domenica 12 gennaio 2014

Colpo di stato in Francia? Hollande dovrà dimettersi?!


Direte, ma cosa centra con la roba di cui scrivi nel blog. Ehhhh… centra. Vedete, in Europa, a differenza dell’America Latina (ecco perché centra), l’unico pesce grosso che per il momento non accettava gli ordini dei cosiddetti poteri forti (chiunque essi siano) era ed è, ancora per il momento, il Presidente francese Francois Hollande. Lui ha alzato le tasse per i più ricchi, ha aumentato la spesa pubblica invece di ridurla, ha rifiutato di ridurre il deficit. Insomma: ha veramente applicato la sovranità nazionale, al contrario dei vari camerieri tutti in fila prostrati (mi riferisco al resto dei governi europei).

Ora è in atto, forse, (ma a pensare male si fa sì male ma ci si azzecca sempre, diceva il nonno) un abile manovra destabilizzante nei confronti del Presidente Hollande. Il copione è sempre lo stesso: un amante per lui (chi non ne ha avuto una), si incontravano in una casa di proprietà della malavita (quali politici e di quali paesi non hanno mai avuto a che fare con la criminalità organizzata, Italia docet), ora la moglie si sente male e finisce in ospedale… bla, bla, bla. I dettagli li risparmio dato che li trovate in ogni quotidiano; quelli che servono il sistema s’intende.

Tutta questa fuffa mi ricorda altri casi celebri, a parte il caso nostrano più recente di chi è caduto anche in parte per uno scandalo sessuale. Il caso Clinton-Levinsky per esempio, dove lui e la moglie sono stati costretti a facilitare l’abolizione del Glass-Steagall Act, quello per intenderci voluto da Roosvelt dopo la crisi del 29 per limitare il potere delle banche, ricattati dai repubblicani che minacciavano l’impeachment. Poi ricordo il caso Dominique Strauss Khan, ex presidente dell’FMI (Fondo Monetario Internazionale), denunciato per molestie sessuali a New York quando pochi mesi prima aveva avanzato l’ipotesi di eliminare in parte il dollaro come valuta di riferimento dell’FMI stesso e utilizzare anche l’euro.

La lista dei casi simili sarebbe interminabile.

Il fatto è che, forse mi sbaglio, ma questi che alcune penne dell’informazione moderna chiamano “I padroni del mondo”, si tratti del Bilderberg, della Troika, delle banche o di chicchessia, ormai non hanno proprio più alcuna fantasia e creatività. Ora, anche un cerebroleso potrebbe iniziare a insospettirsi a fronte di questo copione che si ripete all’infinito e che è in stile sceneggiata napoletana o telenovela brasiliana, dove c’è quasi sempre un lui e due lei o un lui e una lei vittima di…

Insomma, sembra proprio che vogliano togliere di mezzo Hollande perché rompe i cosiddetti. Come si e tentato di togliere di mezzo a suo tempo Castro, e poi ultimamente Hugo Chávez, Rafael Correa, i Kirchener in Argentina e così via. Ma in America Latina non si è utilizzato il giochino dello scandalo sessuale ambiguo, nelle colonie si è preferito il solito tentativo di colpo di stato militare o non, sostenuto dai soliti inviati speciali e i signorotti feudali già presenti in loco.

Ma la solida, per ora, unione degli stati che da quelle parti dell’occidente (America Latina) vengono definiti la nuova sinistra, è rimasta intatta godendo di un sostegno immenso da parte della maggioranza della popolazione, checché ne dicano i vari detrattori in malafede. Perché vedete, anche se dalle nostre parti si parla di mancanza di democrazia, da quelle parti (America Latina in pieno sviluppo) si parla di “rivoluzione cittadina” con l’obiettivo di migliorare la vita di tutti “El Buen Vivir” del mio amato Presidente Rafael Correa (Ecuador), “rivoluzione bolivariana” in Venezuela, dove nonostante le difficoltà nessuno può negare che si sia ridotta la povertà, ridistribuita la ricchezza e aumentata l’alfabetizzazione.

