venerdì 26 giugno 2015

Lavoro all’estero: Brasile cambia legge immigrazione



Chiunque ha tentato di ottenere un permesso di lavoro definitivo in Brasile sa bene quanto questo sia difficile. Il Brasile è infatti, insieme alla Cina, ai vertici della classifica dei paesi con la legislazione più complicata e restrittiva rispetto ai permessi di lavoro per gli stranieri, secondo quanto pubblica un rapporto dell’agenzia canadese Brooksfield Global Relocation Services.

Un altro indice, il IMD World Competitiveness Yearbook, posiziona il Brasile al posto numero 49 nella classifica relativa alla legislazione favorevole all’immigrazione. In questo modo, un paese costruito da immigranti e che nei primi anni del 1900 possedeva una forza lavoro costituita per il 7% da stranieri, scivola così in basso tanto da avere attualmente solo lo 0,3% di lavoratori immigrati sul suo territorio, a fronte di una media mondiale del 3%.

Ma le cose non sono sempre andate così. Infatti, l’attuale legislazione restrittiva risale alla dittatura militare che governava il Brasile negli anni 80 del secolo scorso. E, naturalmente, questi limiti sono stati sponsorizzati dalla classe medio alta brasiliana che vedeva minacciato il proprio status sociale dall’arrivo di molti professionisti stranieri.

Ora, finalmente, la nuova legge che andrà a regolamentare l’immigrazione in Brasile è stata approvata al senato e deve ora affrontare il Congresso. In realtà, la nuova legge non rappresenta un cambio drastico in materia d’immigrazione, ma almeno promette di agevolare tutto il procedimento per l’ottenimento del visto di lavoro.

Attualmente, una richiesta per un permesso di lavoro a tempo indefinito deve passare per ben cinque dipartimenti: Polizia Federale, Ministero della Giustizia, Ministero del Lavoro, Ministero degli Esteri e Consiglio Nazionale dell’immigrazione. Questo complesso iter burocratico causa delle lungaggini inimmaginabili iniziando con una lista di attesa di 4 settimane solo per chiedere l’appuntamento per iniziare tutto il procedimento di richiesta del permesso di lavoro.

Il nuovo progetto di legge invece, prevede norme più chiare e veloci nella concessione dei permessi di residenza permanente, per la ricongiunzione familiare e include la possibilità, per chi il permesso già lo possiede, di poter cambiare lo status migratorio senza la necessità di uscire dal paese. Tuttavia, il nuovo progetto di legge non risolve il problema relativo all’omologazione dei titoli di studio stranieri che necessitano ancora di anni per essere convalidati in Brasile.

Il problema, secondo quanto affermano gli esperti, è che la nuova legislazione che regola l’immigrazione in Brasile dovrebbe essere completata con norme specifiche che servano a facilitare l’ottenimento del permesso di lavoro alla manodopera qualificata di cui ha bisogno il paese. Il Brasile necessita disperatamente di lavoratori specializzati dato che nella statistica del IMD World Competitiveness Yearbook si colloca nella posizione numero 57 per disponibilità di manodopera specializzata sul suo territorio.

Da un sondaggio effettuato nel paese, il 73,7% dei brasiliani è favorevole all’arrivo di lavoratori specializzati nel paese. Ad ogni modo, la nuova legge deve ancora essere approvata nel congresso e tutto lascia intendere che l’iter per la sua approvazione sarà lungo e pieno di ostacoli. Un vero peccato per un gigante come il Brasile che necessita disperatamente di tanti lavoratori specializzati per impulsare la sua economia.

Fonte: El País

26 giugno 2015

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