martedì 22 ottobre 2013

Secondo lavoro a Fuerteventura

Continua la mia saga sull’isola. E si arricchisce anche il mio curriculum.

Come avevo detto nel post precedente l’agenzia immobiliare non si era rivelata una buona scelta. Grazie quindi ad un amico che fa catering in giro per alberghi, trovo un posto come addetto al servizio tecnico, (piccole riparazioni) in un hotel nel centro di Caleta de Fuste. Avevo portato tanti curriculum in giro per alberghi ed aziende, ma come accade anche in Italia se non conosci nessuno è molto difficile entrare.

Entro in servizio nello staff di manutentori dell’hotel agli inizi di luglio 2007, in piena alta stagione. L’hotel è pieno, tutti vacanzieri all inclusive, quelli per intenderci che fanno piscina/spiaggia/ristorante tutti i santi giorni della loro unica settimana di vacanza low cost senza mai uscire dall’albergo. E io mi chiedo: ma per quale motivo uno debba pagare, anche se poco, una settimana di vacanza alle Canarie per restare chiuso in un hotel per sette giorni?!

Siamo in sette nello staff di manutentori. Uno è il capo, quello che ha la reperibilità notte e giorno  … gli altri sei siamo io e cinque colleghi che si suddividono i turni in questo modo: tre al mattino dalle 6 alle 3 e due al pomeriggio-notte dalle 3 alle 12 (mezzanotte). Infine uno è il jolly, colui che permette a turno di fare il riposo settimanale a tutti. Inutile dire che il riposo spesso salta quando è periodo di alta stagione, e il mio turno di notte che dovrebbe terminare alle 12 spesso termina all’una del mattino.

Vi presento lo staff: il capo viene dai caraibi, è originario dell’isola di Aruba e vanta un curriculum con esperienza addirittura presso il Marriot di New York, quattro sono originari di Gran Canaria, ed uno viene dall’Uruguay, poi ci sono io.

Vi presento la struttura di cui ci occupavamo: Hotel 4 stelle nato poco meno di 8 anni fa, semi nuovo, 313 stanze. Tre piscine al piano terra e una nella azotea (terrazza sul tetto dell’edificio), con due vasche idromassaggio. Sistema di filtraggio piscine (quello che controlla livelli di cloro e PH per intenderci) fuori uso. Tutte le sere sarà compito mio prelevare accuratamente dei campioni dell’acqua delle piscine e verificare se sono nei limiti. In seguito, in caso di necessità, ripristinare i livelli aggiungendo cloro o PH a seconda del fabbisogno e mai lo stesso giorno contemporaneamente, ma rigorosamente a mano con un secchio; procedimento dannosissimo per la salute.

Sistema di condizionamento dell’hotel completamente inutilizzabile, gli scarichi dei condizionatori nel tetto delle stanze sono stati realizzati in salita, ergo, quando la vaschetta di recupero della condensa è piena, per effetto della gravità l’acqua tracima ovviamente sulla testa dei clienti. Abbiamo proposto ai gestori di comprare delle micro pompe per espellere la condensa: risposta, il budget non lo permette.

Le piscine e le docce sul tetto dell’hotel utilizzano uno scarico non isolato che presenta più punti non terminati. Risultato; quando il livello delle piscine supera il limite ed i serbatoi di raccolta scaricano l’acqua in eccesso nel canale di smaltimento, questa filtra nelle stanze dell’ultimo piano; sempre sulle teste dei clienti. Quando questo avviene, almeno 5 stanze dell’ultimo piano sono inondate d’acqua; letteralmente scrosci d’acqua modello pioggia tropicale si riversano sui letti e le teste degli ospiti. Segnaliamo che serve un intervento strutturale importante per isolare e ricreare le parti mancanti, ci rispondono che non ci sono soldi. Molte altre tubazioni importanti dell’impianto idraulico dell’hotel perdono in modo irrimediabile. Ho esperienza di meccanica, non parlo di danni dovuti all’usura, parlo di negligenza volontaria in fase di costruzione e/o in fase di ispezione (se mai ce ne fosse stata una).

Non vi annoio con altri dettagli assurdi su una struttura come ce ne sono tante altre sull’isola, sappiate solo che a fine settembre la metà dei miei colleghi veniva licenziata per ridurre le spese, capo incluso. Io divento il nuovo capo della manutenzione e restiamo in tre. Mio è definitivamente il turno di notte, cioè resto solo tutti i giorni. Vi immaginate tutti i turni dalle 3 del pomeriggio alle 12 di notte con la responsabilità di attendere 330 camere più le cucine e le zone comuni con i problemi che vi ho detto?

In questi mesi io ovviamente le spiagge di Fuerteventura non le ho mai viste. Tornavo a casa all’una, il tempo di mangiare qualcosa e fare la doccia; non immaginate quanto brucia la pelle dopo aver maneggiato ripetutamente il cloro in polvere. A nulla servono guanti e mascherina, la polvere finissima si insinua ovunque, soprattutto nei polmoni!

Andavo a letto tutte le notti alle due e mezza e mi alzavo alle dieci della mattina seguente. Giusto in tempo per fare colazione, andare a fare un po’ di spesa e due passi ed era già ora di tornare al lavoro. L’unico giorno libero lo trascorrevo in casa, per pulire, lavare, rispondere alle mail degli amici, e scaricare anche un po’ lo stress.

Ovviamente scaduto il contratto e terminata l’alta stagione, mi sono ritrovato senza lavoro ma per scelta mia; non potevo accettare di continuare in quelle condizioni.

Dimenticavo: il salario era di 1100 euro mensili comprensivo di tutto. Alle Canarie la tredicesima e la quattordicesima vengono suddivise tra le dodici mensilità.

Spero non aver demoralizzato quanti sognano di venire a lavorare a Fuerteventura o alle Canarie, volevo solo regalarvi uno spaccato di vita isolana vissuto di persona, che forse può aiutarvi a riflettere. Quanto segnalato sopra non significa che tutte le aziende, gli hotel ed i ristoranti da queste parti siano così malconci e propensi allo sfruttamento delle persone, ma una buona parte sì.

22 ottobre 2013

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Oleh

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