venerdì 13 dicembre 2013

Le nazioni più felici del mondo secondo Forbes


Io, tanto per uscire dal coro dei troppi che non sanno fare altro che ripetere le cose come tanti bravi pappagalli ben stipendiati, preferisco utilizzare un approccio diverso. Invece di chiedermi quali sono le nazioni più felici del mondo voglio chiedermi: perché e sotto quali aspetti alcune nazioni sarebbero più felici di altre?

Nel frattempo, esce l’ennesima classifica delle nazioni più felici del mondo secondo Forbes anche per il 2013, e senza tante sorprese.

La classifica di Forbes

Fatta questa strana introduzione che suona anche leggermente populista, andiamo a parlare della solita retorica della famosa rivista Forbes, quella che ama, per intenderci, misurare il valore degli uomini stilando la classifica di quelli più ricchi del mondo e tra questi continua a includere persone come Fidel Castro, che, indipendentemente da essere più o meno d’accordo con il suo passato rivoluzionario e politico, certo non è uno degli uomini più ricchi del mondo, anche perché, semplicemente; se lo fosse, non si capisce bene perché avrebbe continuato a vivere a Cuba invece di fuggire al sicuro in un posto dove avrebbe certamente avuto modo di godersi meglio il cospicuo malloppo. Ma questo, ovviamente, i redattori delle classifiche non lo spiegano e tanto meno i vari lettori cerebrolesi se lo chiedono.

Io però, che da molti anni ormai ho smesso di accettare ciò che leggo come se fosse vangelo solo perché “nero su bianco”, ho adottato da molto tempo l’abitudine di utilizzare una chiave di lettura dal potere eccezionale: uso la parola “perché?” Ecco allora che, di fronte ad ogni notizia o fatto presumibilmente veri perché scritti nero su bianco o perché ripetuti da migliaia di megafoni altisonanti (i media) mi chiedo: perché è stato detto, scritto o comunicato questo fatto/notizia in questi termini? Quale potrebbe essere il disegno di chi sta dietro ai tanti pennivendoli semplici portavoce che affermano questo? State tranquilli, non si arriva alla verità assoluta in questo modo, anche perché la stessa non esiste, però, si aprono tutta una serie di nuovi prospettive.

Quali sono le nazioni più felici?

Intanto, secondo me, si dovrebbe prima stabilire cosa si intende per felicità. Perché, se per felicità intendiamo salari alti, aspettativa di vita molto lunga e benessere materiale, ovviamente la classifica delle nazioni più felici del mondo di Forbes, che guarda caso mette quasi sempre le stesse nazioni ai primi posti: Norvegia, Danimarca, Australia, etc. è sicuramente quella giusta.

Ma dal momento che credo che i rapporti tra le persone, il rapporto con la natura circostante oltre al rispetto di tutti indipendentemente dal loro potere economico politico siano fattori molto più importanti, ecco allora che questa classifica secondo me cambia. Se poi in uno dei paesi che secondo me meritano i primi posti nella classifica il rischio di cadere vittima della criminalità organizzata è più alto, a chi me lo fa notare ricordo che basta una pallottola in qualsiasi paese del mondo per mettere fine alle nostre illusioni, e proprio perché è vero che questa pallottola è più facile incontrarla in un paese di quelli in fondo alla lista della classifica di Forbes, quando ci troviamo in uno di questi paesi a rischio adottiamo spontaneamente maggiori precauzioni abbassando così drasticamente il rischio di essere vittime della violenza locale. Vedete? Si tratta solo di una questione di prospettive?

Così che, anche se non siete d’accordo con me, io quest’anno metterei al primo posto della mia classifica delle nazioni più felici le seguenti nazioni: Uruguay; il paese del presidente povero che rinuncia al suo stipendio e alla lussuosa residenza presidenziale per vivere nella sua casetta di campagna dando il buon esempio al resto degli ipocriti suoi omologhi negli altri paesi; che ha legalizzato matrimoni tra persone dello stesso sesso e la vendita e l’utilizzo di marijuana alla faccia dell’ipocrita protezionismo che fa solo l’interesse delle varie mafie.

Ecuador; il paese del Presidente Rafael Correa, il vero portavoce della nuova America Latina che sta rinascendo, colui che ha saputo trasformare il paese iniziando un cammino che ha già prodotto la riduzione drastica della povertà, l’alfabetizzazione di massa, l’accesso alla sanità e una crescita economica costante con una migliore distribuzione della ricchezza.

E infine, il Costa Rica; paese che da sempre ha implementato delle politiche di preservazione ambientale e di sfruttamento delle risorse in maniera sostenibile tanto da rappresentare un esempio per tutto il mondo, l’amore dei costaricani per la natura è proverbiale e la loro indole pacifica si manifesta chiaramente nell’eliminazione dell’esercito avvenuta nel 1948 quando si decise di stornare le spese militari a beneficio dell’istruzione così da renderlo uno dei paesi con il più alto tasso di alfabetizzazione dell’area.

Ecco terminata la mia classifica dei paesi più felici del mondo, forse un po’ di parte.

13 dicembre 2013

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Oleh

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