mercoledì 1 luglio 2015

Spagna: Nuova tassa sull'energia prodotta in casa



Volete una prova concreta del fatto che i governi, di qualsiasi colore essi siano tanto è lo stesso, facciano di tutto e rapidamente per ostacolare ogni forma di progresso che può trasformarsi in maggiore libertà e autosufficienza per i cittadini? Eccovi serviti.

In questi giorni il Governo spagnolo si è affrettato a presentare una legge che penalizza pesantemente chi immagazzina energia elettrica prodotta con fonti rinnovabili.

In passato era stata già fatta una legge ad hoc per penalizzare la produzione di energia elettrica attraverso il fotovoltaico e l’eolico privato caricando una tassa esorbitante sul prezzo del chilowattora prodotto in questo modo, così da scoraggiare la diffusione del fotovoltaico che in Spagna stava prendendo sempre più piede.

Adesso siamo al ridicolo. Vi ricordate che avevamo pubblicato della batteria prodotta dalla Tesla Energy che avrebbe definitivamente reso possibile rendersi autosufficienti energeticamente permettendo di accumulare l’energia prodotta in casa? Bene, con la nuova legge introdotta dal Governo spagnolo possiamo scordarci anche questa ultima soluzione.

Infatti, secondo quanto pubblica il quotidiano El País in data 8 di giugno, il Ministero dell’Industria, dell’Energia e del Turismo spagnolo ha introdotto una tassa proprio allo scopo di scoraggiare l’uso di batterie e sistemi di immagazzinaggio di energia da parte di privati che ricavano l’energia elettrica dal fotovoltaico e minieolico.

E l’assurdo è che, con questa nuova normativa, gli auto consumatori non solo non potranno utilizzare le batterie come quella prodotta recentemente dalla Tesla Energy, ma verranno addirittura penalizzati anche per i sistemi di stoccaggio dell’energia già presenti in alcuni pannelli fotovoltaici di nuova generazione che li incorporano, dato che ne viene proibito l’utilizzo.

Potranno ricorrere a questi sistemi solo, udite bene: “coloro che non si connettono alla rete elettrica e che dispongono di una installazione isolata e indipendente”. Cioè, nessuno! Infatti, chi è che oggigiorno vive in un immobile che abbia queste caratteristiche? Nessuno, almeno nei paesi occidentali.

E la nuova tassa che graverà sul chilowattora prodotto in casa è talmente esosa che definirla un furto è semplicemente un eufemismo. L’articolo del quotidiano a cui ci riferiamo riporta un costo aggiuntivo pari a un minimo di 8,9 euro a chilowattora e un massimo di 15,3. Ditemi ora voi chi è così pazzo da produrre energia elettrica in casa sapendo che per ogni chilowattora dovrà sborsare allo stato queste cifre vergognose.

Ma non basta, il progetto di legge aggiunge inoltre che se, nonostante tutto questo, qualcuno si sentisse comunque invogliato a proseguire scegliendo di prodursi l’energia elettrica in casa, l’energia prodotta in eccesso che decidesse di immettere nella rete pubblica non gli verrebbe mai pagata, non avrà nessun controvalore. 

Tuttavia, il progetto di legge dice anche che le imprese che producano la loro energia autonomamente potranno venderla in rete e ricavarne un compenso economico, anche se con delle condizioni particolari.

1 luglio 2015

CONDIVIDI

E se vuoi continuare a leggere...

Spagna: Nuova tassa sull'energia prodotta in casa
4/ 5
Oleh

RICEVI LE NOVITÀ

Un punto di vista differente...