venerdì 1 novembre 2013

Baja California: Parte III


Arriviamo a La Paz, la capitale della Baja California Sur, città modernissima con tutti i servizi banche e alberghi di lusso, locali e spiagge rinomate, alcune sono: Playa Palmira, Playa Coromuel, Playa Tecolote… si mangia da Mariscos el Carrito, all’angolo con Paseo Obregon e Morelos, ottimo pesce e tacos; oppure La Caleta sul lungomare all’angolo con Pineda è abbastanza economico e fa anche piano bar.
Mexico 1

Da qui Los Cabos, la zona vacanziera in assoluto preferita dai gringos, dista solo circa duecento chilometri, e sono davvero tanti i nordamericani che la invadono nel weekend, oppure comprano casa da quelle parti con il progetto di trasferirsi quando saranno in pensione. E così comprensibile che si tratta anche della zona più cara e più cementificata di tutta la Baja California.

Riprendiamo ora la strada verso Los Cabos, seguendo la Mexico1 arriviamo prima a San Josè del Cabo, la seconda città eletta dagli americani a loro meta prediletta, fortunatamente però questa città si è sviluppata dopo la esperienza di Cabo San Luca e si sono evitati alcuni sbagli commessi nella vicina cittadina turistica. Così ora San Josè è più tranquilla ed anche lo sviluppo residenziale è più armonizzato nel rispetto della natura circostante e del passato coloniale della località.

Lungo il corridor, la moderna super strada a quattro corsie che collega le due cittadine, si trovano gli alberghi e i residence sul mare più costosi, le spiagge sono numerose e molto belle. Dopo circa una trentina di chilometri si arriva a Cabo San Luca e la prima sensazione è quella di un paese in costruzione, dove la cementificazione selvaggia ha reso tutto artificiale.

Cabo San Luca è il paradiso degli agenti immobiliari che vendono e rivendono case a canadesi e americani, anche se ora con la crisi, l’immobiliare speculativo ha subito un duro colpo anche da queste parti. Ormai la cittadina è satura ed ora si stanno lottizzando zone costiere nel nord della cittadina. Tutto questo sviluppo bisogna dire che da un lato ha giovato all’economia locale, come mi disse un amico messicano di Cabo, ha trasformato un paesino di 50.000 pescatori in una multinazionale del mattone portando lavoro a molti messicani che però continuano ad arrivare ed ammassarsi nelle baracche fuori dalla città.


In ogni caso la zona resta comunque bellissima, il clima è davvero straordinario molto secco e ventilato in tutte le stagioni, caldo tutto l’anno ma mai umido come in altre località, e questo per effetto dei venti e le correnti oceaniche. Il mare è splendido, le onde ottime per il surf, si pesca alla grande e da settembre a marzo nelle acque della zona si può anche fare “whale watching” escursioni in mare per vedere le balene che migrano dal freddo nord.

Si possono inoltre praticare: kayak, mountain bike e escursioni nel deserto con apposite vetture noleggiate in zona. Nelle vicinanze ci sono alcuni tra i più prestigiosi hotel del Messico, uno di questi è il “Westing Regina Resort”, a pochi chilometri da San Josè in direzione Cabo sul corridor. I prezzi delle stanze sono ovviamente proporzionati, ma nella zona si possono anche trovare delle cose più abbordabili.

La americanizzazione continua con Planet Holliwood e Hard Rock Cafè, e tutto, proprio tutto è in fase di sviluppo per farne una seconda Cancun. La unica differenza è che gli americani vengono qui per comprarci casa più che per farci una vacanza, forse perché il clima la rende una meta ideale per trascorrervi gli anni della pensione, o forse per la relativa vicinanza con gli USA, un ora d’aereo per chi abita a San Diego o Los Angeles oppure in alternativa due giorni di marcia in auto dal confine.

A questo proposito, per chi decidesse per il viaggio su quattro ruote, consigliamo di spezzare il viaggio in tre giorni, altrimenti i 1600 chilometri che separano Tijuana e Los Cabos diventano davvero un impresa impossibile. Durante la sosta a Los Cabos è consigliabile scegliere di alloggiare nella cittadina di San Josè. E’ molto più tranquilla, si gira tutta a piedi e si può raggiungere il centro a piedi anche dalla zona degli alberghi; se alloggiate fuori città però vi occorre almeno una bici per recarvi in centro.

Posti dove mangiare: Posada Terranova sulla Doblado, Tropicana Bar & Grill sul Boulevard Mijares, Los Raspados sulla Morelos. A Cabo San Lucas si mangia dell’ottimo pesce da Seafoods Mama’s sul Paseo de la Marina.

I dintorni di Los Cabos non hanno nulla di straordinario da mostrare, fuori dalla città e lontano dalle spiagge dei grandi alberghi è il deserto di cactus che torna padrone. Una visita merita però il paesino di Todos Santos in direzione nord, sulla Mexico19 da Cabo San Lucas. E’ piccolo, accogliente e interessante, ha anche un ristorante italiano molto famoso in zona. Qui si trova anche il mitico Hotel California, che però, contrariamente a quanto credono molti, non è quello della famosa canzone degli Eagles.

Buon viaggio …

Land's End

1 novembre 2013

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