giovedì 14 novembre 2013

Fuerteventura: Deciso il via alla ricerca del petrolio



Oggi il quotidiano locale La Provincia pubblica un articolo che conferma l’inizio dei sondaggi petroliferi nelle acque di Fuerteventura e Lanzarote a partire dal prossimo mese di maggio 2014.  Così, alla fine ha vinto la linea del ministero dell’industria spagnolo contro il governo locale delle isole che si opponeva alle trivellazioni.

Le campane sono sempre state due e hanno suonato entrambe secondo i dati e le ragioni di una parte, per i contrari ovviamente c’è sempre il rischio del grave danno ambientale in caso d’incidente oltre al fatto che anche in caso di trovare il petrolio nelle acque delle isole il solo a beneficiarne sarebbe il governo centrale e la penisola.

Chi è a favore invece, sostiene che in primo luogo il rischio di incidenti è minimo e, inoltre, dato che il governo del Marocco starebbe già facendo le sue trivellazioni alla ricerca del petrolio nelle sue acque territoriali, questo rappresenterebbe un rischio ben maggiore per le isole dato che le correnti marine lambiscono le isole da nord a sud. Inoltre, chi è favorevole sostiene anche che il beneficio economico per le isole di Fuerteventura e Lanzarote sarebbe enorme, oltre alla creazione di molti posti di lavoro; una vera e propri manna per l’isola.

Chi ha ragione? Secondo me nessuno ed entrambi … nessuno perché in questo momento in cui l’economia mondiale è ovunque in via di trasformazione con l’effetto della messa fuori gioco del vecchio modello di sviluppo industriale e la necessità di rivedere il concetto di crescita basata sull’aumento dei consumi, si comprende che ormai lo sfruttamento delle risorse deve lasciare il passo ad un’economia sostenibile basata nell’equilibrio e nel rispetto della natura; se vogliamo salvarci si intende!

Entrambi, perché in questo momento in cui il mondo è ormai minacciato da quasi otto miliardi di persone che desiderano tutte una qualità di vita di tipo occidentale, è abbastanza chiaro che oltre a Fukushima che ha irrimediabilmente distrutto l’ecosistema del pacifico, nonostante tutto ciò che non ci dicono, gli oceani pieni di rifiuti plastici e mercurio, l’aria densa di anidride carbonica che è ormai irrespirabile ovunque, piattaforme petrolifere in ogni mare oltre a centinaia di centrali nucleari che possono in qualsiasi momento trasformarsi in una nuova Chernobyl, francamente, le forse due piattaforme petrolifere di fronte a Fuerteventura e Lanzarote sarebbero solo una goccia in più nell’oceano dei veleni che stanno terminando con l’ambiente naturale.

Credo che l’atteggiamento ipocrita del tipo: “voglio che il serbatoio della mia auto sia sempre pieno di carburante a basso costo ma non voglio che si trivelli il mare di fronte a casa mia” sia proprio una delle ragioni per cui il nostro mondo non cambia e forse non cambierà mai. Noi italiani ne sappiamo qualcosa vero? Campiamo infatti da anni rappresentati egregiamente da massime come: “La spazzatura buttatela dove volete ma non nel mio giardino” oppure: “La colpa di tutto è sempre dell’altro e quando siamo impiegati o operai nel settore privato la colpa la diamo a imprenditori e impiegati pubblici (evasori e parassiti), se siamo invece imprenditori la colpa è ovviamente di dipendenti, impiegati pubblici, politici e pensionati (tutti parassiti) e infine se siamo impiegati pubblici e politici la colpa la diamo a tutti gli altri che sfruttano il sistema egregiamente gestito da noi.”

Proprio oggi infatti, per restare in tema, compare sul Corriere un articolo classico che titola più o meno: “Gli imprenditori italiani denunciano in media 200 euro all’anno in meno dei dipendenti.” Basterebbe dare uno sguardo all’andamento dell’economia per capire che a parte alcuni furbetti è normale che in questo momento di crisi gli imprenditori stringano la cinghia per sopravvivere. Ma no! Bisogna mettere zizzanie, magari per distogliere l’attenzione e l’aggressività dai veri responsabili. E poi si da la colpa di generare violenza ai populisti; non ci posso credere. Bene! Aspettate che tutti gli imprenditori onesti abbiano chiuso o trasferito la loro attività all’estero poi mi direte chi pagherà chi scrive articoli così vergognosi …

14 novembre 2013

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Oleh

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