martedì 4 marzo 2014

Vivere alle Canarie: Trasferirsi a Fuerteventura, Gran Canaria, Tenerife o altrove?

Come già sa chi segue questo blog da tempo, noi viviamo alle Canarie e precisamente sull’isola di Fuerteventura. Siamo felici di vivere qui, viviamo in modo semplice senza pretese, lavorando da casa e fatturando in media 1500 euro lordi al mese in due. Avete capito bene, e visto che anche nelle isole Canarie si pagano le tasse, la nostra entrata netta è di circa 800/900 euro al mese.
Noi viviamo bene con questa cifra, considerando che non paghiamo l’affitto e che mangiamo sempre a casa, cucinando quasi esclusivamente piatti economici (riso 5 giorni alla settimana e pasta 1 giorno solo, carne frutta e verdura rigorosamente acquistati all’ingrosso). L’auto, una vecchia Chevrolet a benzina, la utilizziamo solo una volta alla settimana per andare a fare la spesa o per visitare gli amici, raramente.

Ho deciso di scrivere questo post perché quando ho iniziato a scrivere nel blog ero quasi, e ripeto quasi, convinto di fare ciò che fanno tanti espatriati: pubblicare in futuro degli ebook che servissero da guida per aiutare chi desidera trasferirsi alle Canarie o altrove nel mondo, fino a quando non ho avuto l’illuminazione. Cioè, leggendo qui e là nei vari blog e siti gestiti da connazionali che si sono trasferiti alle Canarie o altrove, ho notato che sono quasi tutti degli sfigati riciclatisi in furbetti approfittatori.

Il minimo comune denominatore è sempre lo stesso. Qualcuno che è partito dall’Italia senza avere ne arte ne parte (non sa fare un c…..), per andare a stabilirsi in un paese, qualunque esso sia, che non conosce, che non conosceva e che non ha voluto conoscere prima. Ora si ritrova in un posto che si percepisce chiaramente che non considera casa sua, senza lavoro o in condizioni precarie, e cosa decide? Di approfittare dei tanti poveri connazionali che in questo preciso momento storico vogliono abbandonare il Bel Paese a qualsiasi costo, offrendogli il “quasi paradiso”, una qualità della vita unica e discrete prospettive di lavoro, o quanto meno di poter fare un investimento sicuro aprendo un attività con, ovviamente, il suo supporto in qualità di consulente.

Quanti ne ho conosciuti che sono approdati da queste parti o altrove, nei paesi dove ho vissuto, dicendo che prima di partire non sapevano neppure dove si trovava il paese, l’isola o il continente!! Sono quelli che arrivano in un posto e cercano subito altri connazionali per, dicono loro, fare comunità. Ma poi, finiscono per lanciarsi della merda l’uno con l’altro. Sono quelli che quando vi offrono il loro aiuto vi dicono che sono molto obiettivi, loro vi dicono la verità nuda e cruda, che è naturale che voi sentiate il bisogno di appoggiarvi a qualcuno e che grazie a loro potrete entrare nella società locale (tradotto: vi presenteranno un buon numero di italiani sfigati e scappati come loro). Meditate gente … riflettete e con attenzione, avete davvero bisogno di una seconda mamma che vi prenda per mano alla vostra tenera età?

Trasferirsi all’estero

Quando sono partito la prima volta per andare negli USA a studiare inglese avevo 24 anni, era il 1989 e sono approdato in California, nella città di San Diego, parlando solo quattro parole d’inglese. Ero ospite di una famiglia americana e a scuola, allora, non c’erano altri italiani. Volevo imparare inglese, è l’ho fatto. Immagino che penserete, beato te, ma ci vogliono molti soldi. No! Io non volevo andare in California, fu l’agenzia viaggi dove prenotai la vacanza studio che mi disse che data la svalutazione del dollaro avvenuta in quell’anno preciso e per contro, l’alto valore della sterlina inglese, era molto più economico andare alcuni mesi in California piuttosto che a Londra. Non ci credete? Fatti vostri, basta cercare in rete per riscontrare i dati.

Mi viene da sorridere pensando ad un aneddoto accaduto in questi giorni. Chi segue le vicende politiche italiane sa che nelle settimane passate Alessandro Di Battista, famoso deputato grillino, durante l’intervista della Bignardi ha dichiarato che: “…anche Gandhi è stato in carcere in Sudafrica per difendere i suoi principi”. Subito si è sollevato un polverone, tutti che gridavano all’imbecille, “ma cosa dice questo…si è bevuto il cervello”.
Chiunque abbia studiato un po’sa, ma che dico, basterebbe aver visto il film: Gandhi, con Ben Kingsley, per sapere che il Mahatma Ghandi ha vissuto per alcuni anni in Sudafrica prima di tornare in India. In Sudafrica esercitava come avvocato in difesa dei diritti della comunità indiana locale e proprio per questa sua attività politica è stato precisamente incarcerato in Sudafrica. Quanti italioti lo sanno?

Questa è la principale malattia di cui soffre la maggioranza degli  italiani: la “nonriguardite” la “disinteressite acuta”. Non gli interessa sapere se sono governati da brave persone o mafiosi incalliti, non cercano la verità, mai. Lasciano che siano altri a farlo per loro, e poi scelgono la verità di turno che fa loro più comodo. Si accorgono che qualcosa non va solo quando viene toccata la loro pensione, il loro lavoro o uno qualsiasi dei privilegi conquistati durante una lunga vita passata a prostituirsi leccando di qui e di là. Ecco allora che iniziano a recitare il famoso mantra: “piove governo ladro”.

