lunedì 16 marzo 2015

Cuba: Stati Uniti iniziano importazione di prodotti cubani



Venerdì 13 febbraio il Governo degli Stati Uniti ha comunicato che da ora in poi sarà possibile importare negli USA dei prodotti provenienti da Cuba. Si tratta della prima volta dopo oltre 50 anni di embargo che si apre una finestra per il commercio bilaterale tra Cuba e gli Stati Uniti.

Naturalmente, la nota del Governo nordamericano non specificava chiaramente di quali prodotti/merci si sarebbe trattato. Tuttavia, nella comunicazione ufficiale sono invece elencate le categorie delle materie prime e dei prodotti che non si potranno importare negli USA.

Queste categorie sono: prodotti alimentari, prodotti agricoli, animali vivi, tabacco, alcool, minerali, prodotti chimici, tessuti, macchine industriali, veicoli, armi e munizioni.

E questa lista, a chi conosce bene l’isola e le sue potenzialità, lascia intendere quasi perfettamente quali sono i prodotti che in un primo momento gli USA potranno importare direttamente da Cuba. Lo avete capito? Vi aiuto con una domanda: qual è il prodotto che gli americani comprano all’estero con maggiore frequenza al punto tale che paesi limitrofi come il Messico ne hanno beneficiato trasformandolo in un mercato molto lucrativo? I medicinali!

E siccome tutti sappiamo che Cuba oltre ad avere il miglior sistema sanitario di tutta l’America Latina dispone anche di rinomate industrie farmaceutiche che, al contrario delle multinazionali statunitensi ed europee, non brevettano i loro prodotti per estorcere il “pizzo” ai poveri malati ma producono farmaci di alto livello che vengono a volte addirittura “regalati” ai paesi più bisognosi, allora non è difficile capire che i simpatici legislatori a stelle e strisce partano proprio da questo punto per aprire il canale commerciale con Cuba.

Certo, è altrettanto vero che nel comunicato governativo degli USA si riferisce chiaramente che potranno esportare negli Stati Uniti solo ed esclusivamente gli imprenditori e le imprese private cubane. In questo modo si tenta di isolare ulteriormente il Governo dell'isola, dato che le industrie cubane sono tutte statali. Tuttavia, il settore privato ha giàa fatto passi da gigante a Cuba, e non escluderei che presto appaiano anche cliniche e farmacie private che potrebbero aggirare questo ostacolo.

Intendiamoci, la mia è solo un’ipotesi anche se i fatti sembrano confermarla ampiamente, ma credo che anche altri siano già giunti alle stesse conclusioni. Sarei pronto a scommettere che nei prossimi mesi gli USA inizieranno ad importare medicinali da Cuba in grandi quantità, così come credo che presto inizierà anche a svilupparsi il turismo sanitario verso l’isola. 

Vedremo migliaia di pensionati nordamericani che, fregandosene altamente della stupidità della politica in tutte le salse, viaggeranno felici a Cuba per andare ad acquistare quella pillolina che negli USA gli sarebbe costata 100 volte di più o magari per sottoporsi a quel trattamento che la loro assicurazione privata non copre a casa loro.

Queste ipotesi sono anche supportate dalla presenza di una delegazione cubana che promozionava il turismo sanitario ed i servizi sanitari per stranieri in una importante fiera turistica di New York, solo poche settimane fa. Che dire, basta unire tutti i punti e il disegno sembra apparire completo come per magia.

Chissà, magari in un futuro neppure così lontano, una delle attività che avranno più successo sarà quella di occuparsi di organizzare viaggi specializzati di turismo sanitario non solo per accompagnare i pensionati nordamericani a Cuba a curarsi, ma anche quelli europei. Infatti, se il clima dell’austerità continua di questo passo, presto anche in Europa l’assistenza sanitaria diventerà un lusso alla portata di pochi. 

Pensateci, potrebbe essere un’idea interessante quella di creare una agenzia viaggi specializzata nel turismo sanitario che lavora con le strutture sanitarie cubane.

Fonte: Telesur

16 marzo 2015

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Oleh

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