lunedì 27 gennaio 2014

Vivere a Cuba: Cosa prospetta il futuro?


No… non crediate che vi dica che è giunto il momento di trasferirsi a vivere a Cuba, è ancora troppo presto, sia per tutti i Cubani che vivono fuori che per gli stranieri che potrebbero essere interessati a stabilire la propria residenza sull’isola dei Caraibi.

Tutti i piccoli cambiamenti che il Governo cubano sta realizzando non hanno ancora creato quella condizione minima che possa rendere conveniente o almeno accettabile la prospettiva di andare a vivere a Cuba. Tuttavia, le riforme continuano ininterrottamente.

Recentemente, come tutti sanno, il Governo di Cuba ha liberalizzato la vendita di automobili nuove e usate e addirittura ha creato una sua web nella quale è possibile incontrare il veicolo che più interessa. La vendita di immobili tra privati è già una realtà da alcuni anni e anche se i prezzi sono ancora decisamente troppo alti, come direbbe Galileo qualcosa si muove.

Negli ultimi mesi, inoltre, sempre il Governo cubano ha annunciato l’inizio del procedimento che porterà ad eliminare le due monete il CUC e il CUP. Sarà un cammino lungo anche questo, e molti temono che si ritorcerà contro gli stessi cubani traducendosi in un brutale aumento dei prezzi, ma tuttavia nel giro di un paio d’anni dovrebbe restare una sola moneta valida tanto per i cubani che per gli stranieri e in teoria dovrebbe trattarsi del CUC. Le due monete infatti avevano contribuito a creare troppa disuguaglianza sull’isola, e tutti sapevano che prima o poi una delle due sarebbe sparita.

Internet finalmente nelle case dei cubani?

Oggi finalmente, se tutto sarà confermato, la web dei cubani residenti a Miami pubblicava che nel secondo trimestre del 2014 finalmente Etecsa, la compagnia telefonica di Cuba, porterà internet nelle case private a Cuba. Ora, non è chiaro ancora con che modalità e a quale prezzo, però è comunque una buona notizia dato che almeno chi come me ha una moglie cubana, sa perfettamente quanto possa essere difficile comunicare con la famiglia di lei sull’isola.

Infine, sono ormai mesi che si susseguono le voci di chi chiede, soprattutto in Europa, la normalizzazione dei rapporti con Cuba e una maggiore apertura. Anche in America Latina aumentano sempre di più le prese di posizione a favore del miglioramento dei rapporti con la maggiore delle Antille. In questi giorni, infatti, Cuba ospita il convegno della CELAC (Comunità degli Stati Latino Americani e Caraibici) di cui Cuba è presidente, e appena giunto sull’isola il presidente messicano Enrique Peña Nieto, ha dichiarato di volersi trattenere alcuni giorni al termine del convegno per discutere con il presidente Raul Castro tutta una serie di misure per migliorare, ampliare e rafforzare i rapporti tra i due paesi.

UNASUR e CELAC sempre più vicini

In questa occasione anche il Segretario della UNASUR (Unione degli Stati Sudamericani) Alí Rodríguez, ha dichiarato che UNASUR e CELAC devono implementare strategie congiunte per rafforzare i vincoli tra i popoli latinoamericani e migliorare l’integrazione regionale. Inoltre, Dilma Rousseff e Raul Castro, sempre in  questa occasione hanno inaugurato il Porto di Mariel. Un progetto ambizioso nel quale il gigante sudamericano ha investito molti soldi nella creazione di un polo industriale che sfrutta la Zona Franca di Mariel, non distante dalla capitale l’Avana, dove arriveranno merci e si assembleranno prodotti che verranno inviati in tutta l’area del centro e Sud America.

C’è insomma tanta carne al fuoco, come si dice in Italia, e sicuramente tutto questo fervore produrrà dei cambiamenti importanti nel prossimo futuro per Cuba e tutta l’area dei Caraibi e dell’America Latina. Io sono abbastanza positivo in merito, anche se sicuramente il cammino sarà molto lungo e non esente da errori e dolori. Ma credo sinceramente che sia cominciata una nuova era per Cuba e per tutta l’area ed il mio augurio è che finalmente i popoli che fino ad ora hanno sofferto per delle scelte geopolitiche ed economiche fatte a misura e a vantaggio dei soliti noti, finalmente possano iniziare a sentirsi padroni delle loro terre, delle risorse di cui dispongono e del loro futuro. Quindi è ancora troppo presto per pensare di andare a vivere a Cuba, ma forse, qualcosa si sta muovendo.

27 gennaio 2014

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