giovedì 12 dicembre 2013

Lavoro da casa: Quando, come e dove?


Ebbene sì, il lavoro da casa è una realtà, almeno per noi. Da almeno 3 anni; da quando ci trovavamo in quel di Las Palmas alla ricerca di un lavoro qualsiasi, e con “un colpo al cerchio ed uno alla botte” come si suole dire, abbiamo realizzato un poco alla volta ciò che per la maggioranza resta solo un sogno.

Mia moglie psicologa, appena uscita da Cuba e senza lavoro, con il mio aiuto ha creato un blog dedicato alla psicologia, ovviamente in spagnolo. La sua passione per la scrittura è sempre stata tanta, e dato il suo curriculum scolastico (aveva già pubblicato vari articoli scientifici su alcune riviste specializzate in Sud America), abbiamo deciso insieme di tentare l’esperienza.

Alla fine dei conti non avevamo niente da perdere, e piuttosto che aspettare offerte di lavoro che mai sarebbero arrivate, abbiamo creduto saggio provare ad utilizzare il tempo libero per fare qualcosa di produttivo. Io, che con la mia esperienza da web designer aveva già realizzato diversi siti, ho curato la grafica e il posizionamento del blog.

In seguito, è nata la traduzione del suo blog in italiano e altri progetti tuttora in evoluzione. Inoltre, nel frattempo, alcuni dei clienti che ci avevano affidato dei piccoli lavori saltuari di traduzione e redazione di contenuti per altri blog hanno scelto di stabilire una collaborazione continua con noi, così ora il lavoro da casa di tipo autonomo in perfetto stile freelance, è divenuto una realtà.

Infine, ora il blog di psicologia di mia moglie ha ottenuto una enorme diffusione nel mondo di lingua spagnola, tanto che al momento in cui scrivo il traffico medio è pari a 5000 visitatori unici al giorno, con 8000  followers in Twitter e oltre 6000 in Facebook. Attraverso il blog vendiamo pubblicità a case editrici, centri medici e università oltre che vendere gli ebook di psicologia scritti da mia moglie stessa.

Certo i guadagni non sono stratosferici, per il momento possiamo dire che sopravviviamo con una entrata netta da milleuristi ma, considerando che non abbiamo praticamente costi aziendali, viviamo alle Canarie dove il costo della vita è molto più basso rispetto all’Italia e facciamo una vita spartana ma siamo molto piç felici, non ci possiamo certo lamentare.

 Il telelavoro: La nostra esperienza

Al principio può non sembrare tanto facile. E ovviamente, questo genere di lavoro non è per tutti. Oltre ad amare il lavoro sedentario che ti porta a passare oltre dieci ore al giorno davanti al computer, è anche necessario conoscere bene alcune lingue ed avere una buona esperienza e conoscenza di Internet e dell’informatica in generale.

Detto questo, tutto ciò che posso fare è raccontarvi brevemente come ci siamo riusciti noi.

Tutto è iniziato il giorno in cui, come dicevo, mia moglie è arrivata in Italia. Contrariamente a quanto i luoghi comuni ci portano a pensare, nessuno ama stare senza fare nulla per lunghi periodi di tempo. Così io, per aiutare mia moglie a trovare un occupazione anche se all’inizio poteva sembrare solo una sorta di hobby, creo la grafica del suo blog e la iscrivo in un sito che offre opportunità di lavoro freelance come traduttori e redattori. Il sito in questione è: Elance, e nel nostro caso ha funzionato, anche se dopo molto tempo e cocciutaggine da parte nostra.

Il vero e proprio lavoro da casa inizia quando i primi clienti ci contattano attraverso Elance chiedendoci uno sconto. Il sito funziona basicamente come una specie di asta online dove devi offrire un preventivo per un determinato progetto e sperare che la tua offerta sia la più bassa nel rapporto qualità-prezzo. In questo modo abbiamo imparato che per iniziare a lavorare in un settore nel quale non si ha alcuna esperienza è necessario abbassare notevolmente i prezzi. Ricordo che le prime traduzioni ci vennero pagate 0,01 centesimi di dollaro a parola. I primi testi redatti secondo le tecniche SEO (per il posizionamento dei siti in rete) non ci venivano pagati oltre 4 dollari a pagina (pagine da 500 parole).

Così che la prima lezione imparata è che; all’inizio il lavoro autonomo in questo settore ti costa molto in termini di fatica e impegno e ti paga pochissimo, ma se sei testardo e ti costruisci una buona rete di clienti seri, con il tempo arrivano le soddisfazioni. Ora raccogliamo i primi frutti, dedicando sempre più tempo alle nostre creazioni e meno al lavoro conto terzi. Ma sempre lavorando da casa in telelavoro con due computer portatili e una linea Internet.

Lavorare da casa non ti rende così libero

Ad ogni modo, vorrei segnalare che a meno di non svolgere una particolare attività che ti rende moltissimo in cambio di poche ore di telelavoro, lavorare da casa in Internet non ti trasforma in un nomade digitale libero di muoversi nel mondo a piacimento. Quando hai dei clienti che aspettano il tuo lavoro, con i quali devi comunicare costantemente e che spesso passano tutta la giornata chiusi in un ufficio, non puoi fare a meno di essere costantemente connesso in rete, disponibile e raggiungibile. E alla fine termini con lavorare da casa rispettando degli orari precisi che ti lasciano sì del tempo libero che coincide però con quello dei tuoi stessi clienti.

Devi essere residente in un luogo ben preciso, che può anche essere le isole Canarie come nel nostro caso, ma anche alle Canarie devi registrare la tua impresa, adempiere a tutte le obbligazioni fiscali, avere un commercialista, emettere fatture e pagare le tasse (anche se queste ultime sono inferiori rispetto all’Italia). E tutto ciò almeno nel nostro caso, limita la tua mobilità. Per questo motivo, quando sento parlare di mobilità digitale e autonomia di movimento assoluta dico, sì, è vero; ma fino ad un certo punto.

Tuttavia, non cambierei il lavoro che stiamo facendo con nulla al mondo. Ci ha fatto imparare che si può costruire un lavoro autonomo anche dal nulla, vivere in modo frugale ed essenziale senza sacrificare nulla ed essere felici. Anzi: confesso che vivere in perfetto stile downshifting ci ha aperto gli occhi, ci ha reso più uniti e capaci di assaporare a fondo il piacevole gusto delle piccole cose ed ora siamo convinti, per esperienza, che si può davvero vivere con meno.

12 dicembre 2013

I nostri siti:


CONDIVIDI

E se vuoi continuare a leggere...

Lavoro da casa: Quando, come e dove?
4/ 5
Oleh

RICEVI LE NOVITÀ

Un punto di vista differente...