giovedì 30 gennaio 2014

Italia: Segua l’esempio dell’Ecuador e dalla sua Rivoluzione Cittadina


La Rivoluzione Cittadina, un concetto tipicamente ecuadoriano creato dallo stesso attuale mandatario e guidata appunto dal presidente Rafael Correa, ha compiuto mercoledì 15 Gennaio scorso sette anni da quando è stata lanciata come progetto dall’attuale Governo.

La Rivoluzione Cittadina si è stabilita in Ecuador il 15 gennaio 2007, con l' obiettivo di realizzare la rifondazione dello Stato ecuadoriano e consolidare il progetto sociale che cerca di costruire il socialismo del Buen vivir (vivere bene). Che secondo quanto afferma Rafael Correa, significa: libertà, mercato e autonomia ma nel rispetto dell’equità e sempre rigorosamente sotto il controllo dello Stato che si preoccupa di tutelare gli interessi della collettività.

Questo progetto politico, come spiega Galo Mora, segretario generale di Alianza PAIS, ha come sua priorità gli esseri umani al di sopra del capitale e le azioni del governo devono essere atte a rendere fattibile la costruzione di uno Stato al servizio della maggioranza dei cittadini.

In questi sette anni, la Rivoluzione Cittadina ha saputo costruire un processo di cambiamento radicale per creare il socialismo del Buen vivir : una società più inclusiva, compassionevole e giusta, e ha saputo promuovere la libertà basata sulla giustizia, la democrazia, la pace e relazioni più eque basate nel benessere comune.

Le conquiste della Rivoluzione Cittadina sono evidenti e sotto gli occhi di tutti. Così, come per esempio in un atto senza precedenti, si è adottato democraticamente nel 2008 la nuova Costituzione di Montecristi, che riconosce, prima in assoluto tra tutte le costituzioni, come soggetto a cui vengono riconosciuti diritti civili: la natura stessa.

Per il segretario nazionale della Pianificazione e dello Sviluppo, Pabel Muñoz, il Piano nazionale diretto a fare in modo che  sempre un numero maggiore di persone possano “vivere bene” e i cui assi centrali sono gli  esseri umani, la vita e la natura, è il modello di sviluppo su cui basarsi in Ecuador.

Il suo punto centrale era riportare la gestione della cosa pubblica nelle mani dei cittadini , così ora si è implementato un sistema di programmazione decentrata e partecipativa che si sincronizza con gli obiettivi nazionali, a breve e lungo termine.

Muñoz, non esita a garantire che la Rivoluzione Cittadina sia riuscita a salvare lo Stato ecuadoriano dalla condizione, metaforicamente parlando, di sequestro nella quale lo mantenevano di fatto alcuni centri di potere, e ripristinare l'ordine pubblico senza dover seguire i consigli interessati delle varie organizzazioni internazionali: vedi FMI, Banca Mondiale, etc.

La rivoluzione costituzionale, la lotta alla corruzione, la rivoluzione economica , la rivoluzione nella politica sociale, il salvataggio della dignità, il recupero della sovranità e il perseguimento dell'integrazione latinoamericana, sono stati i primi obiettivi di governo che Alianza PAIS si era preposta e che fanno parte del Piano Nazionale di Sviluppo o se preferite per realizzare il Buen Vivir per tutti.

Nel novembre del 2010 si ampliano gli orizzonti con due nuove rivoluzioni aggiuntive: la rivoluzione ecologica e la rivoluzione della giustizia.

Il Socialismo del Buen Vivir tanto caro al presidente Correa e le forti convinzioni da parte di tutti durante tutto questo periodo che hanno guidato le azioni della Rivoluzione Cittadina sono : il ritorno dell'essere umano al centro della politica, dello Stato e dell'economia, una redistribuzione più equa della ricchezza e il riconoscimento dei diritti della società e della natura.

Inoltre, l'equità, la libertà e la felicità sono i valori fondamentali su cui basarsi perché il processo di trasformazione globale in atto nel paese non perda il suo orizzonte umano.

La mia opinione

Dato che questo articolo tradotto dallo spagnolo potrebbe sembrare un poco propagandistico, vi faccio notare che l’ONU e tutti gli organismi internazionali anche di parte e non propriamente amici dell’Ecuador, confermano che la trasformazione del paese è avvenuta. Si è ridotta la povertà, si è investito in scuola e sanità migliorando sensibilmente la qualità della vita degli ecuadoriani. Paese di forte emigrazione in passato, ora l’Ecuador sta ricevendo una fortissima immigrazione. Non tornano solo gli emigranti che se ne erano andati in passato, ma arrivano anche spagnoli, europei e addirittura anche molti statunitensi che scelgono di stabilirsi in Ecuador per garantirsi una migliore qualità della vita. Pensateci: andare a vivere in Ecuador non sarebbe proprio una idea tanto assurda.

E l’Italia, presa com’è dai suoi perenni rigurgiti gastrici, e persa in problemi inesistenti nel tentativo di salvare l’insalvabile, e cioè gli interessi e i privilegi di pochi che spesso li hanno conquistati in modo discutibile, potrebbe prendere esempio. L’alternativa è il suicidio in atto.

Fonte: El Ciudadano

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