mercoledì 12 febbraio 2014

Argentina: Tutte le balle dell'informazione di parte


Non smetto di sorprendermi per le notizie assurde che si leggono da settimane in rete in merito al potenziale default economico dell'Argentina. Mi sembra quindi il caso di fare delle precisazioni in merito.

L'Argentina non è al collasso, anzi, gode di una salute discreta rispetto a come fu ridotta nel 2001 a seguito di anni di gestione criminale avvallata dai soliti governi occidentali interessati. Ma ovviamente il cammino è ancora lungo e non libero da ostacoli (leggi: i soliti rompiballe che vorrebbero mettere le mani sulle risorse del paese e sul paese stesso). Questo non significa che stia benissimo, ma che sicuramente non corre gli stessi rischi che dovette affrontare nel 2001.

La svalutazione del 20% del pesos argentino avvenuto i primi giorni di gennaio, non è un meteorite imprevisto caduto dal cielo, ma il frutto di una precisa scelta del governo per tentare di compensare la fuoriuscita dei capitali in atto in questi giorni. Infatti, come sanno bene gli addetti ai lavori nel settore finanziario, mentre progressivamente la Fed (Federal Reserve) riduce l'iniezione di liquidità nel sistema finanziario e nel contempo aumenta gli interessi, tanto più velocemente gli investitori sposteranno le loro risorse negli USA con la prospettiva di avere maggiori guadagni.

In un altra prospettiva, questa manovra potrebbe essere letta anche come un piano intenzionale e preciso per tentare di boicottare i progressi che stanno avvenendo in America Latina. E qualcuno la vede proprio così, e come dargli torto...

Ad ogni modo, nel 2001 quando vi fu il default dell'Argentina, gli investitori stranieri sottrassero almeno il 25% degli investimenti realizzati nel paese, ed in poche ore, una manovra che annienterebbe qualsiasi nazione. In questo momento, gli investitori stranieri posseggono solo un misero 1% investito nel sistema paese Argentina, e per quanto anche questa sia una cifra che se sottratta repentinamente possa creare dei problemi, chiunque capisce benissimo che non ha niente a che vedere con la situazione del 2001.

Notevole è stato il discorso che la Cristina Fernandez de Kirchner ha pronunciato durante la CELAC tenutasi a Cuba, e di cui i media occidentali soprattutto europei non hanno assolutamente parlato. In sintesi ha dichiarato che non gliene frega nulla di PIL e indicatori economici vari, gli unici indicatori che gli interessano sono il benessere e la qualità della vita delle persone. Che crolli o meno la borsa non gli importa un accidente, quello che gli importa è che il suo popolo, quando va a fare la spesa, sia in grado di riempire la borsa con il cibo di cui ha bisogno. Populista? Forse sì, ma questi sono i discorsi che mi piacciono.

Fonte: Pagina12
Fonte: Telesur

12 febbraio 2014

CONDIVIDI

E se vuoi continuare a leggere...

Argentina: Tutte le balle dell'informazione di parte
4/ 5
Oleh

RICEVI LE NOVITÀ

Un punto di vista differente...