mercoledì 13 maggio 2015

Agricoltori latinoamericani sbarcano a Wall Street



La notizia che ho recuperato dal quotidiano spagnolo El País può sembrare curiosa ma io preferisco dire che si tratta semplicemente della consolidata strategia del: “a mali estremi, estremi rimedi”.

Infatti, vi sarà capitato di sentir dire che il settore agricolo è spesso seriamente minacciato dalle frequenti variazioni nei prezzi delle materie prime che avvengono prevalentemente proprio nel mercato borsistico nordamericano. Quindi, dato che la speculazione finanziaria per il momento sembra inattaccabile, alcuni agricoltori dell’America Latina hanno deciso di prendere il toro per le corna e andare loro nella tana del lupo.

Questo è quanto sta accadendo in Nicaragua dove l’Associazione dei Produttori e degli Esportatori insieme alla Borsa Agropecuaria, con il sostegno della Banca Mondiale e del Fondo per lo Sviluppo del Giappone, hanno realizzato dei corsi di formazione per tremila agricoltori nicaraguensi per capacitarli affinché siano in grado di comprendere le fluttuazioni dei prezzi dei cereali, della verdura e del caffè oltre ad apprendere come acquistare materie prime sul mercato dei “future” (materie prime).

In teoria, questo dovrebbe mettere in condizioni gli agricoltori di sapere quando acquistare e/o vendere senza che vengano compromessi la loro sicurezza alimentare e il reddito. 

Può sembrare assurdo, ma purtroppo sono milioni gli agricoltori che in tutto il mondo si vedono minacciati dalla continua fluttuazione dei prezzi delle materie prime. Una volta queste variazioni avvenivano nel corso di alcuni giorni, oggi invece, i mercati sono talmente veloci e spietati che variazioni di prezzo anche significative avvengono in sole poche ore. 

In America Latina circa il 20% della popolazione vive di agricoltura, e per questi l’agricoltura è questione di vita o di morte, non sono protetti da meccanismi di equilibrio come quelli messi in atto dalla UE per proteggere, a volte, i raccolti e le produzioni degli agricoltori europei. Non risulta strano quindi che questi agricoltori stiano vagliando dei metodi alternativi per proteggersi dalla speculazione finanziaria poco etica.
Che dire, ben vengano esperimenti di questo genere e tutti i miei migliori auguri ai contadini del Nicaragua. 

L’augurio è che anche il resto degli agricoltori presto, magari anche quelli europei, si uniscano e decidano di affrontare la situazione con uno spirito combattivo per difendere il loro lavoro e il loro futuro.

13 maggio 2015

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Oleh

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