lunedì 16 febbraio 2015

Trasferirsi all’estero: Pianificazione finanziaria in anticipo



Sono sempre stato tra quelli che credono che lanciarsi all’avventura vada bene solo nel caso di vacanze o viaggi più o meno brevi. Quando si decide di trasferire la propria residenza all’estero è il caso di pianificare bene il tutto, soprattutto a livello finanziario.

Quindi, quando mi sento chiedere se con un budget di poche migliaia di euro si possano coprire bene le spese di un anno sabbatico di permanenza all’estero mi vengono i brividi. Certo, so benissimo che ci sono persone che (soprattutto giovani) hanno girato il mondo in lungo e in largo con pochi soldi appoggiandosi a case private nelle quali condividevano stanze con altri, in alloggi informali e ostelli, e si spostavano contando sulla generosità dei locali guadagnando pochi soldi facendo lavoretti qui e là. Ma questa è un'altra storia.

Chi decide di trasferirsi all’estero, soprattutto con famiglia al seguito, senza mai avere prima vissuto in un paese straniero, senza conoscere “bene” la lingua del posto, e la realtà sociale ed economica del luogo nel quale è intenzionato a trasferirsi, dovrebbe mettere in cantiere un budget adeguato che gli garantisca di non essere assalito dall’ansia dopo solo alcuni mesi.

E quale sarebbe il budget adeguato? Semplice, varia da paese a paese ma indicativamente è sostanzialmente il doppio di quanto avete stabilito considerando il costo della vita locale. Doppio perché in questi mesi dovrete muovervi parecchio, incontrare tante persone, farete molti sbagli e incontrerete molti imprevisti

Questo significa che se per vivere decentemente un mese nel paese X avete bisogno di 1000 euro, allora dovreste disporre di 2000 euro al mese per il numero di mesi che intendete trattenervi da quelle parti, o per tutto il periodo che vi servirà a trovare un lavoro o avviare un’attività autonoma.

Certo, magari alla fine del periodo (anno o semestre sabbatico) di prova nel paese, vi avanzeranno parecchi soldi. Ma molto meglio così, perché significa che avrete esplorato tranquillamente tutte le possibilità che desideravate senza sentirvi pressati o peggio ancora, costretti ad accettare offerte di posti di lavoro o di società fallimentari che vi avrebbero fatto sprofondare nella depressione più nera.

Arrivato il momento della partenza, è raccomandabile che appena giunti sul posto apriate un conto corrente in una banca locale (verificate prima se la vostra banca ha una filiale nel paese, magari in questo caso potreste aprire un conto ancor prima di trasferirvi), perché prelevare i soldi con la carta di credito suppone sempre maggiori costi.

Infine, se state cercando un posto di lavoro o siete intenzionati a rilevare un’attività commerciale, cercate di conoscere approfonditamente la situazione economica del paese prima ancora di andarci. Tenete presente che, in un paese con un alto tasso di disoccupazione (come sono per esempio le isole Canarie) anche nella fortunata evenienza che riusciate a trovare un posto di lavoro, questo sarà temporaneo e quasi certamente di pessima qualità.

La stessa cosa si può dire delle opportunità di avviare delle attività commerciali o della cessione di quelle già esistenti. Diffidate soprattutto degli apparenti “affari”. Per esempio, nelle isole Canarie uno sport di moda è quello di avviare bar e ristoranti e subito, in pochi anni o addirittura solo alcuni mesi dopo, cederli per pochi soldi agli sventurati e sprovveduti nuovi arrivati.

Non fidatevi mai di chi per lavoro vi offre una consulenza a 360 gradi, garantendovi che vi farà ottenere permessi, lavoro e casa, alle migliori condizioni del mercato locale. Spesso queste persone, se ci fate caso, raccontano esse stesse nei loro siti in rete di essere approdate sull’isola o nel paese con ben altri progetti economici e di lavoro, e solo in un secondo tempo si sono trasformati (quasi tutti, guarda caso) in venditori di immobili e consulenti offrendosi di aiutare gli italiani che in questo momento fuggono dal Bel Paese in numero sempre maggiore. Pensateci, il loro interesse sta nel fatto che voi paghiate i loro servizi. Potranno allora queste persone essere oneste e obiettive nel presentarvi la situazione locale?

Se invece pianificate bene la vostra partenza, stabilite un budget più che adeguato a coprire un lungo periodo di tempo durante il quale imparare bene la lingua e conoscere l’economia locale, avrete più possibilità di farvi un’idea obiettiva e reale del posto in cui vi trovate. Così potrete decidere nel vostro interesse, piuttosto che fare quello di altri.

Infine, è molto importante che appena vi siete trasferiti all’estero, con l’intenzione di stabilirvi definitivamente, vi iscriviate rapidamente all’AIRE (Albo Italiani Residenti all’Estero) attraverso l’ambasciata o consolato più vicino, e che otteniate sempre al più presto la residenza locale. Altrimenti, nel caso dobbiate trasferire i vostri beni (anche in Europa) dovrete pagare le tasse d’importazione. E se acquistate una casa all’estero, fino a quando non sarete iscritti all’AIRE sarete tenuti a pagare la tassa di proprietà della stessa anche in Italia.

16 febbraio 2015

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Oleh

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