lunedì 29 giugno 2015

Vivere alle Canarie: Burocrazia, licenze edilizie e quant’altro



Solitamente chi sogna di trasferirsi a vivere alle Canarie, o altrove, nutre inconsciamente la speranza di sfuggire in questo modo anche alla interminabile e costosa burocrazia italica e spesso anche contorta. Purtroppo qualche volta anche nelle isole Canarie le cose vanno come in Italia, se non peggio in alcuni casi.
A questo proposito condivido con voi un esperienza che mi è capitato di vivere in quest’ultimo anno mentre aiutavo un amico a ottenere un permesso di costruzione.

Tutto inizia l’anno scorso, quando un amico che possiede una casa con un ampia parcella di terreno edificabile nel centro dell’isola, mi chiede di aiutarlo ad ottenere la licenza per la costruzione di un garage annesso alla casa.

Iniziamo, come sempre accade, con la richiesta di alcuni preventivi da parte di altrettanti professionisti: geometri e architetti, per farci un idea del prezzo che può costare il progetto. Progetto che includeva oltre alla costruzione del garage, anche la legalizzazione di una veranda che è stata chiusa con infissi di alluminio e cristalli, l’applicazione di tegole sul tetto e la costruzione dei un muro perimetrale a sostituzione dell’attuale rete metallica.

La differenza tra il preventivo medio di un geometra e quello di un architetto è di un quarto. Cioè, se mediamente il geometra ci chiedeva 1000/1500 euro per realizzare il progetto da presentare nell’ufficio tecnico del comune, l’architetto ci faceva sapere che non era disposto a muovere la matita per meno di 4000/5000 euro. Facile intuire che il mio amico ha scelto un geometra.

Il progetto è stato presentato nell’ufficio tecnico del comune a fine settembre del 2014 con la speranza che in poche settimane avremmo avuto una risposta. La legge in materia impone infatti agli uffici statali l’obbligo di rispondere entro tre mesi dalla data di richiesta della licenza.

La prima risposta arriva a febbraio del 2015, e non è buona. Con una raccomandata indirizzata a me, dato che il mio amico che non vive sull’isola mi ha incaricato di seguire tutto l’iter, il comune ci comunica che ha chiesto al Cabildo (Governo regionale) di esprimersi su quale deve essere la distanza da rispettare tra la costruzione del garage e la strada comunale che passa accanto. 

A marzo andiamo, insieme al suocero del mio amico che era in vacanza sull’isola di Fuerteventura, all’ufficio tecnico per chiedere se ci sono delle novità. Ci dicono che non hanno ancora avuto risposta dal Cabildo. 

Allora, decidiamo di andare noi al Cabildo per sentire di persona. Qui ci viene detto che hanno due mesi di tempo per rispondere e che, data la mole di lavoro, gli serviranno tutti. Ma ci dicono anche che la richiesta dell’ufficio tecnico del comune è assurda, dato che, parole del tecnico del Cabildo: “sanno tutti benissimo che sull’isola di Fuerteventura la distanza da rispettare tra una strada e una costruzione è nel 99,9% dei casi di 12 metri...non c’era bisogno di chiederlo a noi”

A fine aprile arriva comunque in comune la risposta del Cabildo e sembra così che tutto sia a posto. Torno a chiedere se ci sono delle novità a maggio, anche perché a giugno viene il proprietario della casa e gli farebbe piacere iniziare i lavori, ma rispondono che non sanno ancora nulla e che quando avranno una riposta mi chiameranno. (Dicono sempre così ma nessuno ti chiama mai, qui, dagli uffici pubblici, e tanto meno rispondono quando tu li chiami)

Il 2 di giugno, finalmente, l’ufficio tecnico del comune risponde. Ma la risposta non è buona. Il garage si può costruire tranquillamente, ma per quanto riguarda la legalizzazione della veranda (infissi e cristalli) si avanza il sospetto che dal momento che la chiusura potrebbe togliere illuminazione (e quindi abitabilità) al soggiorno e alla camera da letto antistanti, dovremo scegliere un tecnico specializzato (probabilmente un architetto) che certifichi che si mantiene l’abitabilità minima necessaria. Ed ecco che, l’architetto che non volevamo, prima esce dalla porta e poi ti rientra dalla finestra; insomma, il messaggio implicito sembra essere chiaro: volevate risparmiare evitando l’architetto? No cari, visto che c’è crisi e disoccupazione, vi obblighiamo a dare un po’ di lavoro anche ad un architetto locale.

Tuttavia, visto che la comunicazione dell’ufficio tecnico non era molto chiara (scritta in burocratese) la scannerizzo e la passo in PDF al geometra che nel frattempo è in vacanza. Il geometra mi dice che neppure lui comprende bene cosa vuole il comune e che appena torna dalle ferie va a sentire e ci fa sapere. Nel frattempo, mi chiede di richiedere una proroga per la presentazione dei certificati perché nella comunicazione dell’ufficio tecnico viene detto che abbiamo solo 10 giorni a partire dalla ricezione della suddetta.

Vado in ufficio tecnico, in comune, e mi rispondono sorridendo di non preoccuparmi dei dieci giorni limite, che si tratta di una clausola che devono inserire per legge in ogni comunicazione ufficiale ma che non dobbiamo tenerne conto. Che dire, viene da ridere... per no dire altro...

Così tra una cosa e l’altra il mio amico aspetta la licenza per la costruzione del garage da quasi dieci mesi e per la piega che hanno preso le cose, sembra proprio che ci vorrà ancora molto tempo prima di avere la tanto agognata licenza. Tempo e denaro, visto che sicuramente i certificati che dovrà produrre il “tecnico” non ancora ben identificato, non saranno gratis. Inutile dire che il mio amico, comprensibilmente, sta seriamente pensando di rinunciare a fare i lavori. 

29 giugno 2015

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Oleh

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