I 10 comandamenti per chi desidera trasferirsi alle Canarie ma anche altrove nel mondo

1. Smettete di essere italiani. Avete capito bene. Dovete iniziare a seguire la cronaca, l’economia e le vicende politiche del mondo. Soprattutto di quella parte del mondo in cui desiderate trasferirvi. Imparate a conoscere il paese, la sua geografia, la cultura, la gente, leggete tanto. Immedesimatevi negli altri, cercate di sforzarvi di vedere la vita con gli occhi degli abitanti del paese nel quale vi trasferirete.

2. Studiate la lingua del posto. Questo è fondamentale. Non crediate che quando per esempio si tratta dello spagnolo, che erroneamente si considera molto simile all’italiano, sarà facile. Facile forse per ordinare una pizza, ma quando dovrete comunicare con le persone del luogo e i funzionari dell’amministrazione locale allora vi voglio vedere. E poi così non dovrete dipendere dai tanti furbetti italici che vi offrono i loro servizi di accompagnamento/consulenza. Studiate bene per alcuni mesi la lingua, leggete libri e guardate film in lingua originale, sforzatevi.

3. Fate un lungo viaggio esplorativo nel paese prima di decidere. Se volete trasferirvi alle Canarie dovete prima passare alcune settimane non da turisti sull’isola che preferite. Meglio se ne visitate diverse per stabilire quella che fa al caso vostro. E cercate di evitare accuratamente tutti gli italiani residenti durante il vostro viaggio, preferite il contatto con i locali.

4. Evitate di partire se non avete un contratto di lavoro sicuro e definitivo in mano. Quelli che partono alla volta di Londra, New York, Los Angeles, Parigi o le stesse isole Canarie pensando: “all’inizio sono disposto a fare qualsiasi cosa per mantenermi, anche il cameriere o il lavapiatti” generalmente restano camerieri o lavapiatti per sempre e sottopagati (quando va bene che non vengono sfruttati senza essere pagati) e dopo pochi mesi o anni tornano in patria con la coda tra le gambe.

5. Non credete e non accettate nessuna offerta di vendita di attività commerciali da parte di italiani residenti. A parte il fatto che quasi tutti vi vogliono truffare, ma che senso avrebbe pagare anche solo 10 mila euro per un bar che poi dovrete smantellare e riorganizzare a vostro piacimento? Meglio affittare il vostro locale a 300/500 euro al mese e arredarlo a vostro piacimento, o no.

6. Evitate di buttarvi nei soliti: bar, pizzeria, ristorante, trattoria. Al primo colloquio che feci presso la Camera di Commercio di Gran Canaria mi fu detto proprio questo. “Se hai occasione di parlare con molti italiani che desiderano trasferirsi alle Canarie e investire qui digli per favore che non vengano ad aprire altri: bar, pizzerie e ristoranti”.

7. Studiate la realtà locale e il trend internazionale. La Camera di Commercio di Las Palmas di Gran Canaria per esempio, offre un servizio online che si chiama Creación Empresas e che offre anche idee di attività che potrebbero funzionare nelle isole. Riquadro in basso a sinistra dal titolo Crea Tu Empresa e quindi fare clic su Ideas de Negocio.

8. Bed & Breakfast ovunque nel mondo. In effetti, anche nelle isole Canarie, l’arrivo di turisti è in continuo aumento. L’idea di avviare un attività che qui dovreste chiamare “Hotel rural”, “Casa de campo” o “Casa historica”, ma che basicamente offre gli stessi servizi del bed & breakfast, può avere un senso. In questo momento inoltre, non è difficile reperire anche in affitto immobili grandi da adibire a questa attività.

9. Evitate di acquistare immobili ovunque. O almeno non fatelo prima di avere le idee chiare sull’andamento dell’economia locale. Fatelo solo quando siete sicuri che vivrete molti anni sul posto, e cercate di acquistare direttamente dalle banche. Questo almeno in Spagna, dove esistono milioni di case invendute e sarebbe da stupidi pagare tanto la stessa tipologia di casa che una banca vi vende al 50% in meno.

10. Non acquistate libri, ebook o servizi che si propagandano come il Vangelo perfetto per aiutarvi nel trasferimento. Non entro nel merito dei casi particolari, i pochi libri o guide che ho letto e i siti che leggo regolarmente mi fanno sospettare che si tratta sempre e solo di operazioni commerciali per approfittare anche solo di quei pochi euro che siete disposti a pagare. Per questo ho deciso che non scriverò e non pubblicherò nulla a pagamento.

Spero che questa riflessione/sfogo sia stata utile per voi. E se ritenete che ciò che leggete in questa pagine vi abbia aiutato e volete ringraziarmi, beh … allora senza spendere nulla potete dare uno sguardo approfondito alla pubblicità che trovate nelle mie pagine, a voi non costerà mai nulla. Grazie di avermi seguito fino a qui …

4 marzo 2014

CONDIVIDI

E se vuoi continuare a leggere...

Vivere alle Canarie: Trasferirsi a Fuerteventura, Gran Canaria, Tenerife o altrove?
4/ 5
Oleh

RICEVI LE NOVITÀ

Un punto di vista differente...