamo tuttora lo abbiamo incontrato in una di queste. Tuttavia, dopo poco meno di un anno, abbiamo abbandonato le stesse perché anche se possono aiutarti a incontrare delle aziende più o meno serie, queste piattaforme sono fondamentalmente disegnate per garantire il reddito a se stesse e non all’ultimo arrivato che per lavorare, armato di tanta pazienza, è costretto a fare ore infinite di lavoro noioso in cambio di pochi euro al giorno. Per non parlare delle commissioni che la piattaforma scala da ogni progetto che viene aggiudicato, nel caso di elance.com sono pari al 10%, più o meno.

Le piattaforme di freelancing possono darvi un’idea di come funziona questo mondo e delle tipologie di lavoro che potete incontrare online, ma non rappresentano assolutamente una fonte di lavoro sicura e continuativa.

Un’altra possibilità che si segnala spesso ai neofiti del lavoro online è quella di creare un proprio sito o tenere un blog. Ma anche in questo caso, a meno che non abbiate conoscenza ed esperienza unite alla passione infinita per un argomento di grande interesse, perdereste inutilmente il vostro tempo. Considerate per esempio che, solo di pubblicità di Google Adsense (quei rettangolini che appaiono nei siti e che vi invitano ad acquistare qualcosa) potete al massimo attendervi di guadagnare in media un euro per ogni mille visitatori unici al giorno. Facile capire allora che per guadagnare delle cifre interessanti dovete fare in modo di avere almeno tra 30 e 50.000 visitatori unici al giorno. 

Vi posso garantire che con il mercato italiano, fatto di soli 60 milioni di persone al mondo che parlano la stessa lingua, è abbastanza improbabile che possiate arrivare ad avere una audience sufficientemente ampia. Noi infatti ce la facciamo con il sito di mia moglie in spagnolo, ma lo spagnolo è parlato da almeno 600 milioni di persone se si contano anche i 90 milioni di ispanici che vivono negli USA. La versione del sito in italiano, tradotta da me, viaggia sui 1500/2000 visitatori al giorno e anche se è tendenzialmente in crescita, non ci aspettiamo assolutamente che possa raggiungere i livelli del sito in spagnolo.

Questo non significa che non ci siano opportunità di lavoro online per chi ha un’adeguata preparazione (conoscenza di due o più lingue, programmatori e soprattutto esperti di sicurezza informatica) nel settore. Ma si deve tenere presente che anche qual’ora riusciate nell’intento, scordatevi di passare i vostri giorni su di una spiaggia sperduta. La necessità di avere una connessione ad Internet costante a banda larga e l’obbligo di emettere fatture ai clienti, vi obbligheranno a risiedere in un centro abitato abbastanza fornito e in modo permanente. Avrete sì maggiore libertà, potrete magari andare al mare il lunedì e lavorare la domenica, ma scordatevi quei bei quadretti con voi come soggetto in costume da bagno a scrivere sul portatile in spiaggia con accanto un mojito.

Insomma, il segreto per costruirsi un lavoro online e rendervi indipendenti, è sempre lo stesso. Avere passione per ciò che fate, metterci tutto il vostro impegno, informarvi costantemente e cercare incessantemente soggetti o aziende online che possano offrirvi del lavoro. Ma invece di inviare i vostri curriculum, che ormai non legge più nessuno, inviate esempi di lavoro e proposte di collaborazione, il vostro listino prezzi da freelance e magari suggerite potenziali idee da sviluppare. Vi garantisco che avrete più opportunità di venire contattati.

6 luglio 2015

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