giovedì 28 novembre 2013

Vivere in Brasile: I numeri della disoccupazione


Si parla sempre più spesso del Brasile considerato uno dei paesi che offrono maggiori opportunità in termini di posti di lavoro e sbocchi professionali, ma è davvero tutto rose e fiori? Certamente è vero che negli ultimi anni sotto la guida di Lula e dell’attuale Presidente Dilma Rousseff, il Brasile ha ridotto drasticamente la povertà e ha ottenuto di ridistribuire la ricchezza in modo più equo ottenendo di ampliare la classe media e così incentivare una più stabile crescita economica, ma è possibile che le cifre ufficiali della disoccupazione in Brasile siano così basse tanto da fare invidia  a paesi come la Svezia o la Finlandia?
Innanzitutto va sottolineato che anche se è vero che il Brasile è in crescita economica ed offre realmente opportunità di lavoro a chi ha esperienza e capacità consolidate, prima di trarre delle conclusioni affrettate è necessario fare alcune premesse:
- In Brasile gli indici di disoccupazione raramente si riferiscono a tutto il paese. La disoccupazione e l’inflazione sono generalmente misurate riferendosi a zone metropolitane come Belo Horizonte, Porto Alegre, Recife, Rio de Janeiro, Salvador de Bahia e San Paolo. Per questi indicatori il resto del paese non esiste.
- Esistono spesso più indici che misurano la stessa situazione. L’esempio migliore è quello dell’inflazione, misurata da tanti diversi indici che uno perde il conto. Nel caso della disoccupazione, tanto l’indice IBGE che il DIEESE la rilevano, con il dato curioso che offrono risultati molto diversi. Secondo il DIEESE la disoccupazione in Brasile è addirittura il doppio di quanto rileva l’indice IBGE. Incredibile no?
Fatte queste considerazioni preliminari andiamo ad analizzare il 5,3% di disoccupazione registrato in Brasile secondo l’indice IBGE, un organo che è l’equivalente dell’ISTAT in Italia.
Nel contabilizzare il livello di disoccupazione l’indice IBGE utilizza dei parametri che francamente sono di dubbia legittimità. Per esempio, secondo l’istituto statistico Brasiliano non sono considerate disoccupate le persone nelle seguenti condizioni:
- Adulti membri di famiglie che ricevono la Bolsa Familia, una sorta di sussidio governativo per le famiglie a reddito basso e che non cercano lavoro da almeno 6 mesi. Secondo l’IBGE queste persone non sono disoccupate. Ma ricordiamo che in Brasile sono 15 milioni le famiglie che ricevono questo sussidio dal Governo.
- Un venditore di fazzolettini al semaforo, una signora che fa le pulizie nella casa della vicina o di un conoscente in cambio che questo ultimo le custodisca il cane durante la sua assenza da casa, per l’IBGE non sono considerati disoccupati.
- Se una persona che cercava lavoro negli ultimi sei mesi non lo ha trovato e smette di cercare, per l’IBGE è semplicemente uno “scoraggiato” ma non un disoccupato.
- Una persona che fa dei lavoretti saltuari che gli permettono di guadagnare meno del salario minimo, che in Brasile è l’equivalente di 240 euro al mese, non viene considerato disoccupato.
- Chi fa alcuni giorni di lavoro al mese in sostituzione di qualcuno ricevendo in cambio l’equivalente di 100 euro, non si considera un disoccupato.
Come vedete stiamo valutando delle cifre statistiche che vengono elaborate seguendo criteri completamenti diversi da quelli utilizzati in molti paesi europei, anche se in realtà, l’Italia è forse tra i paesi che utilizzano parametri più simili a quelli Brasiliani dato che il 12,1% di disoccupazione italiana non tiene in considerazione i cassaintegrati che restano ufficialmente assunti presso l’azienda ma che di fatto sono disoccupati e ricevono un sussidio pubblico e chi non cerca più lavoro o lavora in nero e così non viene contabilizzato come disoccupato perché non registrato presso l’ufficio di collocamento.
Così che si può affermare che utilizzando i parametri statistici impiegati in paesi come la Spagna, il Brasile e l’Italia avrebbero un parco disoccupati che si attesta intorno al 20%, ma si sa, la propaganda di stato vuole sempre l’ultima parola e questa deve necessariamente ritoccare l’immagine del paese come con un abile lavoro realizzato con Photoshop.

Ad ogni modo, il Brasile resta comunque una delle mete più ambite e sicuramente promettenti per tutti coloro che cercano lavoro all’estero, a patto di partire ben informati e scegliere di andare a vivere in Brasile solo dopo avere conosciuto approfonditamente la realtà locale.
28 novembre 2013

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Oleh

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