venerdì 8 novembre 2013

Vivere alle Canarie

Ebbene sì, vivo alle Canarie. Sono approdato sull’isola di Fuerteventura per la prima volta nel lontano 2006 e dopo essere tornato in Italia e avere tentato nel  frattempo di cambiare isola per tentare di stabilirmi a Gran Canaria nella capitale Las Palmas, eccomi di nuovo qui nella mia amata Fuerteventura.

Da ormai oltre due anni io e mia moglie viviamo a Fuerteventura in pianta stabile. Qui abbiamo acquistato casa approfittando di una svendita bancaria. Qui lavoriamo in proprio occupandoci di marketing online per alcune aziende straniere ed alcune spagnole e sì, lavoriamo da casa in telelavoro.

Che esperienza meravigliosa direte voi! Certo, non ci possiamo lamentare, anzi come si suole dire: “se tornassi indietro non ci penserei due volte a trasferirmi da queste parti.

Tuttavia, anche se il clima è straordinario mai troppo caldo o troppo freddo, anche vivere alle Canarie non è esattamente come vivere in Paradiso: per la semplice ragione che il Paradiso non esiste né in cielo e tanto meno sulla terra, è piuttosto un accessorio inventato dagli stessi che si sono inventati le religioni da utilizzare poi come strumenti per controllare le persone.

Ma vediamo perché vivere alle Canarie non è sempre fantastico. Prima di tutto perché psicologicamente parlando ci si adatta a tutto; prima o poi, e quindi anche il posto più bello del mondo comincia a mostrare i suoi difetti, che c’erano da subito, ma che l’entusiasmo di primi mesi non ti permettono di valutare nella loro totalità.

Poi, vengono i limiti. Ogni realtà ne ha, e quelli più evidenti alle Canarie partono dai limiti fisici: siamo su un isola, che sia Tenerife, Gran Canaria o Fuerteventura, da sud a nord a est od ovest, con una manciata di chilometri abbiamo percorso tutto il suo territorio e, credetemi, questo dopo alcuni anni si comincia a sentire. Ti senti stretto insomma, ma a me va più che bene: lo dico per voi magari.

Direte: “sì, dimmelo a me che non trovo lavoro …”, “a me che devo pagare un sacco di tasse …”, “a me che non sopporto più il freddo invernale e poi il costo della vita altissimo a partire dal riscaldamento …”, ehh sì, il riscaldamento che appunto qui alle Canarie non si paga.

Bene: analizziamo allora questi punti. Alle Canarie non c’è lavoro neppure per i locali. Se vi consigliassi di venire alle Canarie a trovare lavoro sarei un pazzo. Ma ovviamente, questo non significa che cercando testardamente non riuscireste a trovare nulla, ma significa che se sperate di trovare quelle certezze che non ci sono più in Italia: lavoro fisso, stipendio decente, opportunità … scordatevelo! La Spagna ha assunto la cosiddetta “austerità” prima e molto più pensantemente dell’Italia. Qui si sono tagliati stipendi, pensioni e spesa pubblica in modo drastico. Il risultato è che ora il salario minimo di base che le aziende possono pagare a chi fa 8 ore di lavoro al giorno per venti giorni al mese è di 640 euro al mese, appunto.

Pensate ad aprire un’attività o rilevarne una già esistente? Certo, può essere un’opportunità, ma dovete andarci cauti. Quale attività? Io eviterei i soliti ristoranti, pizzerie, gelaterie e bar di tendenza o tradizionali che siano. Meglio fare uno studio di mercato magari appoggiandosi alla camera di commercio locale per trovare l’ispirazione. Questo link della Camera di Commercio di Las Palmas vi può essere utile per avere un’idea: Creación Empresas

Le tasse alle Canarie

Certo che alle Canarie si pagano meno tasse che in Italia, ma si pagano comunque. L’aliquota fissa minima per un autonomo è del 20% mentre che per un società è del 25% fino a 300.000 euro di utili. Ma poi ci sono gli svantaggi. Per esempio se avete bisogno di affittare un locale (e nel caso di bar, pizzeria, gelateria artigianale, etc. lo dovrete trovare magari anche su di una via di passaggio importante) il prezzo sarà esorbitante, non meno di 2500 euro al mese per 40 metri quadri, a cui dovrete aggiungere il 10% di tassa che VOI come affittuari dovrete pagare all’Agenzia Tributaria. Se per contro il locale lo affittate in un posto invisibile, pagherete meno, ma chi vi troverà?

Avete intenzione di delocalizzare la vostra attività Italiana? Evitate in questo caso di considerare delle isole, perché i prezzi dei vostri prodotti subirebbero un incremento altissimo dovuto ai costi di trasporto. Su isole come queste si può solo pensare di avviare delle attività legate al turismo, prima fonte di reddito locale, oppure attività che non prevedano il trasporto di merci, come ad esempio la nostra. Ecco se siete webmasters, grafici web, traduttori online e più generalmente impegnati nell’economia digitale (smanettoni in Internet insomma), allora qui potreste mettere le radici e avere grandi soddisfazioni.

In qualsiasi altro caso vi consiglio caldamente di puntare su altri lidi, come per esempio diversi paesi dell’America Latina come Panama, Brasile e Colombia, che in questo momento stanno conoscendo un boom senza precedenti.

Ah, tornando a noi … io e mia moglie guadagniamo in due la bellezza di circa 1500 euro al mese lordi. Anche se si pagano meno tasse da queste parti, vi lascio immaginare i margini. Però questo sì, lo poso dire forte … ora sono felice! Veramente felice … vivere con meno, vivere rilassati riducendo spese e frivolezze varie ha rappresentato quella svolta di cui la mia vita aveva bisogno.

Ora vado nel mio giardinetto a togliere un poco di erbacce, annaffiare le piante (fondamentale, qui non piove quasi mai) e rilassarmi tra un cactus e una pianta di Aloe Vera …

8 novembre 2013

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