lunedì 22 giugno 2015

Hacker del futuro: Con un microchip NFC sottocutaneo



In questi ultimi tempi la professione di Hacker, che in italiano sarebbe colui che viola i sistemi informatici accedendo a dispositivi remoti senza autorizzazione, è andato acquistando sempre più popolarità. La diffusione di Internet a livello globale e l’enorme quantità di dati, aziende e istituzioni connesse, conferiscono un potere senza limiti a tutti coloro che riescono ad accedere ai dispositivi connessi in rete per ottenere dati sensibili che poi venderanno o semplicemente per mettere alla prova i sistemi di sicurezza o per danneggiarli.

Tuttavia, la professione dell’Hacker non è così semplice come si potrebbe credere. A partire dal fatto che non esistono ancora corsi specifici e ufficiali per formare questo genere di esperti della sicurezza. La maggior parte di loro infatti, sono esperti di reti e di sistemi che più per gioco e per passione, hanno imparato ad utilizzare programmi ad hoc e tecniche più o meno legali, per accedere a sistemi informatici connessi a Internet.

E nel frattempo, la tecnologia avanza, così che anche tra gli Hackers è opportuno tenersi aggiornati per non correre il rischio di restare al palo. 

Una delle ultime novità in fatto di hackeraggio è il microchip NFC sottocutaneo, impiantato tra il pollice e l’indice,  che permette di collegarsi ai telefoni Android vicini grazie all’antenna in esso installata. Se l’utente accetta la richiesta di connessione, nel dispositivo verrà automaticamente installato un archivio malware che permette all’Hacker di accedere allo smartphone da un computer remoto.

Inoltre, questo chip NFC possiede un’altra caratteristica piuttosto inquietante: non viene rilevato da un normale scanner di quelli impiegati negli aeroporti per rilevare metalli e oggetti pericolosi. Per rilevarne la presenza è necessario sottoporre il soggetto ad un esame radiografico (raggi X).

L’esperto di sicurezza Seth Wahle, che lavora per la società APA Wireless, ha illustrato il potenziale del microchip NFC in occasione di un convegno di Hackers tenutosi a Miami nel passato mese di maggio, e ha anche riferito che teneva già questo microchip impiantato mentre lavorava per l’esercito degli Stati Uniti e che nessuno è mai riuscito a rilevarlo nonostante egli sia passato sotto ogni genere di scanner in quel periodo quando lavorava per l’esercito.

Anche Kevin Warwick, professore di cibernetica presso l’Università di Reading, nel Regno Unito, e il primo essere umano ad essersi impiantato un microchip NFC sottocutaneo, afferma che è bene valutare tutti i pro e contro di questa tecnologia. Anche lui conferma che i sistemi di sicurezza attuali sono incapaci di rilevare questo genere di tecnologia.

Fonte: Forbes

22 giugno 2015

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