domenica 26 gennaio 2014

Fuerteventura: 9 morti sospette tra Tuineje e il resto dell'isola


Quelli di voi che vivono alle Canarie o che desiderano venire a vivere alle Canarie forse non condividono questo mio stile, cioè quello di chi racconta cosa accade veramente nelle isole e nel resto del mondo attingendo alle notizie locali e cercando di essere il più possibile neutrale. Forse pensate che si debba sempre essere positivi e solari e che la cronaca vada lasciata ai quotidiani. Ma io credo che sia essenziale essere obiettivi e cercare di vedere e capire tutto ciò che accade intorno a noi e nel mondo, perché tutto ciò che accade, anche se può sembrare il contrario, ci serve, proprio come ogni singolo pezzo di un mosaico, per costruirci una immagine il più possibile realistica e obiettiva di come è e come forse sarà il nostro mondo domani.
Costa Calma Fuerteventura

Fuerteventura e i nove morti degli ultimi tre mesi

Negli ultimi tre mesi, sull’isola di Fuerteventura, sono morte 9 persone giovani in circostanze che gli addetti ai lavori definiscono: strane. In realtà, temendo il diffondersi del panico, si preferisce parlarne il meno possibile. I sanitari e gli investigatori propendono, anzi sono certi, che si tratti di suicidio in tutti i casi. Anche se molti di questi giovani non avevano mai presentato particolari problemi.

Ma ciò che mi pare più interessante in tutto questo è che dopo avere letto la notizia e di seguito i commenti degli abitanti dell’isola, proprio da questi ultimi si estrae una fotografia molto interessante e per certi versi preoccupante della situazione sociale che si sta vivendo in questi mesi in Spagna. Molti commenti infatti, sottolineano che ormai in tutta la Spagna e non solo nelle isole Canarie, la disperazione è altissima ma che non riesce a concretizzarsi in una reazione netta e precisa verso l’esterno. Insomma, la gente si sente sola, disperata, senza lavoro e senza futuro e quindi ecco che si innesca il meccanismo che porta all’autodistruzione.

Pensateci, se state pensando di trasferirvi alle Canarie, perché con il 38% di disoccupazione locale le possibilità reali di trovare un lavoro alle Canarie, credo abbiate capito benissimo da soli, che sono davvero esigue. Se invece state pensando di avviare una attività autonoma o una società, il mio consiglio è che abbiate, come noi che lavoriamo nel web, dei clienti e quindi un reddito che venga dall’esterno (estero), perché altrimenti se pensate di costruirvi un reddito puntando sul turismo o sui clienti locali potreste restare delusi. Perché è vero che negli ultimi mesi il turismo alle Canarie ha registrato record assoluti negli arrivi, ma è anche vero che questo è avvenuto grazie al taglio dei prezzi e all’offerta del “tutto incluso”, con la conseguenza che non si genera molto indotto per le attività esterne agli hotel.

Bed and Breakfast nelle isole Canarie

Insomma, se proprio volete avviare una attività autonoma nelle isole Canarie il mio consiglio è di aprire un Bed & Breakfast. Potreste così ritagliarvi una vostra nicchia di viaggiatori, magari provenienti dal mercato italiano. No ascoltate chi vi dice che la licenza non è contemplata dalla legislazione locale, credetemi, l’abbiamo ottenuta con un amico canario che gestisce il suo in centro a Las Palmas e le cose gli vanno a gonfie vele. Basta chiamarlo “hotel rural” o “casa de campo” e se poi la casa è in centro città, allora “casa historica”. Dovete recarvi al Patronato del Turismo (presso il Cabildo) locale e fare la “Solicitud” (Domanda) per avere l’approvazione di inizio attività con una delle seguenti strutture:

hotel rural (albergo rurale o nostro agriturismo)
casa de campo (casa di campagna)
casa historica ( una struttura vecchia o di alto valore culturale se in città)

Il requisito fondamentale è che la struttura sia stata costruita prima del 1950 oppure, ora hanno aperto a nuove possibilità, una struttura in stile canario immersa in un contesto ad alto valore storico e culturale.

Pagare le tasse nelle isole Canarie

Infine, ricordate sempre che anche nelle isole Canarie si pagano le tasse. Meno rispetto all’Italia, questo sì, ma si pagano. Anche se doveste ottenere per esempio l’iscrizione al registro ZEC, che vi permette di pagare come società solo il 4% di tasse sul reddito, tuttavia questo vale solo fino al momento in cui non prelevate il denaro dal conto della società per usarlo privatamente oppure non si applica al compenso che per legge si devono attribuire i soci della società. In questi casi intervengono le normali aliquote di tassazione correnti.

Il personale che dovreste assumere come impresa ZEC (5 persone nelle isole maggiori e 3 nelle minori) deve essere residente nelle Canarie. Questo personale può includere voi, il vostro coniuge e gli altri soci della società, se vivono nelle isole Canarie come residenti. Ma se non completate così il requisito minimo di 3 o 5 assunti, le persone aggiuntive vanno assunte pescando nel serbatoio della “Bolsa de Empleo”, (ufficio di collocamento locale). Inoltre, ricordate che i requisiti minimi per ottenere l’iscrizione al registro ZEC (investimento di 100.000 euro nelle isole maggiori e assunzione di 5 persone e 50.000 euro nelle isole minori e assunzione di 3 persone) sono “minimi”, e cioè, vi servono solo per avere l’iscrizione il primo anno. In seguito dovrete progressivamente aumentare gli investimenti ma ANCHE assumere più personale. Pena, rischio di cancellazione dal registro e conseguente perdita del beneficio fiscale.

Credetemi, ho perso 8 mesi in giro per uffici a trattare con i funzionari della ZEC a Las Palmas per fare ottenere l’iscrizione ad una azienda e quindi so come funziona. Era il 2010, e a meno che non siano cambiate le cose, questi sono i requisiti fondamentali. Buon trasferimento alle Canarie per tutti allora!

26 gennaio 2014

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Oleh

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