mercoledì 19 febbraio 2014

Venezuela: Vincerà la sinistra di Chávez o la destra fascista?


In questi giorni nelle strade di Caracas si gioca il tutto per tutto. Come riporta giustamente Maria Paez Victor: “Ancora una volta è in corso un attacco molto ben organizzato contro il governo democratico popolare del Venezuela. Un attacco fatto di manipolazioni monetarie, sabotaggio economico, campagna mediatica internazionale avversa all’economia del paese, nonostante gli ottimi indicatori economici e la diffamazione della società petrolifera statale. I disordini dell’ultima settimana hanno causato 3 morti e 66 feriti.

La tattica è la stessa adottata dall’opposizione non-democratica negli ultimi 15 anni dalla prima elezione del presidente Hugo Chávez. Stessa identica tattica usata nelle cosiddette Rivoluzioni Arcobaleno nell'Europa dell'Est, nelle Primavere Arabe in Libia, in Siria, in Egitto e ora in Ucraina. Lo scopo è quello di creare una parvenza di caos, di provocare le forze di polizia, di screditare il governo attraverso i principali media internazionali per favorire i disordini civili, o anche una guerra civile (come è avvenuto con successo in Siria); e, infine, promuovere le giuste condizioni per un intervento o un’occupazione internazionale.”

I punti su cui sta facendo leva la destra internazionale secondo la Paez Victor sarebbero i seguenti:

Guerra monetaria

Falsa carenza di beni di consumo
Attacco alla società petrolifera statale PDVSA
Campagna mediatica per screditare la gestione economica
Esagerazione del rischio per la sicurezza


Ha ragione la giornalista con questa analisi dei fatti che si stanno svolgendo in Venezuela in queste ore? Assolutamente sì. Si tratta del solito vecchio, collaudato copione che la destra criminale dell’alta finanza mondiale mette in atto quando cerca di riappropriarsi di ciò che gli apparteneva o quando vuole entrare in un territorio nuovo che gli servirà per cambiare a suo favore gli equilibri geopolitici mondiali (vedi ciò che sta accadendo in Ucraina sempre in queste ore).

La versione di ciò che accadrà in Venezuela secondo un oppositore

Ma nel cercare di essere del tutto neutrale vorrei riportare di seguito un commento di un anonimo lettore di un articolo relativo allo stesso tema pubblicato oggi nel sito web di Telesur. Il commento mi sembra interessante e inizia con questa frase: “Vi racconto come finirà tutta questa storia …

L'opposizione perderà  e il socialismo si stabilirà al potere. A poco a poco si produrranno leggi che toglieranno potere economico al popolo. Le piccole imprese private falliranno o diventeranno illegali. Lo Stato farà in modo, gradualmente, passo dopo passo, di accaparrarsi tutto. Non solo le risorse naturali, che è chiaro che in ogni sistema sociale dovrebbero essere gestite dallo Stato perché appartengono alla nazione, e non a un individuo solo o ad un oligarchia, ma anche tutti i settori economici e produttivi, tutta l'industria, insomma tutto ciò che genera denaro. La scusa sarà: tutto il profitto sarà utilizzato a beneficio del popolo.

La lotta per spazzare via la borghesia si incrementerà, piuttosto che incrementarsi la lotta per eliminare la povertà. La sinistra si radicalizzerà e l'opposizione sarà divisa tra radicali ed estremisti, una parte della destra che vede il neoliberismo come unica via e un terzo gruppo, le persone che hanno buon senso e credono che sia possibile un capitalismo dal volto umano, e infine un quarto: quelli che non si sentono rappresentati da nessuno dei primi o semplicemente non sono interessati alla politica. Con un'opposizione così divisa si ridurranno drasticamente le possibilità di fare qualsiasi tipo di opposizione.

 Chi una volta prosperava economicamente, lentamente perderà la speranza, e gli resterà solo l'emigrazione. Dopo molti anni di povertà, scarsità e sacrifici nel nome del socialismo, si scoprirà che tutti quegli anni di lotta per distruggere la borghesia  sono serviti solo a creare un nuovo tipo di borghesia. Questa nuova borghesia si identificherà nel governo e nell'esercito. Solo per loro ci sarà cibo, medicine, abitazioni, automobili, possibilità di studiare in prestigiose Università straniere ubicate in quei paesi così tanto odiati e di fare vacanze lussuose. Tutti questi benefici saranno loro donati fuori dai loro salari in qualità di bonus extra solo per appartenere alla casta.

Infine, molti anni dopo la gente inizierà a risvegliarsi, ma allora si renderanno conto di essere solo un popolo schiavo e sottomesso, senza più forza per lottare e con l’eterna paura di quell’entità invisibile e onnipresente che li controllerà e impedirà sempre loro di aprire la bocca per parlare pubblicamente.
A quel punto tutta la stampa e i media avranno subito una forma di censura e i cittadini potranno solo esprimersi liberamente in piccoli gruppi clandestini. Qualsiasi tentativo di opposizione sarà ostacolato da una massiccia risposta popolare che non sarà mai spontanea né volontaria, ma pienamente articolata dal governo attraverso i luoghi di lavoro e nei quartieri residenziali. La pressione sarà così forte che la paura farà loro accettare ciò che non approvano . E il mondo intero vedrà sfilare cortei di sostegno popolare al socialismo ....

Quale sarà l’esito di tutti questi sommovimenti che si stanno producendo in questi giorni in varie parti del mondo, e non solo in Venezuela? Le acque sono agitate in Ucraina, in Tailandia, in Siria, in Turchia, in Argentina, in Colombia e in Messico. Mi verrebbe da dire che confido nel buon senso, ma visti gli equilibri di potere in gioco la cosa mi preoccupa alquanto. Una cosa è certa, l’informazione dovrebbe sempre essere neutrale e quanto più possibile oggettiva, in questo modo sarà più facile capire cosa sta accadendo. Forse …

19 febbraio 2014

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