lunedì 27 aprile 2015

Cuba al vertice della OEA dopo quasi 60 anni


Foto cortesia di Cubadebate

Mercoledì 8 aprile si è tenuto il vertice della OEA(Organizzazione degli Stati Americani) a Panama e la novità eclatante di questa edizione è stata la presenza della delegazione cubana e del presidente Raúl Castro.

Sì perché, proprio a proposito del presidente Castro, tutti i commentatori onesti sottolineavano che questa occasione rappresenta una vittoria piena per l’isola, visto che si produce dopo che per la prima volta un presidente degli Stati Uniti ha riconosciuto che la politica USA degli ultimi 60 anni verso Cuba si è dimostrata un totale fallimento.

Così è arrivata nella città di Panama la delegazione cubana seguita dal Presidente cubano, lamentando immediatamente che all’evento potrebbero presentarsi anche alcuni oppositori del regime con l’intenzione di creare dei problemi di ordine pubblico. E il suggerimento è stato preso sul serio dalle autorità panamensi dato che nei giorni scorsi è stata arrestata alla frontiera la figlia di un noto oppositore deceduto in passato in circostanze complicate sull’isola con l’accusa di avere intenzione di creare problemi durante il vertice.

Ovviamente, data l’importanza dell’evento, tutti i media condividono questa informazione. Con una piccola differenza però. I media di sistema (occidentali e soprattutto italiani) si limitano a segnalare (forse) che all’evento parteciperà anche Cuba, e magari, attribuendo addirittura la paternità del fatto alla magnanimità del Presidente degli Stati Uniti.

Purtroppo però la verità è ben altra. E cioè che da almeno due anni a questa parte TUTTI gli stati dell’America Latina, compresi quelli non di sinistra ma filo statunitensi come Messico, Panama, Perù e Colombia, avevano stabilito la presenza di Cuba al vertice come “condicio sine qua non” per il verificarsi della stessa. 

La questione aveva assunto un livello di tensione tale che quando Stati Uniti e Canada dissero che nel caso della partecipazione di Cuba loro non avrebbero preso parte al vertice, allora, tutta l’America Latina all’unisono rispose categoricamente che in tal caso non si sarebbe tenuto il vertice perché non avrebbe avuto senso. Alcuni di loro suggerirono addirittura che magari, USA e Canada, avrebbero potuto fare un vertice da soli se volevano …

Capite bene che, la verità dei fatti,  ha un tono e un significato ben diversi rispetto alle chiacchiere mediatiche dei media di sistema. Nella verità dei fatti si delinea chiaramente un blocco del nord, Stati Uniti e Canada, isolato e ampiamente indebolito rispetto alla maggioranza degli stati del continente che per la prima volta, tutti compatti, si oppongono alla volontà egemonica a stelle e strisce.

Quali novità abbia in serbo il futuro dell’area è ancora presto per determinarlo, tuttavia, il susseguirsi degli eventi lascia ben intravedere che i cambiamenti in atto siano profondi e irreversibili. Basti pensare che negli ultimi mesi, a Cuba, per la prima volta si è iniziato a stampare e distribuire una rivista pubblicitaria che include annunci di imprese statali ma anche private. La rivista si chiama: “Ofertas” (Offerte).

27 aprile 2015

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Oleh

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