venerdì 27 febbraio 2015

Editoria online: Meglio Wordpress o Blogger?




Senza dubbio, anche se la crisi economica è tuttavia presente con tutti i suoi effetti, non si può discutere il fatto che la rete sia probabilmente uno dei pochi, se non il solo, settore che offre le maggiori opportunità per chi abbia voglia di mettersi in gioco come lavoratore autonomo.

Con mia moglie ci occupiamo di editoria online, traduzioni e copywriting dal lontano 2009 quando tutto è iniziato per gioco, anche perché allora eravamo entrambi disoccupati. Da allora le cose sono andate sempre meglio, anche se la rete non è decisamente un ambiente nel quale si possano realizzare dei guadagni importanti, tuttavia ci permette di vivere più che dignitosamente facendo ciò che ci piace.

Inoltre, come è logico, negli ultimi tempi ci stiamo occupando sempre di più delle nostre creazioni editoriali e meno del lavoro conto terzi. Questo infatti dove essere lo sbocco naturale dell’attività iniziata sei anni fa.

Questo blog che state leggendo è semplicemente un blog amatoriale, non ha e non avrà mai l’ambizione di trasformarsi in una fonte di reddito. Invece, i blog di mia moglie psicologa: rinconpsicologia.com e angolopsicologia.com (traduzione in italiano curata da me) hanno superato ogni aspettativa.

E proprio questo vuole essere il tema di questo post.

Pubblicare in Wordpress o in Blogger?

Chiunque si avvicini al mondo dell’editoria online con la seria intenzione di iniziare a pubblicare un blog personale o aziendale si accorge subito che gli esperti del settore, quelli che per inciso non sono editori ma consulenti che vivono del lavoro degli altri, oltre ad affermare che per realizzare un’opera funzionale e redditizia (un blog che riceva molto traffico) è necessario pagare un buon consulente SEO (cioè uno di loro) segnalano che è anche indispensabile appoggiarsi ad una piattaforma di pubblicazione seria.

Ovviamente, la piattaforma di pubblicazione seria è Wordpress.

Premetto che sia io che mia moglie conosciamo abbastanza bene Wordpress dato che quasi tutti i nostri clienti la utilizzano e così, siamo obbligati ad utilizzarla anche noi quando si tratta di pubblicare i post che scriviamo o traduciamo per conto terzi.

Tuttavia, i nostri blog sono tutt’ora pubblicati su Blogger, anche se re direzionati ad un dominio acquistato a parte. In questo modo non paghiamo lo spazio web su cui pubblichiamo ma solo gli 8 euro annuali del dominio. 

Al contrario, se decidessimo di pubblicare su Wordpress ed avere un dominio personalizzato con tanto di spazio web dovremmo pagare molto di più. E francamente, dal momento che non vediamo i benefici reali che ne deriverebbero non ci sembra neppure che ne valga la pena.

Infatti, il primo blog di mia moglie, rinconpsicologia.com, riceve un traffico medio di 15 mila visitatori unici al giorno, ha quasi 19 mila likes in Facebook e oltre 9 mila followers in Twitter, e grazie alla pubblicità di Google Adsense insieme ai banner e articoli patrocinati venduti direttamente, garantisce un discreto ritorno economico.

La versione italiana dello stesso, angolopsicologia.com, che seguo io ma che non abbiamo mai potenziato (basti pensare che la pagina Facebook dello stesso è stata creata solo a settembre dello scorso anno), gode già di un traffico medio tra 600 e 1000 visitatori al giorno.

Tutto questo sempre appoggiandosi alla piattaforma Blogger e senza mai pagare la consulenza di alcun esperto di SEO. 

Insomma: mi sembra che, anche se è possibile che con alcuni accorgimenti e forse con alcuni dei plugin disponibili all’interno di Wordpress avremmo potuto ottenere un traffico maggiore, credo comunque che non ci possiamo lamentare delle prestazioni dei nostri siti. 

La conclusione è quindi che, anche se Wordpress può avere delle carte in più, non è assolutamente vero che per avere successo come editori in Internet sia necessario utilizzare questa piattaforma. Anche il caro e vecchio Blogger, per altro molto migliorato negli ultimi anni, permette di ottenere dei buoni risultati.
Il problema credo che sia sempre il solito, e cioè la scarsa voglia di lavorare.

Infatti, come ben sa chi è addetto ai lavori da molti anni, per avere successo in rete così come nella realtà di tutti i giorni, si deve lavorare intensamente e costantemente. I contenuti di qualità, insieme alla perseveranza e all’amore per il proprio lavoro sono molto più importanti di qualsiasi accorgimento tecnico. E questo vuole essere il mio consiglio per chi sta meditando di lavorare in Internet.

27 febbraio 2015

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Oleh

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