venerdì 25 ottobre 2013

Trasferirsi in Argentina: Opportunità di lavoro in Argentina


Continua l’appuntamento con la segnalazione delle esperienze degli emigranti spagnoli che scelgono di trasferirsi all’estero per cercare lavoro all’estero o avviare un’attività autonoma all’estero. Le esperienze che raccontiamo vengono dalle parole degli interessati che raccontano la loro storia personale in una rubrica del periodico spagnolo El País dedicata proprio ai nuovi emigranti.

Oggi il paese-meta di chi cerca lavoro all’estero è l’Argentina. Terra tanto amata e bistrattata, soprattutto ultimamente, dalle parole di giornalisti che invece di fare il loro lavoro hanno scelto di ripetere il mantra pubblicato da altri senza neppure cercare di approfondire (nella migliore delle ipotesi), oppure preferiscono servire qualcuno che gli indica la via.
Ascoltiamo le parole di chi in questi mesi si è trasferito a lavorare in Argentina:

Daniel Caiña

Sono argentino e figlio di spagnoli ed ora vivo nella città di Neuquén in Patagonia. Questa è stata da sempre denominata la terra delle opportunità. Qui vi sono opportunità di lavoro soprattutto per i professionisti e per tutti coloro che non temono il lavoro duro in condizioni climatiche a volte estreme. In breve tempo si raccolgono i risultati. L’ideale sarebbe investire e creare attività autonome nei settori: ferramenta, trasporto scolastico, magazzini di alimentari, asili etc. Anche il settore dei combustibili fossili è in forte crescita”.

Evaristo Oroña

Vivo in Argentina da quasi 58 anni, sono nativo de la Coruña e arrivai a Buenos Aires quando ero solo un bambino. Ho sempre lavorato nel settore delle risorse umane come consulente per le imprese. Mi interessa informare tutti coloro che desiderano venire a lavorare qui dicendo innanzitutto che l’Argentina è un paese enorme con grandi potenzialità ma anche forti contrasti. Per esempio, il Governo attuale dice che l’inflazione si attesta al 10% mentre secondo me è più vicina al 30%. Sempre secondo il Governo la disoccupazione si limiterebbe al 7% mentre la percezione della gente la situa nel 14%.

Vi è un enorme divario salariale anche tra chi svolge lo stesso lavoro, le grandi multinazionali pagano stipendi adeguati che permettono di vivere molto agiatamente mentre le piccole e medie imprese locali pagano salari molto bassi che non sono sufficienti. Il costo della vita è molto alto, tutto è più caro che in Spagna; per esempio un affitto di un appartamento di 50m2 in centro a Buenos Aires può costare anche 550 euro al mese circa. Inoltre, l’altro problema è la crescente ondata di delinquenza che non permette di vivere tranquilli soprattutto nei grandi centri urbani.

Per avere il permesso di lavoro in Argentina è necessario ottenere un contratto da parte di un’azienda locale, oppure essere un professionista e richiedere il permesso per avviare la propria attività autonoma in Argentina. I settori nei quali vi è più possibilità di sbocco sono: meccanico, carpentiere, falegname, elettricista, capocantiere edile, idraulico, cuoco, etc. Queste persone possono lavorare per un periodo in “Changas” (in nero) e una volta che hanno acquisito esperienza otterranno facilmente un contratto. Chiarisco che in Argentina  si ritiene che il 30% di tutta l’attività lavorativa sia informale, non dichiarata (in nero).

Chi dispone di una buona esperienza professionale può facilmente sistemarsi, si troveranno subito bene in Argentina, soprattutto in città grandi e moderne come Buenos Aires. Siamo al livello di qualsiasi altro paese sviluppato in quanto ad offerta culturale, gastronomica e sociale. L’Argentina è un paese con caratteristiche e tradizioni più europee che sudamericane. Chiunque viene in visita resta piacevolmente sorpreso per qualità e varietà dell’offerta locale.

Ricordate però che è imprescindibile arrivare qui con un contratto di lavoro; anche se non vi arricchirete, tuttavia potrete facilmente vivere dignitosamente e con un poco di fortuna e d’immaginazione crescere ed affermarvi”.

Llanos Valera

Sono di Albacete e sono arrivata in Argentina nel 2009 grazie ad una borsa di studio del MAEC. Quando terminai gli studi decisi di restare perché mi venne offerto un lavoro qui, mentre che in Spagna come tutti sappiamo la situazione è deprimente.

Non ebbi problemi ad ottenere il permesso di residenza dato che mentre studiavo mi venne concessa la residenza temporanea che vale tre anni, dopo il quarto anno riuscii ad ottenere facilmente quella definitiva. Così ebbi modo di fare il Documento d’Identità argentino. Ora vivo a San Salvador de Jujuy, nel nord del paese, e continuo a lavorare per diverse imprese come consulente ambientale ed insegnante. Tuttavia, non posso ancora essere consulente ambientale in proprio e firmare i progetti, dato che per questo è necessario iscriversi presso la Segreteria della Protezione Ambientale ed il requisito fondamentale per questo è avere i titoli scolastici convalidati nel paese. Per ora io ho solo la specializzazione fatta in Argentina mentre che la convalidazione del titolo spagnolo dura due anni presso il Ministero dell’Educazione Argentino.

Qualsiasi cittadino dell’Unione Europea che desideri venire a lavorare in Argentina necessita di ottenere un contratto di lavoro da parte di un’azienda del posto, la quale, deve necessariamente essere prima iscritta presso l’ufficio immigrazione locale come richiedente. Se l’iter non è seguito dall’impresa richiedente stessa è piuttosto lungo, dura almeno un anno. Infine, se tutti i requisiti sono adeguati e si viene accettati, potrete richiedere la residenza temporanea”.

Fonte: El País


25 ottobre 2013

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