giovedì 13 febbraio 2014

Venezuela: Prossima alla guerra civile?


Non posso fare finta di niente e non dire nulla dopo che la maggioranza dei quotidiani online italiani e non solo, occidentali s’intende, continua a martellare i poveri ignari e disinformati cittadini di mezzo mondo facendogli credere che il Venezuela è prossimo al fallimento, alla guerra civile e quant'altro.
Prima dicevano che l’inflazione in Venezuela era ad un livello tale che il paese non avrebbe potuto sopportarla a lungo. Sono passati anni da quando hanno iniziato a ripeterlo e l’economia venezuelana pur con alcuni problemi sopravvive benissimo.

In seguito hanno segnalato tutti in coro la sopraggiunta scarsità di beni di prima necessità, titolando che i centri commerciali erano vuoti. L’esempio ampiamente utilizzato per provare questa realtà era: in Venezuela non si trova più carta igienica. Basterebbe solo questa affermazione per capire con chi si ha a che fare …
Sono gli stessi che in questi giorni titolano che l’Argentina è a un passo dal tracollo definitivo e che anche da quelle parti gli scaffali dei centri commerciali si stanno rapidamente svuotando. Infatti, in questi giorni si potevano leggere titoli di quotidiani che dicevano: default in Argentina, sempre più vicino: la prova, non si trova più il ketchup da mettere sulle patatine di McDonald. Mi viene da ridere …

C’è anche chi rasenta la follia da isterismo puro titolando in questo modo:Paesi emergenti: ma non erano in fin di vita? Quasi a trasmettere tutta l’amarezza di chi constata che le cose non stanno andando proprio come tutti si aspettavano … cioè, come a dire: “ma come, quelli là che tutti dicevano che stavano morendo … ma cosa aspettano a farlo davvero, perché non muoiono una volta per tutte?” Spero solo che presto questi signori si trovino di fronte a qualcuno che li mandi direttamente a quel paese senza troppi se e ma.

Venezuela: L’esercito che spara sui pacifici dimostranti?

Questo è almeno quanto hanno pubblicato alcuni periodici locali (l’85% dei giornali e delle televisioni venezuelane è in mano alla destra che ha governato da sempre prima che prendesse il potere Chávez), ed in effetti ieri tre persone sono morte durante una manifestazione nelle strade di Caracas.

Tuttavia, senza che neppure si fossero chiarite le circostanze del fatto, i media venezuelani seguiti dal tam tam internazionale dei soliti compagni di merende, affermavano che la polizia aveva ucciso tre pacifici dimostranti dell’opposizione governativa. Ma, ovviamente, subito dopo si confermò senza ombra di dubbio che NESSUNA delle morti avvenne per opera della polizia. Anzi, si è trattato di una sparatoria tra civili nella quale è morto anche un sostenitore del governo Bolivariano. Ma naturalmente i media, altra meravigliosa perla del giornalismo moderno, avevano già raggiunto il loro scopo.

Sono mesi che pubblico i commenti con i quali i vari presidenti come Rafael Correa dell’Ecuador e lo stesso Nicolas Maduro mandatario venezuelano, riferiscono di precisi piani della destra latinoamericana supportata da elementi internazionali per destabilizzare prima il Venezuela e l’Argentina e quindi come per effetto domino tutti gli altri paesi progressisti dell’area che danno loro parecchio fastidio. Ma di questi allarmi non si dice nulla sui nostri giornali. Tutti belli e bravi in fila insieme a pubblicare solo ed esclusivamente ciò che viene loro indicato dai soliti amichetti.

La verità è che sembra proprio che in Venezuela ci sia la chiara volontà da parte dell’opposizione perdente alle ultime elezioni, di generare il casus belli che provochi la guerra civile così da giustificare l’intervento militare esterno come si sarebbe voluto nel 2002. Ma anche questa volta credo che avranno quello che si meritano, si ritroveranno tutti delusi.

Quello che tanti, troppi secondo me, non hanno ancora capito, è che il mondo è cambiato. In America Latina ben 12 stati hanno mandato a quel paese il FMI (Fondo Monetario Internazionale), la Banca Mondiale e gli organismi occidentali che per anni li hanno affamati (e vorrei anche vedere). Non è più possibile ora destabilizzare un paese dall’interno come accadde con Pinochet in Cile o i militari in Argentina negli anni 70. L’esempio dell’Ecuador insegna, quando venne minacciato di ritorsioni anche militari dagli USA dopo avere cancellato il suo debito estero definendolo immorale, si ritrovò con la solidarietà di tutta l’area che oltre ad offrirgli tutto il supporto commerciale necessario in caso di embargo si affrettò anche a lanciare un monito al grande fratello del nord, qualcosa del genere: pensa bene ai passi che intendi fare …

Fonte: Telesur

13 febbraio 2014

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