mercoledì 19 febbraio 2014

Internet in America Latina: Anello di fibra ottica renderà indipendenti i paesi della regione


Il 9 marzo 2012 i ministri delle comunicazioni dei dodici paesi della UNASUR (Unione delle Nazioni Sudamericane) ha preso la decisione di realizzare un anello in fibra ottica per consentire l'interconnessione diretta dei paesi della regione per smettere così di fare affidamento sugli Stati Uniti. Si prevede di completare il collegamento delle reti nei diversi paesi nell’arco di 18 mesi e di progredire nella posa dei cavi oceanici in fibra ottica tra il Sud America, l’Europa e l’Africa.

L'iniziativa è venuta dal governo brasiliano che ha avanzato la proposta al Consiglio Sudamericano per le Infrastrutture (Cosiplan), che è uno degli otto consigli ministeriali settoriali che fanno parte di UNASUR e che si occupano della discussione politica e strategica di programmi e progetti per l'integrazione delle infrastrutture regionali, un consiglio che ha iniziato ad operare nel 2010. Nella sua prima riunione ha prodotto un piano d'azione che mira a "sostituire la logica basata sull’esportazione con una logica basata prevalentemente nello sviluppo regionale", secondo quanto afferma João Mendes Pereira, coordinatore degli affari economici latino americani del Ministero degli Esteri del Brasile.

Con l'anello in fibra ottica si comincia a sciogliere uno dei tanti nodi che legano la regione alle potenze del Nord e in modo molto del tutto particolare agli Stati Uniti. Non si tratta di una grande opera o di un passo radicale, ma la decisione presa dalla UNASUR mostra due realtà: la prima è come le relazioni con i poteri centrali indeboliscono e frammentano le regioni periferiche, e la seconda è l'esistenza della volontà politica di prendere misure concrete per realizzare l'autonomia regionale.

Connessione Sud-Sud

Attualmente, le comunicazioni Internet in Sud America seguono un percorso esotico e irrazionale. Una mail inviata tra due città vicine in Brasile e Perù, per esempio tra Rio Branco capitale di Acri e Puerto Maldonado, va prima a Brasilia, esce a Fortaleza per entrare nel cavo sottomarino e raggiunge gli Stati Uniti a Miami, arriva in California e, quindi, scende per il Pacifico continuando il viaggio verso Lima e Puerto Maldonado. Un viaggio di 8000 miglia per coprire una distanza di soli 300 km. A questo livello non si può parlare di sovranità e di integrazione.

Ma esiste anche una dipendenza dai paesi europei. Per collegare alcuni siti tra Brasile e Argentina ed Ecuador e Colombia, la connessione deve attraversare l'Atlantico verso l'Europa per tornare quindi alla terraferma. Un paese come il Brasile, che è ormai diventato la quinta economia del mondo ed è ora una potenza economica a livello globale, vive una situazione di dipendenza rispetto alla comunicazione via Internet: il 46% del suo traffico Internet internazionale proviene dall’estero e di questo ben il 90% fa una fermata negli Stati Uniti.

Per quanto riguarda la regione nel suo insieme, l'80% del traffico dati internazionale dell'America Latina passa attraverso gli Stati Uniti, il doppio rispetto all’Asia e quattro volte in più rispetto all’Europa. Questa eccessiva dipendenza rende la comunicazione più costosa. Il ministro dell'Industria e dell'Energia dell'Uruguay, Roberto Kreimerman, dopo la riunione di Asunción ha dichiarato che tra il 30 ed il 50% dei costi di interconnessione corrispondono a pagamenti a società che offrono servizi di connessione con i paesi più sviluppati.

Il primo passo concordato sarà quello di rilevare e mappare tutte le reti esistenti in ciascun paese dell’area. A partire da questo verranno stabilite tre fasi: la connessione dei punti fisici ubicati alle frontiere, alcuni dei quali sono già collegati da quest'anno come per esempio è avvenuto in: Argentina, Paraguay, Bolivia, Uruguay e Venezuela. Nella seconda fase le società di telecomunicazioni statali come la brasiliana Telebras e l’Argentina Arsat, e le società private, poseranno la spina dorsale delle loro reti e nelle terza e ultima fase, verrà estesa la connessione ai paesi vicini.

Alla frontiera verranno creati i Punti di Intercambio del Traffico ai quali potranno connettersi le aziende. L'anello in fibra ottica si estenderà per 10 mila chilometri e verrà gestito dalle imprese statali di ciascun paese facendo sì che le comunicazioni siano più sicure ed economiche. Paulo Bernardo, ministro delle comunicazioni del Brasile, a cui fa capo l'agenzia statale che ha preparato il progetto, ha dichiarato che con l'anello di fibra ottica indipendente: "saremo meno vulnerabili agli attacchi in caso di attentato così come si vedranno maggiormente protetti i dati d’importanza ufficiale e i dati militari".

Il collegamento diretto aumenterà tra il 20 e il 30% la velocità di trasmissione dati tra i paesi del Sud America riducendone significativamente il costo. L’investimento in questa prima fase sarà molto basso, circa cento di milioni di dollari, il che rende inspiegabile perché non sia stato fatto prima.

Autonomia e sovranità

Il progetto si completerà con l'installazione di più cavi sottomarini. Uno che unirà il Brasile (il paese maggiormente interessato) agli Stati Uniti entrando a Miami, Jacksonville o in Virginia passando per i Caraibi e consentendo così il collegamento di Colombia e Venezuela. Un altro collegherà il continente direttamente con l'Europa via Capo Verde e preferibilmente entrando via Amsterdam. Infine un terzo unirà Fortaleza (nel nord del Brasile) con l’Angola (Africa) e avrà una derivazione in Argentina e Uruguay.

Questa parte del progetto sarà effettuata da Eletrobras, l’impresa statale brasiliana responsabile per il piano nazionale di sviluppo della banda larga, un'iniziativa del governo federale per garantire l'accesso diffuso a tutta la popolazione prima della Coppa del Mondo di Calcio del 2014. L' obiettivo è quello di creare 40 milioni di accessi a banda larga fissa e 60 milioni a banda larga mobile.

Fonte: Economia Bolivia

19 febbraio 2014

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