lunedì 6 gennaio 2014

Europa: 5 motivi di preoccupazione per il 2014


L'anno scorso è stato il meno tumultuoso per la zona euro, da quando la Grecia ha rivelato il suo enorme buco di bilancio nel 2009. E l’opinione comune è che il 2014 sarà altrettanto calmo.

Spagna , Italia e Portogallo stanno emergendo dalla recessione e la Grecia dovrebbe seguirne l'esempio quest'anno iniziando anche lei una lenta crescita.

Eppure ci sono molte ragioni per essere cauti.

Elezioni UE

L'alta disoccupazione, l'austerità e la crescita anemica offrono ancora la cornice ideale perché alcuni movimenti estremi possano guadagnare terreno alle prossime elezioni parlamentari europee di maggio.
Alcuni prevedono che un gruppo di partiti anti euro, tra cui il Fronte Nazionale in Francia, il UKIP in Gran Bretagna, Syriza in Grecia e il Partito della Libertà olandese potrebbero essere in grado di ottenere circa il 20% dei voti.

Questo potrebbe avere l’effetto di esercitare delle pressioni sui principali gruppi di partito dell'Unione portandoli a virare a destra e a sfidare la capacità dell'Europa di integrarsi ulteriormente, dato che il nuovo parlamento dovrà pronunciarsi sulla maggior parte della legislazione che sostiene la UE.

Alastair Newton, analista politico per conto di Nomura Securities, afferma che un panorama di questo genere potrebbe complicare la nomina di una nuova Commissione Europea così come potrebbe anche rallentare o peggio, arrestare, il processo che dovrebbe portare all’unione bancaria in ambito UE.

Stress test sulle banche

La UE è arrivata corta sul piano iniziale di realizzare l’unione bancaria, e questo è evidente che rappresenti un punto a sfavore in merito alla prevenzione di future crisi finanziarie.

La BCE pubblicherà i risultati degli “stress test” sui grandi gruppi bancari europei prima di assumerne il controllo nel mese di novembre di quest’anno.

La scopo principale dei test sarà di determinare quali banche sono già state ricapitalizzate e in quale misura. In questo modo, i prestiti resteranno congelati fino a quando non si avranno i risultati dei test, e questo non può che avere un ulteriore impatto negativo sul recupero economico dell’unione e, l’attuale struttura del sistema bancario restando in queste condizioni ancora a lungo potrebbe scatenare una nuova crisi.

Tribunale Costituzionale Tedesco

La ragione principale per essere tranquilli circa la zona euro è l’apparente riluttanza da parte dei mercati di mettere alla prova la rete di sicurezza messa in campo dalla BCE. Ogni eventuale falla che si riscontrasse nella stessa cambierebbe i termini del gioco in un attimo.

La Corte Costituzionale tedesca si pronuncerà presto sul programma di acquisto di bond della BCE, il cui meccanismo non viene ancora utilizzato per proteggere la zona euro. La corte con sede a Karlsruhe non ha sempre e solo scelto di rifiutare apertamente le misure anti crisi, ma piuttosto ha cercato di fare in modo di scegliere dei percorsi che garantiscano al Bundestag (parlamento) di avere un maggiore controllo della situazione.

Ma se dovesse scegliere l’opzione più dura, il mercato obbligazionario potrebbe dichiarare aperta la guerra finanziaria ai paesi membri più deboli dell’euro, causando una nuova crisi.

Le riforme

La BCE ha sempre detto che sta prendendo tempo per permettere ad alcuni paesi di mettere in ordine i loro bilanci, fare le necessarie riforme strutturali per arginare i debiti e tornare così ad essere competitivi.

I principali focolai di resistenza al cambiamento sono: l'Italia, che è rimasta ferma per oltre un decennio e ha un governo di coalizione che potrebbe perdere la coesione e così si arresterebbe il processo delle riforme, e la Francia, che è sull'orlo di una nuova recessione.

"La Francia rimane l' unica grande economia europea che è afflitta da gravi problemi di salute e non ha ancora fatto molto per curarsi ", ha detto il portavoce di Berenberg Bank nella sua revisione annuale della zona euro.

Il presidente Francois Hollande ha approfittato del discorso di fine anno per offrire alle aziende la possibilità di beneficiare di uno sconto fiscale se assumono più lavoratori. Ma con i livelli di popolarità ai minimi storici, è improbabile che ottenga dei buoni risultati.

Nel frattempo l'austerità si fa sempre più pesante in Grecia, il paese che ha scatenato la crisi del debito.
La  coalizione di governo si rifiuta di approvare ulteriori tagli e avrà bisogno di una qualche forma di riduzione del debito per mettere le proprie finanze su un percorso sostenibile, e dal momento che la maggioranza parlamentare è scesa, nei sondaggi si da in crescita la sinistra estrema di Syriza che è notoriamente anti euro.

Deflazione

Se dovesse prodursi la deflazione nella zona euro (sottolineiamo Se) questa rappresenterebbe la minaccia più terribile di tutte, dato che renderebbe reale la prospettiva del concretizzarsi di un decennio perduto in stile giapponese per tutta la UE che non farebbe altro che incrementare i debiti nazionali rendendoli ancora più difficili da pagare.

Una discesa dell'inflazione della zona euro ad appena lo 0,7% ha spinto la BCE a tagliare i tassi di interesse nel passato mese di novembre, ma molti dei membri della banca centrale sono visceralmente contrari alla immissione spregiudicata di denaro nel sistema finanziario che finalmente ha ridato vita all'economia del Giappone.

Ma anche senza la deflazione, eventuali slittamenti nella riduzione del debito e nell’implementazione delle riforme strutturali, potrebbe richiedere ulteriori interventi da parte della BCE.

La storia della crisi della zona euro mostra che mentre i politici perdono il loro senso dell’urgenza quando la pressione diminuisce, si affrettano invece a mettersi sulla difensiva appena si sentono pungolati di nuovo.
"Il 2014 si prospetta più impegnativo e pericoloso per i mercati finanziari della zona euro rispetto al sorprendentemente calmo 2013 ", ha detto Russell Jones, economista presso Llewellyn Consulting a Londra.

6 gennaio 2014

Fonte: Susan Fenton Business Insider

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