lunedì 16 dicembre 2013

Scappare: Siti web e consigli per emigrare


Scappare è un termine che definisce un azione che si intraprende in ultima istanza per liberarsi di una condizione esistenziale che non si riesce più a sopportare. E in questi ultimi anni, causa la crisi ma non solo, direi anzi soprattutto a causa del degrado sociale e umano del Bel Paese, sono sempre di più le persone che non si limitano a sognare ma anzi, decidono di scappare da una condizione di vita che non amano più.


La fuga può essere classica, e cioè consistere nel trasferirsi a vivere e lavorare in un'altra città, paese o nazione estera, oppure può essere più sofisticata e come una sorta di trasformazione camaleontica che ci vede piuttosto cambiare l’approccio che abbiamo con la vita. Cambiare lavoro, andare dalla città alla campagna, scegliere di avviare un attività autonoma in proprio dopo aver lavorato per tanti anni da dipendenti.

La voglia di scappare è tanta e così diffusa a livello nazionale, da trasformarsi in un goloso mercato appetibile a molti. E guarda caso, non è strano che proprio in questi ultimi anni siano sorti tanti siti web che hanno proprio la fuga come elemento centrale della loro attività online. Ci sono quelli che vi spiegano nel dettaglio cosa dovete fare per trovare lavoro all’estero, ottenere un permesso di residenza o avviare un attività autonoma. Costi, burocrazia, possibilità e rischi, tutte informazioni copiate qui e la. Altri invece, preferiscono raccogliere le esperienze di tanti di voi che sono già scappati da qualche parte e pubblicarle nel loro sito così da offrire una panoramica il più possibile varia e completa sulle possibilità reali di stabilirsi nei diversi paesi, con tutti i rischi e vantaggi connessi.

Infine, ci sono quelli che come dei veri e propri avvoltoi, vi aspettano al varco offrendovi la loro consulenza, facendosi cioè pagare per accompagnarvi a fare ciò che, secondo me, dovreste essere in grado di fare da soli. Mi spiego: non voglio dire che il lavoro/assistenza di questi soggetti sia inutile, ma piuttosto, che dato il passo che vi accingete a fare, se non siete in grado di raccogliere, elaborare le informazioni utili da soli e quindi agire di conseguenza, come potete allora pensare di avere successo in un paese straniero dove lo spirito d’iniziativa e la capacità di arrangiarsi vi saranno indispensabili in seguito? Meglio restarsene a casa allora!

Perché ho deciso di creare questo sito

Allora mi chiederete, e tu a che categoria appartieni? Chissà, forse ad una di queste, ma non certo a quella di chi vi chiede del denaro in cambio di qualcosa che dovete imparare a fare da soli (se però nel frattempo mentre leggete i miei post mi fate qualche clic sulle pubblicità al lato, a voi non costa nulla ma io qualche centesimo lo racimolo … hehehe), tuttavia a parte gli scherzi, spero di riuscire nell’intento di stimolare quella parte di voi che vi fa riflettere; fattore indispensabile quando ci si accinge a prendere una decisione che ci può stravolgere la vita.

Cosa intendo. Che per decidere dove scappare e soprattutto come, quando e per andare a fare che cosa, non basta sapere qual è il paese più caldo, più bello o più forte a livello economico, ma anzi è, almeno secondo me, molto più importante conoscere se stessi per capire dove potremmo trovarci meglio, dove abbiamo maggiori possibilità di realizzarci ed essere felici ed infine, qual è il paese che da un punto di vista logico ha davanti a se una prospettiva di crescita costante, equilibrata e promettente. E questo non mi sembra sia lo spirito dei tanti siti che in rete trattano di questi temi.

Lo so che mi direte che quando non hai un lavoro sei costretto ad andare dove c’è lavoro, anche quando vorresti restare nel tuo paese; allora non ti fai troppi scrupoli. Ma è anche vero che buona parte della sofferenza che c’è al mondo è dovuta al fatto che la maggioranza di noi accetta di fare una vita che non vorrebbe perché crede che sia l’unica possibilità che ha per sopravvivere, e preferisce rimandare l’idea della felicità al futuro, quando non in maniera folle ad un fantomatico “paradiso” (i credenti), continuando a soffrire nel presente e contribuendo così insieme a milioni come loro a rendere questo nostro mondo sempre più grigio.

La felicità

La ricerca della felicità dovrebbe essere non solo un diritto, ma un dovere. Tante persone, magari più povere ma felici, insieme fanno un mondo più bello e piacevole in cui vivere. In questa ottica, io vorrei aiutarvi a comprendere che forse non è nel paese nel quale avete maggiori opportunità di trovare un lavoro sicuro e ben retribuito dove riuscirete a sentirvi realizzati ed essere più felici, ma magari esistono altre destinazioni meno prestigiose ma più promettenti guardando al futuro, dove con molto lavoro e buona volontà potreste riuscire a costruire qualcosa d’importante e sentirvi finalmente felici in un paese che considererete la vostra secondo patria e nel quale vi sentirete amati e rispettati.

16 dicembre 2013

CONDIVIDI

E se vuoi continuare a leggere...

Scappare: Siti web e consigli per emigrare
4/ 5
Oleh

RICEVI LE NOVITÀ

Un punto di vista differente...