giovedì 9 aprile 2015

Isole Canarie: Laboratorio energie rinnovabili



Il Presidente uscente della comunità autonoma delle isole Canarie, Paulino Rivero, ha affermato nel corso dell’inaugurazione del Convegno Internazionale Energie Rinnovabili CAN 2015, che lavorerà al fine di trasformare l’arcipelago in un laboratorio mondiale per le energie sostenibili. L’obiettivo è di fare in modo che la penetrazione delle energie rinnovabili raggiunga la percentuale del 30% entro il 2020.

Nel suo discorso che ha aperto il convegno il Presidente delle isole ha ricordato che per le Canarie, che sono un territorio piccolo e fragile, le energie rinnovabili sono l’unica opzione possibile per salvaguardare l’ambiente e garantire la transizione dall’attuale modello classico ad uno più pulito, intelligente e sostenibile.

Ha ricordato inoltre che grazie al turismo le isole Canarie hanno ottenuto di crescere economicamente lasciandosi alle spalle secoli di indigenza ma che ora è giunto il momento di affrontare nuove sfide tra le quali quella dell’energia, e afferma che gli abitanti delle isole hanno scelto la sostenibilità.

Ricorda inoltre che nelle isole Canarie sono presenti tutte le risorse necessarie per fare di questo sogno una realtà. Il sole, il vento ed il mare possono trasformarsi nel motore dello sviluppo in futuro, e già ora le isole sono un punto di riferimento a livello internazionale in materia di energie rinnovabili.

Non sono mancate però le critiche al Governo centrale di Madrid, che secondo quanto afferma Enrique Rodríguez de Azero, Presidente dell’Associazione Canaria di Energie Rinnovabili (ACER), il quale afferma che leggendo il testo della recente Legge/Real Decreto del Governo centrale in merito all’autoconsumo si nota che vi è una volontà implicita di bloccare la diffusione del fotovoltaico.

Tuttavia, al convegno era presente anche un rappresentante del Governo di Madrid, Enrique Hernández Bento, il quale negava che da parte dell’esecutivo centrale vi sia stata ostruzione al fotovoltaico. Piuttosto, si chiedeva perché a fronte di una richiesta di rinnovabili che in penisola è del 43% le isole Canarie si situano solo ad un misero 7,7%. Dando in parte la responsabilità alla complessa burocrazia che rallenta ogni tipo di investimento nel settore nelle isole e che regola la protezione ambientale.

Ad esempio vengono proposti i casi consolidati di paesi come le Hawaii, la Costa Rica e l’Uruguay, dove secondo Bento si sono fatti degli investimenti nel settore con l’obiettivo di recuperare nel più breve tempo possibile l’investimento e beneficiarsi di energia pulita a prezzo molto conveniente in futuro. Invece, sostiene sempre Bento, il modello che vorrebbero implementare gli amministratori delle Canarie sarebbe basato esclusivamente nello sperpero di capitali a fondo perduto provenienti dalle casse pubbliche.

Ad ogni modo, un modello positivo nelle isole Canarie c’è già, è quello della piccola isola di El Hierro, che ha già ultimato la sua centrale idro-fotovoltaica che gli permetterà di essere completamente autosufficiente a livello energetico entro il 2020.

9 aprile 2015

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Oleh

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