Quando tutti questi signori sono arrivati al potere, i Kirchener in Argentina, Lula in Brasile, Correa in Ecuador, Chávez in Venezuela, questi paesi erano sull’orlo del baratro con la stragrande maggioranza della popolazione in condizione di povertà estrema, senza accesso a educazione e sanità e tanto meno lavoro. L’economia era sul lastrico nonostante le enormi risorse e il potenziale di questi giganti. Non è stato facile, i problemi sono ancora enormi e si sono anche commessi degli sbagli. Tuttavia, come confermano i dati ONU, la povertà si è ridotta sensibilmente, l’economia è migliorata ed ora vaste fasce di quelle popolazioni hanno accesso a cose che solo ieri non potevano neppure immaginare. Ma i pennivendoli e gli intellettuali che rispondono al telecomando remoto dei loro padroni, dalle nostre parti continuano sempre e solo a sottolineare la pagliuzza nell’occhio dei vari “dittatori”, come amano definirli. A volte mi chiedo se si rendono conto di quanto siano anacronistici, mi riferisco ai nostri intellettuali e comunicatori vari.

Il problema risiede, secondo me, nell’illusione della democrazia. Che io definisco “idiocrazia”, cioè il governo degli imbecilli che non si rendono conto di essere presi per il ……..

La democrazia non esiste. Figuriamoci se miliardi di persone possano mai liberamente scegliere chi li governerà. E la logica della polarizzazione del popolo, diviso in destra e sinistra, risponde solo alla logica della vecchia strategia romana “dividi et impera”. Così milioni di imbecilli credono di prendere parte ad una vita democratica sorretta dall’alternanza e di avere anche, udite udite, voce in capitolo nel dialogo civile e politico perché si riconoscono nei cosiddetti ideali di questa o di quella parte, mentre nel frattempo i “padroni del mondo” (sempre chiunque essi siano) se la ridono e fanno di noi ciò che vogliono.

L’esempio latinoamericano ci insegna che quando un leader riesce a dare al suo popolo ciò di cui ha veramente bisogno, allora può anche verificasi un quasi plebiscito. Plebiscito non significa, secondo me, votare tutti la stessa persona o corrente (definizione letterale del termine), significa bensì unirsi tutti in un unico corpo sociale che lavora all’unisono per il bene di tutti anche se nel rispetto dell’individualità dei singoli. Pensateci…

Qualcuno obietterà che questo è ciò che avveniva in passato, con regni e dittature varie, e che ne abbiamo visto il risultato. Ma è davvero così? Realmente l’unica maniera di garantirci la libertà è quella di frammentare il potere in tante piccole parti e dividere la popolazione in due poli o più, per creare quella cosiddetta alternanza che ci protegge dall’orco cattivo rappresentato da una potenziale dittatura? E allora vi faccio una domanda: se domani arrivasse l’uomo della provvidenza che piace a tutti e che inaspettatamente il 100% degli elettori “democratici” vota, creando così un governo ed un parlamento senza opposizione, che si fa? Si invalida siffatto governo per i motivi di cui sopra, e cioè perché devono assolutamente esserci opposizione e alternanza? Io credo, ma forse mi sbaglio, che le palle che ci hanno raccontato in merito a democrazia, libertà, autodeterminazione e rappresentanza politica servono solo a distrarci dall’attività (e dall’identità) di chi tira realmente i fili che muovono i burattini che noi chiamiamo nostri rappresentati, i politici.

Non  so voi, ma io se le cose dovessero mettersi male (leggi: se in Europa dovessero affermarsi i poteri forti che ora stanno lavorando alacremente a questo proposito) non ho dubbi. Ora vivo alle Canarie, in Spagna ma non esiterò un istante a fare le valige e dirigermi in uno dei paesi che considero per lo meno un poco più liberi e civili di quelli europei e occidentali in genere. Potrei andare a vivere in Brasile, oppure in Ecuador. Ma non mi dispiacerebbe neppure andare a vivere in Uruguay. Sicuramente, dato che lavoro da casa, non avrò difficoltà a scegliere di pagare le tasse in un paese che rappresenta meglio le mie convinzioni. 

CONDIVIDI

E se vuoi continuare a leggere...

Colpo di stato in Francia? Hollande dovrà dimettersi?!
4/ 5
Oleh

RICEVI LE NOVITÀ

Un punto di vista differente...