lunedì 30 dicembre 2013

Perché l’Uruguay legalizza la cannabis?


Molti di voi avranno sicuramente appreso che il Governo dell’Uruguay ha finalmente deciso di legalizzare la produzione e la vendita di marijuana e di farsi carico della stessa gestendone il monopolio. Ma perché si chiederanno alcuni, in un mondo in cui la maggior parte dei paesi continua in maniera anacronistica a difendere la posizione proibizionista, questo piccolo paese del Sudamerica decide di andare controcorrente e lanciare il guanto di sfida al mondo intero?

Forse la risposta viene dall’articolo apparso in questi giorni sul sito d’informazione RT, il cui contenuto tradotto lo trovate di seguito.

Se l’esperimento dell’Uruguay ha successo nell’eliminare il traffico illegale di cannabis e la malavita legata ad esso, promuovendo un consumo responsabile e soprattutto pubblico (quindi controllato) di questa sostanza tanto per fini medici che per uso voluttuario, allora le altre nazioni non avranno più alcuna scusa per sperimentare anch’esse metodi alternativi alla proibizione.

Cannabis: Benefici pratici della legalizzazione della marijuana

I vantaggi della legalizzazione della cannabis sono evidenti, permette alle autorità di promuovere la salute pubblica in maniera più efficace, garantendo uno standard di qualità, e permette sempre alle autorità di regolamentare ed intervenire, se necessario, quando la sostanza è utilizzata in maniera impropria. Julio Calzada, capo del Consiglio Nazionale del Farmaco dell'Uruguay, è l'architetto della scelta politica, egli sostiene che la maggior parte della marijuana venduta nel paese è importata illegalmente dal vicino Paraguay e contiene sostanze chimiche, colla, e feci animali, oltre ad altri additivi destinati ad aumentare le proprietà del prodotto. Il suo piano è quello di far rispettare rigorosamente la qualità del prodotto e la quantità di THC -  principale sostanza psicoattiva della pianta - che dovrà essere circa tra il 5ed il 12 per cento. Lo Stato prevede anche di offrire consigli agli utenti sui modi più sicuri di consumare la sostanza, ad esempio attraverso la cottura in snack o utilizzando un vaporizzatore.

Le autorità stimano che la liberalizzazione produrrà tra gli 8 ed i 12 milioni di dollari di entrate fiscali (ricordate che l’Uruguay ha solo poco più di 3 milioni di abitanti), che saranno destinati a programmi di sensibilizzazione e trattamento dei consumatori di sostanze più pesanti. I benefici per l'economia uruguaiana sono innegabili, dato che il Governo prevede di dare ai privati la licenza per la coltivazione e quindi gli stessi poi venderanno allo stato il prodotto finito. La scelta dell'Uruguay potrebbe essere considerato un tabù in molte altre parti del mondo, ma dato che la politica dovrebbe rappresentare una risposta alle condizioni del mondo reale e le politiche proibizioniste sono chiaramente fallite facendo sprofondare alcuni paesi nel disagio sociale più assoluto, dando luogo a riciclaggio di denaro e traffico di armi , vendita incontrollata ai minori , e una massiccia quantità di denaro nero che sfugge al fisco e va ad arricchire le mafie, spesso di stato, si è così scelto di provare la strada della liberalizzazione. La criminalizzazione della marijuana, per definizione, assicura che la catena di approvvigionamento rimanga un mercato fuorilegge, controllata solo da trafficanti di droga e cartelli mafiosi.

La guerra alla droga in versione uruguayana

Il punto di vista ufficiale del governo uruguaiano è che l'attuale criminalizzazione delle droghe leggere è molto più dannosa per la salute e la società che non  l'uso della droga stessa. Si consideri solo che i morti, come risultato del traffico illecito di droghe in Uruguay nel 2012, sono stati 82, mentre il consumo di marijuana non ha prodotto alcun decesso. Le politiche proibizioniste degli Stati Uniti hanno incanalato miliardi di dollari in tentativi di repressione per ridurre l'uso e la produzione causando sofferenze incalcolabili a livello umano, producendo incarcerazioni massive, e l’arricchimento dei cartelli della droga e di chi li sostiene. Agli occhi dei latinoamericani, la politica degli Stati Uniti ha una responsabilità significativa nell’aumento della criminalità e della violenza in tutto il Sud america.

Incarcerare milioni di persone in tutto il mondo per la semplice possessione di minime quantità di una droga leggera è una sorta di moderna caccia alle streghe, mentre in tutto il mondo il consumo aumenta.”

Ora la mia riflessione è che ovviamente il traffico di droga è gestito dall’alto da persone molto potenti che hanno tutto l’interesse a mantenere le cose come stanno, data la quantità di denaro nero prodotto da questo mercato. I mezzi per eliminarlo in pochi giorni ci sono tutti, ergo, non si vuole farlo.

La mia paura, è che adesso gli USA ed altri attori nel mondo occidentali, faranno pressione sull’ONU perché a sua volta faccia pressioni sul Governo uruguaiano, cosa che tra l’altro teme anche il Governo dell’Uruguay stesso ed altri paesi dell’area, per farlo desistere da questo cammino che potrebbe servire da modello anche ad altri paesi. Infatti, negli ultimi anni sono state tante le voci dei diversi rappresentanti politici che hanno dichiarato fallita la strategia proibizionista e minacciano la liberalizzazione delle droghe su vasta scala per sconfiggere finalmente il traffico clandestino, tutti politici sudamericani ovviamente.

30 dicembre 2013

Fonte: RT

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Oleh

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