venerdì 10 luglio 2015

Energie rinnovabili negli USA: Completa autosufficienza entro il 2050, forse



Certo, dopo tutto il fumo che è stato alzato relativamente alla controversa tecnica del fracking (fatturazione idraulica grazie alla quale gli USA si dichiarano già fino da ora autosufficienti energeticamente) che promette di spremere ogni goccia di petrolio e gas naturali nascosti negli anfratti più reconditi del territorio statunitense, adesso viene il momento delle energie alternative.

O almeno, questa è l’opinione di Mark Z. Jacobson, un ingegnere civile e ambientale che attualmente dirige il Programma per l’Energia e l’Atmosfera presso l’Università di Stanford. Questo ingegnere ha pubblicato infatti recentemente uno studio dal titolo: Energia e Scienza Ambientale, nel quale afferma che sia possibile sopperire a tutto il fabbisogno energetico degli USA solo attraverso le energie rinnovabili e pulite e non solo, ma che il progetto si potrebbe realizzare entro il 2050 se, ovviamente, tutti gli stati fossero d’accordo e si mettessero al lavoro da subito.

Il punto interessante dello studio di Jacobson, è che analizza la situazione attuale di ogni stato dell’unione verificandone punti di forza e debolezze, e stabilisce un piano d’azione adeguato per compensare da subito la perdita di energia da fonti tradizionali basate nei combustibili fossili. Inoltre, il piano di Jacobson prevede non solo la produzione su grande scala di energia ma anche la riduzione dei consumi attraverso l’ottimizzazione e la maggiore efficienza del sistema. 

I primi cambiamenti dovrebbero partire dalla sostituzione dei mezzi di trasporto con veicoli a idrogeno e gli impianti di riscaldamento con le pompe di calore. Quindi si applicherebbero impianti eolici e fotovoltaici per la produzione di energia nelle abitazioni e solo in un secondo tempo, grazia anche a finanziamenti pubblici e privati, si passerebbe a modificare in modo importante tutta l’infrastruttura per la produzione e il trasporto dell’energia.

Naturalmente, lo stesso ingegnere riconosce che per passare dalle parole ai fatti è necessario che ogni singolo stato dell’unione si assuma la responsabilità di iniziare a fare i cambiamenti necessari, così come esorta tutti i cittadini a pretendere dai loro governi locali che questi cambiamenti vengano realizzati. Che dire, i miei migliori auguri a tutti i sognatori nella speranza che qualcosa si muova anche se, conoscendo bene la maggioranza degli statunitensi, dubito che sia possibile sensibilizzare una massa critica sufficiente a produrre il cambio.


10 luglio 2015

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Oleh

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