venerdì 29 novembre 2013

Vivere in Costa Rica: Come sono i “Ticos”?


Il Costa Rica è senza dubbio un altra destinazione tra le preferite da chi sogna di trasferirsi all’estero per andare a vivere al caldo, immergersi in una natura intatta e unica nel suo genere e vivere vicini a spiagge meravigliose dove praticare tutto l’anno gli sport acquatici più amati.

Il Costa Rica è famoso per essere uno stato pacifico, l’unico ad avere eliminato completamente l’esercito durante gli anni quaranta del secolo scorso, giustificando la scelta affermando che l’unico rischio reale che correva il paese era quello di venire invasi dagli USA, e che se questo fosse mai accaduto non sarebbe certo stato in grado di impedire questo evento un piccolo e poveramente armato esercito di poche migliaia di persone.

I soldi pubblici così risparmiati furono da allora investiti soprattutto nella scuola, contribuendo così a fare del Costa Rica uno dei paesi Latinoamericani con il più alto tasso di alfabetizzazione e specializzazione.
Ma chi medita di trasferirsi a vivere in Costa Rica è anche interessato a conoscere meglio i suoi abitanti, perché anche questo è un aspetto essenziale che può aiutare a prendere la decisione definitiva.

Gli abitanti del Costa Rica

Gli abitanti del Costa Rica, che comunemente vengono chiamati con il diminutivo “Ticos”, sono persone gentili, spiritose, amichevoli, educate e allegre. Generalmente sono aperti e disponibili nei riguardi degli stranieri e sempre pronti ad aiutare chiunque, anche se esistono naturalmente delle eccezioni come ovunque nel mondo.

I Ticos sono poco più di 4 milioni e discendono in gran parte da immigrati spagnoli stabilitisi qui nel corso dei secoli passati, oltre alle altre diverse etnie che includono indigeni locali, discendenti di schiavi africani e altri gruppi etnici provenienti dal resto dell’Europa. Nei quattro milioni si includono però anche circa un milione i immigrati provenienti soprattutto dal vicino Nicaragua, in quanto il paese è cresciuto molto economicamente negli ultimi decenni ed ha creato molti posti di lavoro oltre ad una qualità di vita superiore a quella di altri stati dell’area.

I Ticos amano molto la vita in famiglia e la musica e, quando si dice che amano la musica significa che questa è presente in ogni luogo e ad un volume decisamente ALTO. Amano inoltre le feste e l’alcol, e quando una di queste viene organizzata nel vicinato dove vivete non farete fatica a rendervene conto; sentirete distintamente il suo richiamo. Ma se sperate di venire invitati ad una di queste feste ricordate che è essenziale aver imparato abbastanza bene lo spagnolo, perché difficilmente verrete invitati se non siete in grado di comunicare con i locali.

Tenete presente che se un giorno deciderete di sposarvi con un Tico o una Tica, questo significherà entrare a far parte di una famiglia allargata che comprende una enormità di parenti. Ricordate che il Costa Rica è un paese molto cattolico e questo significa che la famiglia è sacra e rappresenta il fulcro della società civile.
Molti locali sono spesso eccessivamente gentili e rispettosi fino a rasentare il ridicolo. Cercheranno sempre di fare di tutto per evitare il confronto tanto verbale come fisico, evitando accuratamente di essere diretti e di dire di “no” anche quando la situazione lo richiederebbe. Tenetelo sempre presente quando cercherete di integrarvi, perché potrebbe crearvi dei disagi.

La religione predominante in Costa Rica è il cattolicesimo ed i locali sono molto praticanti se paragonati ai più laici italiani o spagnoli, anche se nelle città più grandi la religiosità si percepisce meno. Sono un popolo molto istruito e la maggioranza parla molto bene anche la lingua inglese, ma se intendete stabilirvi a vivere in Costa Rica dovrete necessariamente apprendere bene lo spagnolo.

Dopo avere introdotto gli abitanti del paese nei prossimi post parleremo delle opportunità di lavoro che offre il Costa Rica; sia lavoro autonomo che subordinato, della burocrazia necessaria per ottenere il permesso di residenza in Costa Rica e delle tasse in Costa Rica.

28 novembre 2013

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