giovedì 2 luglio 2015

Bagno in acqua fredda: Salutare o dannoso?



Avrete sicuramente sentito dire che bagnarsi in acqua fredda fa bene alla salute, aiuta a recuperarsi dopo l’allenamento e tonifica il corpo. A sostegno di questo viene anche il famoso rito della sauna finlandese che si conclude sempre con un bagno in acqua gelata. Ma cosa c’è di vero in tutto questo?

Negli ultimi anni hanno preso sempre più piede le tecniche di “crioterapia”, e queste includono i benefici dell’impiego dell’acqua fredda nel recupero degli sportivi professionisti. Diversi studi scientifici sostengono questa tecnica, come quello realizzato dai dottori Aguilerea e Ibacache dell’Università di Santiago del Cile lo scorso anno, che raccomandano l’immersione in acqua fredda dei soggetti che soffrono di forti dolori muscolari dovuti alla pratica di sport a livello agonistico.

Ma funziona anche con i comuni mortali? Che effetto ha su di noi il primo bagno estivo generalmente in acqua fredda? Sarà vero che la pratica di tuffarsi nell’acqua gelata allunga la vita? Ebbene, si deve tenere presente che dopo la necessità di approvvigionamento di ossigeno, la seconda priorità vitale dell’organismo è quella di mantenere la temperatura del corpo intorno ai 36,5 gradi centigradi (con un margine variabile di un grado in più o in meno).

Se si considera che in estate la temperatura media dell’acqua nel mediterraneo è di 23 gradi centigradi, mentre quella esterna può raggiungere in alcuni casi anche i 40, si comprende che tuffarsi senza dare al corpo il tempo di ambientarsi gradualmente al cambio di temperatura, può rappresentare uno shock termico. A quel punto, l’organismo, che cerca attraverso la termoregolazione di recuperare la fatidica temperatura di 36 gradi, mette in atto una serie di misure. Si chiudono i pori della pelle, la circolazione sanguigna convoglia tutto il sangue verso gli organi vitali e il cuore soffre spesso di aritmie.

Ora, pretendere che tutto ciò rappresenti qualcosa di benefico per l’organismo delle persone comuni è assurdo, come dice il Dottor Antonio Ruis De Elvira, cattedra di fisica presso l’Università di Alacalá de Henares. Questo esperto smonta definitivamente la teoria delle supposte virtù dell’acqua fredda dicendo che: “non è che l’acqua fredda stimoli la circolazione sanguigna, è che l’organismo fa di tutto per perdere meno calore possibile. L’idea che l’acqua fredda faccia bene all’organismo equivale a dire che sia benefico svegliare una persona addormentata pungendola con un ago o dandogli uno schiaffo”. I benefici del bagno in acqua fredda sarebbero quindi inesistenti secondo questo esperto.

Anzi, si mette in guardia chi passa molto tempo nell’acqua fredda, dato che dopo circa un ora e mezza l’organismo esaurisce tutta la scorta di carboidrati che gli forniscono l’energia per regolare la temperatura corporea, ed è allora che la situazione può iniziare a diventare critica. 

Blocco della digestione


D’altro canto, un altro mito che necessita di venire costantemente sfatato è quello del famigerato blocco della digestione. Vi ricordate che fin da piccoli la mamma vi diceva di non fare il bagno subito dopo avere mangiato? Ebbene, il problema in questo caso non è dato dall’acqua in se, ma sempre dal repentino cambio di temperatura. E mentre è in atto la digestione, il nostro organismo concentra tutte le energie disponibili in questa attività così che se ci immergiamo in acqua fredda lo shock può essere così forte da causarci dei seri problemi.

A questo proposito, è sufficiente immergersi lentamente, bagnandosi gradualmente gli arti un poco alla volta fino a quando tutto il corpo si sarà acclimatato e potremo immergerci completamente senza alcun rischio, anche poco dopo avere mangiato.

Fonte: El País 

2 luglio 2015

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