mercoledì 18 dicembre 2013

La rivoluzione del sindaco Gordillo


Per chi non lo sapesse, in Andalusia nel sud povero della Spagna, esiste un piccolo paesino che si chiama Marinaleda. Si tratta di un piccolo comune con circa tremila abitanti che da trent'anni a questa parte sta tentando un esperimento utopico. Non a caso il sindaco ormai famoso, Juan Manuel Sánchez Gordillo, come secondo nome ha battezzato la cittadina “Utopia”.

Il problema di Marinaleda, e di tutta l’area circostante, è che la gente è molto povera da sempre, non possiede nulla e come unica fonte d’ingresso fino a pochi decenni fa era obbligata a lavorare stagionalmente la terra di alcuni latifondisti. In perfetto stile feudale. Negli anni settanta del secolo scorso una famiglia sopravviveva con due soli mesi di lavoro del capofamiglia all’anno. Questo significava passare alcuni giorni la settimana senza mangiare.

Sánchez Gordillo ottenne di espropriare alcune centinaia di ettari di uliveti ad alcuni ricchi del posto e creò così la sua cooperativa agricola nella quale tutti lavorano secondo le loro capacità. La rivoluzione di Gordillo consisteva nel garantire una occupazione, anche se a tempo ridotto e salario minimo, a tutti i cittadini del comune. Seppure contrastato da molti e con molta difficoltà, Marinaleda riesce nel suo intento di offrire per lo meno una vita più dignitosa a tutti i suoi abitanti.

Il sindaco viene riconfermato ormai da molti anni e ultimamente è addirittura diventato una star nazionale, balzando agli onori della cronaca per le famose incursioni nei supermercati dove con i suoi sostenitori prelevava cibo “espropriandolo” per donarlo ai centri che lo avrebbero distribuito tra i più poveri. Ha organizzato anche l’occupazione abusiva di molte case in mano alle banche, dichiarando una vergogna la situazione nella quale molte persone perdono al loro casa e sono costrette a vivere nella strada, quando le banche colpevoli di aver creato la crisi, gestiscono enormi quantità di case invendute e vuote.

La fama del sindaco rivoluzionario ha ormai travalicato le frontiere, anche se in Italia viene menzionato solo in alcuni articoletti nell’ultima pagina di alcuni quotidiani, tanto che c’è chi ha anche scritto un libro sulla sua storia e quella del comune di Marinaleda. Il libro si intitola: “The Village Against the World” (Il villaggio contro il mondo) di Dan Hancox, uno scrittore inglese che ha deciso di visitare personalmente la cittadina e intervistare il suo sindaco.

Hancox descrive Sánchez Gordillo come una persona affascinante, semplice e sobria. Nel descrivere quello che secondo lui oggi è l’atteggiamento della gente verso la politica Gordillo afferma: “La gente ormai non si preoccupa più dei partiti, della destra o della sinistra; la gente vuole cambiare il sistema, trasformarlo in qualcosa che non sia il capitalismo già sperimentato, per realizzare un nuovo sistema nel quale le persone siano centrali. Le persone oggi sono considerate merce: mentre garantiscono un profitto vengono sfruttate, e quando il profitto termina vengono scartate. Dobbiamo cambiare queste regole crudeli e disumane. Io ho dedicato tutta la mia vita a questo.

In questi ultimi giorni il sindaco Gordillo è stato condannato da un tribunale spagnolo per alcuni dei suoi interventi contro la proprietà privata, e si teme che presto potrebbe essere tradotto in carcere.

La rivoluzione di Gordillo tuttavia continua, non si sa con quale esito futuro, ma certo è che nelle condizioni attuali dell’economia spagnola, che non è tanto più negativa di quella italiana, c’era e c’è il bisogno di una scossa davvero radicale per ridare dignità alle persone. Forse le scelte messe in atto a Marinaleda dal sindaco che dichiara di ispirarsi a: Cristo, Marx, Lenin e Che Guevara insieme, non avranno il successo che alcuni si aspettavano, ma almeno rappresentano un tentativo. 

18 dicembre 2013

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Oleh

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