giovedì 16 luglio 2015

Scettici e divulgatori scientifici dovrebbero ridicolizzare i ciarlatani?



Personalmente sono convinto che non tutti coloro che vengono definiti ciarlatani lo siano così come non tutti gli scienziati, gli accademici e gli scettici hanno sempre ragione. I ciarlatani, categoria tuttora non ben definita, sfruttano la debolezza umana di chi spesso crede di non avere più soluzioni razionali ai suoi problemi, mentre molti scienziati e accademici si lasciano altrettanto spesso allettare (corrompere) dalle multinazionali del farmaco ricettando farmaci come il Prozac, per esempio (che negli USA è stato riconosciuto frutto di una frode), o avvallando sostanze come l’aspartame (edulcorante artificiale considerato dannoso già in fase di sperimentazione).

Tuttavia, chi vive in Spagna sa che nelle ultime settimane è balzato agli onori della cronaca il caso di un bambino di Girona che, dopo avere contratto la difterite, è stato ricoverato in stato critico in ospedale. E si teme che tra le persone che gli sono state vicine possano aversi ulteriori contagi, dato che la famiglia del bambino fa parte di quelle migliaia di “spagnoli” che, come molti statunitensi, hanno deciso di non vaccinare i loro figli perché convinti che i vaccini contengano sostanze pericolose per la salute.

A questo punto la società spagnola si interroga su quale sia il modo più efficace per affrontare questi ciarlatani che minacciano la salute della popolazione. E alcuni propongono di lanciare una campagna mediatica per ridicolizzare ogni forma di ciarlataneria. Ma non mi trovano d’accordo.

Partiamo dal punto secondo il quale una cosa è seria dipendendo dall’autorità, rispettabilità e credibilità di chi la sostiene. Di conseguenza, quando costui (sia esso: Stato, Chiesa, Scienza o latra entità) perde credibilità perché non più in grado di soddisfare le esigenze delle masse (storicamente costituite da imbecilli), queste ultime vanno alla ricerca di una nuova verità, è istintivo.

Questi ultimi anni ne sono stati la prova. Basti pensare che prima del 2008 gli “economisti” parevano essere una casta intoccabile, le cui parole erano verità assoluta, tanto che i più sognavano per i loro figli una laurea in economia e commercio con 110 e lode alla Bocconi. Dopo questi lunghi anni di crisi e avendo ascoltato le teorie più diverse e disparate da parte di economisti che non hanno saputo prevedere il crollo dell’economia e tanto meno sanno offrire risposte concludenti su quale dovrebbe essere la ricetta per uscire dalla crisi, non è strano che le masse affollino ora i vari siti di controinformazione dove regnano il catastrofismo e le teorie del complotto.

Allo stesso modo, risulta altrettanto comprensibile che una persona razionale e istruita, quando vittima di un male incurabile e dopo essersi sottoposta a tutte le opportunità di terapia offertegli dalla medicina ufficiale senza alcun esito, dopo avere ricevuto la diagnosi finale di morte certa, decida di optare per provare delle terapie alternative visto i risultati della medicina ufficiale. 

Ciò che è francamente inaccettabile, è che esistano persone (tanto tra i ciarlatani come tra i razionalisti) che a priori consiglino alle persone di evitare anche solo di prendere in considerazione una alternativa alla soluzione da essi offerta o difesa.

D’altro canto, se è vero che “ciarlatano” è una parola che raggruppa tutta una fauna, molto varia, fatta di approfittatori e furbetti vari, è altrettanto vero che le parole “scettico” e “divulgatore” si riferiscono sempre a individui senza arte ne parte che per partito preso difendono qualcosa che molto spesso non conoscono neppure. 

Quindi, in ultima analisi il problema è costituito sempre dagli “imbecilli”, categoria molto ampia e trasversale (comprende ciarlatani, scettici, divulgatori scientifici e non e anche scienziati) che è costituita da miliardi di persone che decidono di prendere una posizione precisa non dopo avere riflettuto obiettivamente sul tema, da esperti o addetti ai lavori, ma per convenienza, per partito preso, per tradizione, educazione, perché tutti la pensano così o per semplice ottusità.

Infine, la persona sensibile, intelligente e di mentalità aperta, di fronte al caso del bambino che ha contratto la difterite a Girona, dovrebbe condannare decisamente la scelta dei genitori di non vaccinarlo, ma dovrebbe anche rispettare l’opinione e il lavoro di chi ogni giorno mette in discussione tutto ciò che diamo per scontato e spesso, se ne viene fuori con prove concrete che ribaltano la visione che avevamo di una certa realtà che fino a pochi istanti prima consideravamo assoluta. Non esiste la verità assoluta...

Le persone umili, intelligenti e oneste sanno riconoscere le priorità e rispettano le posizioni altrui. Contrastano l’atteggiamento pericoloso di chi vorrebbe cancellare decenni di progresso scientifico perché ha semplicemente letto in un blog alternativo che una determinato trattamento è dannoso, quando grazie a questo si è ridotta la mortalità infantile a quasi zero, ma denunciano anche l’atteggiamento vergognoso di tutta una categoria di divulgatori scientifici e medici che prescrivono allegramente tonnellate di farmaci spesso inutili quando non dannosi, perché così facendo ne traggono un beneficio personale (soldi da parte delle multinazionali del farmaco).

Ricordiamoci infine che l’effetto placebo, per esempio, è dato tanto da farmaci definiti palliativi quanto dal “fare il bagnetto” nell’acqua di Lourdes. Questo perché la guarigione o il miglioramento dipendono dal grado di fiducia che il paziente nutre nel farmaco, primo caso, o nell’acqua benedetta nel secondo, e non dagli strumenti utilizzati. 

16 luglio 2015

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Oleh

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