lunedì 21 ottobre 2013

Primo lavoro a Fuerteventura

`
Le ragioni che mi hanno spinto a partire sono più o meno le stesse che mi accomunano a tutti voi che leggete questo post ed avete il sogno di trasferirvi a vivere altrove. Il mare il sole, la vita più tranquilla e rilassata. Meno code sulle strade, una vita più semplice ed essenziale e forse anche un poco di follia.

Cosa ho incontrato nella prima fase del mio trasferimento? Sono partito per Fuerteventura su invito di una persona che gestiva un’agenzia immobiliare in loco. Conosciuto durante un precedente viaggio, questa persona mi chiamò a casa in Italia per offrirmi di entrare a fare parte dello staff dell’agenzia. Mi disse che sarebbe stato sufficiente vendere più o meno cinque case al mese per avere uno stipendio da favola.

La cosa non mi convinceva, ma l’isola mi attraeva tanto e come sapete, quando uno è così attratto da qualcosa non è molto obiettivo nel valutare tutti i pro e contro.

Arrivato sull’isola ai primi di marzo del 2007 inizio subito a lavorare nell’agenzia. Una piccola filiale in centro a Caleta de Fuste (El Castillo), che ora è stata chiusa a causa della crisi. Il mio lavoro consisteva nell’assistere i clienti, per lo più inglesi ed interessati all’acquisto, che entravano nell’agenzia ma anche rispondere alle tante mail di coloro che scrivevano dall’estero. Dovevo cercare di convincerli all’acquisto di una casa sull’isola, cosa non facile a quei tempi e meno ancora oggi dopo la terribile crisi immobiliare che in parte è proprio stata causata dalla bolla speculativa del settore.

Così ben presto mi resi conto che le cose non avrebbero funzionato tanto bene. La crisi immobiliare era già in atto, e ne io tanto meno i miei colleghi riuscivamo a vendere nulla. Ed essendo pagati a commissioni, questo significava passare le giornate in un ufficio ad aspettare clienti che non venivano, senza alcuna prospettiva di guadagno.

La possibilità di vendere immobili nelle isole era molto più remota rispetto ad altre località, dato che proprio le Canarie come altre località della penisola, avevano conosciuto una fase di speculazione immobiliare così acuta che i prezzi avevano raggiunto vette inimmaginabili: pensate che un bungalow di 60 m2 si vende a circa 200 mila euro.

Negli ultimi 20 anni si era costruito tanto, troppo e male. Soprattutto la fretta di realizzare case e bungalow per la fame di tedeschi ed inglesi che investivano sul mattone, unico investimento sicuro come da sempre ci viene insegnato a tutti, ha fatto sì che si risparmiasse eccessivamente sulla qualità. Ma in fin dei conti, le case si compravano sulla carta per essere rivendute sulla carta; volevano rappresentare solo una forma d’investimento e così nessuno si preoccupava troppo di funzionalità e qualità.

Mi ricordo di un ex collega inglese che in patria aveva venduto tutto per costruire a Fuerteventura una enorme villa con piscina, troppo grande anche per lui. Arrivata la crisi la mise in vendita dato che non poteva permettersi di pagarne il mutuo … senza averla mai sfruttata e neppure terminata! Un altro ex collega e amico spagnolo, comprata anche lui una casa molto grande, con la crisi si ritrova a non poter più sostenere il mutuo. La banca lo minaccia di prendergli la casa, non ha i soldi per le fatture di acqua e luce, resta senza luce ed acqua, mi chiede aiuto … ma la situazione è troppo grave, perde la casa, divorzia e si ritrova da solo con il figlio …

Al momento in cui scrivo la situazione non è molto migliorata, anche se dopo oltre 6 anni di caduta continua dei prezzi dell’immobiliare con il metro quadro che ora si attesta intorno ai 1000 euro, ora i prezzi sembrano essersi calmierati e qualcosa comincia a muoversi. Proprio il mese scorso il periodico El País, affermava che le Canarie insieme alla Costa del Sol, sono le uniche aree del territorio spagnolo in cui si ricomincia a vendere il mattone anche se molto lentamente e rigorosamente a fondi d’investimento e investitori generalmente stranieri (soprattutto Russi) che strappano prezzi particolarmente stracciati.

Se ne deduce così che sia ancora presto per investire in un immobile alle Canarie, a meno che non intendiate acquistare approfittando dei prezzi super ridotti per tenere la casa almeno dieci anni in attesa che il mercato si recuperi. (Come ho fatto io che ho acquistato da un banca una villetta di 75 m2 per 80 mila euro).

21 ottobre 2013

CONDIVIDI

E se vuoi continuare a leggere...

Primo lavoro a Fuerteventura
4/ 5
Oleh

RICEVI LE NOVITÀ

Un punto di vista differente...