venerdì 17 gennaio 2014

Costa Rica: Probabile svolta a sinistra nel 2014?


Tra i vari paesi sudamericani che durante il 2014 dovranno affrontare le elezioni presidenziali e determinare la nuova direzione che prenderanno politicamente vi è anche il Costa Rica. Infatti, con la sorpresa di tutti, un paese governato spesso dalla destra o al limite dal centro, vedi l’esempio dell’attuale presidente Laura Chinchilla, e che per anni è stato uno degli avamposti USA nella regione, ora sembra spingere per spostarsi anche lui a sinistra: e che sinistra. Il candidato della sinistra estrema, il Fronte Ampio, contende la poltrona presidenziale al candidato della destra Johnny Araya.

José María Villalta Florez Estrada (36 anni) sapeva che, essendo l'unico deputato del suo partito il Fronte Ampio, la sua candidatura poteva essere vista come una delle tante per attirare l'attenzione e ottenere le risorse necessarie per vincere alcuni seggi nella Assemblea Legislativa, non immaginava neppure lontanamente di potere ambire alla poltrona presidenziale. Nella possibilità che lui diventi il sostituto di Laura Chinchilla nelle elezioni del 2 Febbraio 2014 non ci credeva neppure il suo stesso partito.

Eppure, ad un mese dal termine dei comizi presidenziali e legislativi, il giovanissimo Villalta, si è convertito nel rivale diretto del candidato del Partito di Liberazione Nazionale, Araya. Così che, esistono buone probabilità che anche nel paese centroamericano possa verificarsi una svolta epocale a sinistra.

Per avere un idea dell’aria che tira da quelle parti, dando un rapido sguardo al programma di governo che ha presentato Villalta, basti pensare che si parla di controllare i prezzi degli affitti e dei medicinali e di ridurre i latifondi, ridistribuendo la terra e, se necessario, di ESPROPRIARE delle proprietà private "nel rispetto della Costituzione". Inoltre, propone una rinegoziazione dell'accordo di libero scambio (FTA) con gli Stati Uniti, che è entrato in vigore 5 anni fa dopo una dura disputa nel 2007, quando una ristretta vittoria del "sì" nel referendum che ha polarizzato il Paese lo autorizzò. Quando gli è stato chiesto se le sue proposte fossero socialiste, comprendendo che la parola in sé ha il suo costo politico, ha risposto con un eufemismo: "Si tratta di un piano di governo volto a sociale".

Se siete interessati alla possibilità di andare a vivere in Costa Rica è bene che teniate in considerazione anche i cambiamenti politici che potrebbero verificarsi. Vedete, anche se non dovesse vincere la sinistra estrema in queste elezioni, il fatto stesso che il suo candidato abbia raggiunto il rush finale segnala che all’interno della popolazione costaricana vi è un profondo malumore che prima o poi si manifesterà in un brusco cambiamento. E dopo tanti anni di neoliberismo, potrebbe nascere un nuovo Costa Rica dove magari si ridisegneranno gli equilibri ai danni di alcuni.

17 gennaio 2014

Fonte: El País

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