mercoledì 1 aprile 2015

Messico e Stati Uniti: San Diego e Tijuana aggirano la frontiera



Questa notizia pubblicata nelle passate settimane dal quotidiano spagnolo El País mi sembra più che degna di essere riportata, visto che secondo me trasmette la volontà di alcuni amministratori locali che in barba alle politiche nazionali e centrali decidono di aggirare la frontiera e iniziare a collaborare nell’interesse comune.
E la notizia mi sembra tanto più interessante se penso che durante i primi anni novanta ho avuto l’opportunità di vivere per un periodo piuttosto lungo proprio nella città californiana di San Diego.

Dice infatti il quotidiano spagnolo che il nuovo sindaco di San Diego, Kevin Faulconer, che ha assunto la guida della città a pochi chilometri dal confine con il Messico e la città di frontiera di Tijuana, ha deciso come prima cosa di fare visita al suo omologo messicano Jorge Astiazaràn. 

E fin qui nulla di strano direte voi. Invece, le visite reciproche si sono intensificate tanto che in quelle successive ognuno dei due sindaci portava con se la propria giunta comunale. Così decisero in seguito di iniziare a tenere sessioni comunali congiunte per discutere a affrontare dei temi che riguardano entrambe le realtà locali.

Il sindaco di San Diego affermò durante una di queste sessioni congiunte che si è tratta di giornate storiche per entrambi i paesi e che le due amministrazioni sono intenzionate a proseguire nell’avvicinamento con l’intenzione di elevare questa relazione ad un livello ben più alto.

E che di interessi in comune ve ne siano non vi è ombra di dubbio se si considera che la frontiera tra Tijuana e San Diego è la più  transitata del mondo, con oltre 30 milioni di  attraversamenti annuali. Inoltre, questa frontiera è un focolaio di tensione a livello mondiale, visto che si tratta del confine tra il paese più ricco del mondo e l’America latina. 

Scherzando appunto sul tema, i due simpatici sindaci hanno ricordato che mentre stati di frontiera conservatori come l’Arizona e il New Mexico inviano truppe alla frontiera ed erigono staccionate e reti per contenere l’immigrazione, loro inviano da un lato all’altro della frontiera delegazioni di imprenditori per stabilire delle collaborazioni commerciali e vorrebbero addirittura eliminare la piccola rete di contenimento che c’è anche in questa zona nell’area di San Isidro.

Il sindaco di San Diego ricorda che lo scambio commerciale tra l’area di Tijuana e quella di San Diego supera già i 6 miliardi di dollari all’anno, ed è in costante aumento. Coraggiosamente afferma: “Non siamo due città ma una regione, come Los Angeles e Santa Ana o San Franciso e Oakland, solo che tra di noi c’è una frontiera internazionale”.

Le due città hanno sorpreso il mondo intero quando due anni fa si candidarono insieme per accogliere le Olimpiadi del 2024, e inoltre, hanno deciso anche di costruire un ponte che unisce i due aeroporti passando sulla frontiera stessa, così che presto si potrà atterrare in una città e passare direttamente all’altra senza passare per la frontiera.

Entrambi i sindaci ricordano orgogliosamente come le loro città sono cambiate nel corso degli anni, San Diego è passata dall’essere solo una città di pescatori e turisti a trasformarsi nella mecca dell’industria aerospaziale e high tech, mentre Tijuana ha ridotto drasticamente la violenza legata al traffico di immigrati alla frontiera ed ha investito nell’industria aerospaziale e in quella sanitaria. Sempre con orgoglio si ricorda come anni fa entrambi erano in concorrenza per i posti di lavoro mentre ora la zona attrae diversi investitori soprattutto asiatici che hanno deciso di sviluppare qui le loro attività avendo incontrato un ambiente positivo e alte competenze lavorative.

Ben vengano esempi di collaborazione positiva e produttiva come questo. I miei miglior auguri a San Diego e Tijuana di cui conservo un ricordo molto positivo. 

1 aprile 2015

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Oleh

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