martedì 28 gennaio 2014

Cuba e CELAC: Risorse non rinnovabili serviranno a eliminare la povertà


Con queste parole il presidente di Cuba Raúl Castro, ha aperto il convegno della CELAC (Comunità di Stati Latinoamericani e Caraibici) che si tiene in questi giorni a l’Avana.

Di questo summit ovviamente i media occidentali non dicono nulla, qui importano solo i vari: Davos, G8, 9, 10, 20 etc. Ma a parte le Troike varie i Bilderberg e quant’altro, che per altro parlano solo in termini di PIL, percentuali varie e dati ampiamente opinabili, senza mai far trapelare un messaggio chiaro che oltre a sollevare gli animi dovrebbe anche riuscire a comunicare ai popoli le reali intenzioni e la portata delle decisioni prese da questi signori, è proprio nelle parole che si percepisce la differenza.

La regione (America Latina) conta con delle risorse naturali non rinnovabili molto importanti: acqua dolce, riserve minerali, terre coltivabili e boschi naturali. Queste ricchezze devono convertirsi nel principale motore economico che eliminerà la povertà e la disuguaglianza”. Queste le parole di Castro all’apertura del convegno della CELAC.

Si può dargli torto? Il messaggio non è forse chiaro?

Il messaggio sottintende che l’America Latina è proprietaria di risorse enormi da sempre, ma che però non ha mai avuto la possibilità di gestirle con piena sovranità. E per questo motivo i presidenti riuniti all’Avana hanno sottolineato l’importanza di continuare a cooperare tra loro, difendere la sovranità e l’indipendenza dei loro paesi applicando sempre lo spirito della solidarietà.

Purtroppo, a causa di una serie di manovre finanziarie che stanno avvenendo in questi giorni nel mondo occidentale, alcuni paesi (Argentina e Brasile in primis) potrebbero doverne pagare delle tristi conseguenze. Sembra come se il solito “gatto” non ne voglia proprio sapere di permettere al “topo” di vivere la sua vita in santa pace, ma pretende sempre e comunque di consideralo solo come cibo a sua disposizione …

Ad ogni modo, lo spirito di unità e collaborazione tra i maggiori paesi dell’area è sempre più forte e vivido, e questo lascia ben sperare. L’America Latina dispone di una quantità di risorse tali che insieme al capitale umano potrebbero trasformare l’area in uno dei centri economici più importanti del mondo, e credo che le sempre più numerose aperture tra i diversi paesi possano solo confermare che questa possibilità non è poi così remota.

Sono sempre più convinto che quando si tratta di abbandonare l’Italia per trasferirsi all’estero, le opportunità migliori siano offerte proprio dall’America Latina o centrale. Andate pure a vivere in Brasile, in Costa Rica, in Ecuador o a Panama. Oppure potete scegliere di andare a vivere in Messico. La mia opinione è che l’Europa per i prossimi vent’anni resterà solo terra d’emigrazione in continua decadenza.

Fonte: Telesur

28 gennaio 2014

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Oleh

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