lunedì 15 giugno 2015

La Cina conclude il giro di accordi finanziari in America Latina



In questi giorni mi capita spesso di pensare al famoso detto taoista: “siedi tranquillamente sulla riva del fiume senza fare nulla, e aspetta... prima o poi vedrai il cadavere del tuo peggior nemico scendere nella corrente”.

Il punto è che condizionati come siamo dal pensiero occidentale, quello dell’ormai inflazionato “sogno americano” secondo il quale tutti abbiamo l’opportunità di divenire ciò che vogliamo e che in seguito, una volta conquistati, è necessario esibire i nostri successi, non ci rendiamo conto che si possa vivere, e bene, anche in un altro modo. 

Avete mai fatto caso al fatto che i cinesi non ostentano mai le loro ricchezze? O almeno lo fanno meno di un occidentale. E questo accade anche a livello nazionale; infatti, sfruttando questa realtà la ridicola propaganda occidentale continua a dire ogni giorno che anche la Cina va maluccio, che ha rallentato la sua crescita, che la borsa cinese è ad un passo dall’esplodere perché sopravvalutata, etc.

Ma i dati sembrano essere ben altri. I fatti sono che la Cina sta comprando oro sulla piazza internazionale come nessuno ha fatto prima, insieme alla Russia. Tra i fatti di questi ultimi giorni vi è che il Primo Ministro cinese Li Keqiang ha appena concluso un “tour” di accordi finanziari in America Latina per una cifra che toccherà i 250 miliardi di dollari da investire in dieci anni tra l’America Latina ed i Caraibi.

Oltre al canale interoceanico del Nicaragua, la Cina investe anche in una strada ferrata che unirà la costa del Brasile con quella peruviana per facilitare il trasporto delle merci dall’Atlantico verso il Pacifico da dove raggiungeranno l’Asia. In Argentina, Brasile, Colombia e Perù sono previsti investimenti importanti in infrastrutture. In Cile gli investimenti sono già passati al livello superiore, quello finanziario.

Sempre di questi giorni è infatti la notizia che Santiago del Cile sarà la prima piazza latinoamericana dove si installeranno delle strutture bancarie cinesi attraverso le quali si effettuerà lo “swap”, cioè il cambio diretto yuan/renmimbi-moneta locale, escludendo così il dollaro. Che dire, vi sembra che queste notizie supportino l’immagine di un paese la cui economia è in crisi e che è preoccupato per il suo futuro?

Un’altra notizia che non ha pubblicato quasi nessuno in queste settimane è che, il primo maggio scorso a Mosca, alla parata militare, erano assenti tutti gli occidentali, ma c’erano i cinesi. Ma non una delegazione politica, l’esercito! Proprio così, per la prima volta da un secolo a questa parte, l’esercito cinese e quello russo hanno sfilato insieme. Ma dalle nostre parti, silenzio tombale, magari opportuno perché la tomba potrebbe essere proprio la nostra.

Nessuno al mondo sa con certezza quanto oro ha la Cina, ma tutti sanno che continua ad acquistarne a ritmo sostenuto. Tutti dicono che la crescita economica cinese è in forte rallentamento, ma omettono di ricordare ai loro lettori che i cinesi sono un paese “socialista” e quindi utilizzano parametri diversi per calcolare le dinamiche della loro economia. 

I cinesi se ne vanno allegramente per il mondo comprando a destra e a manca in cash, ma qui ci raccontano che sono in crisi. Certo, il debito pubblico cinese è altissimo, ma anche noi occidentali ci distinguiamo per avere tutti dei debiti pubblici, chi più chi meno, ben oltre il 100% del PIL. Con una piccola differenza però, che dalle nostre parti il debito è stato contratto per ripagare un sistema corrotto, elitario e chiuso: quello di banche d’affari, strutture politco-mafiose e faccendieri vari, mentre in Cina il debito pubblico è enormemente cresciuto dopo il 2008 per impulsare il potere d’acquisti dei cittadini e creare così una classe media che ora non invidia più l’occidente.

Il risultato lo vede chiunque conosca la Cina. Dal 2008 ad oggi molti cinesi hanno sostituito la bicicletta con l’auto di lusso, tra Shangai e Pechino. Invece dalle nostre parti, a partire dal 2008 molti che avevano il SUV acquistato a rate si sono ritrovati ad andare a piedi (perché la bicicletta costa troppo e poi te la rubano ovunque).

Io non sono di sinistra, anzi, sono tra quelli che credono profondamente che la divisione tra sinistra e destra sia stata introdotta, ed è sostenuta, dal sistema finanziario che vuole separare le persone in blocchi secondo la logica del divide et impera romano. Tuttavia mi chiedo, e lo chiedo a chi era alla guida dei governi nel 2008-2009. Perché quando una società privata in crisi viene salvata da investimenti privati questi privati divengono automaticamente azionisti, e quindi in parte proprietari di codesta società, e invece quando sia il Governo USA e quelli europei hanno dovuto iniettare denaro pubblico (soldi dei cittadini) nelle banche in crisi tanto in America come in Europa, quelle banche sono rimaste private?

In questo, almeno, i cinesi si distinguono per avere incrementato il debito pubblico per una ragione nobile. Migliorare il tenore di vita delle classi basse. E a chi oggi dice che il loro debito e troppo grande e potrebbe esplodere, mi sento rispondere che forse anche a questo proposito i cinesi hanno imparato bene dai nostri sbagli. Cioè, stanno attendendo che la loro moneta diventi progressivamente riserva di valuta a livello mondiale. A quel punto, a chi importa se non vale più nulla. 

Proprio come avvenuto per il dollaro USA, altra moneta che dato il livello di debito e la inesistente crescita economica del paese in realtà non dovrebbe valere quasi nulla, ma per la quale tutti contribuiscono a mantenerne la valutazione dato che dai tempi di Bretton Wood è la moneta di riferimento e valuta di riserva a livello mondiale e di conseguenza a nessuno conviene svalutarlo troppo in fretta fino a quando non ci sarà sulla piazza un valido sostituto, forse ora, che il sostituto si sta delineando all’orizzonte ed è la valuta cinese, allora forse, dico forse, la Cina potrà dormire sonni tranquilli sulla sua valuta una volta che essa avrà assunto un ruolo fondamentale nell’economia mondiale. Fregandosene de suo valore reale, proprio come hanno fatto gli americani con il loro dollaro da alcuni decenni a questa parte. Vedremo...


15 giugno 2015

CONDIVIDI

E se vuoi continuare a leggere...

La Cina conclude il giro di accordi finanziari in America Latina
4/ 5
Oleh

RICEVI LE NOVITÀ

Un punto di vista differente...